Terremoto politicoIn Grecia Mitsotakis si ferma a un passo dalla maggioranza assoluta

La sinistra di Tsipras crolla, reggono i socialisti del Pasok e si impone il centrodestra del premier uscente che probabilmente eviterà le alleanze e attenderà il secondo turno, dove è previsto un premio per chi arriva primo, per provare a governare da solo

Mitsotakis festeggia i risultati
AP Photo/Petros Giannakouris

A spoglio quasi concluso, il partito di centrodestra Nuova Democrazia, guidato dal premier Kyriakos Mitsotakis, si attesta al quaranta per cento dei voti, ovvero a un passo dalla maggioranza assoluta (45%). Alexis Tsipras, ex premier e leader di Syriza, è il grande sconfitto di queste elezioni: il principale partito di sinistra del Paese è crollato al venti per cento dal trentuno per cento del 2019 e ha perso numerose roccaforti storiche della sinistra.

Buoni risultati invece per il Partito socialista (Pasok), che ha raggiunto il dodici per cento dei voti e si è affermata come seconda forza politica in alcune zone della Grecia, superando Syriza, per il Partito Comunista greco (Kke), stabile al sette per cento, e per la formazione di estrema destra Soluzione Greca, arrivata al quattro per cento.

Dal quartier generale del suo partito, Mitsotakis ha definito il risultato delle elezioni un «terremoto politico» che deve velocizzare la ricerca di «una soluzione di governo definitiva, in modo che il nostro Paese possa avere una persona esperta al comando il prima possibile».

In seguito al disastro ferroviario di Tempes e allo scandalo sullo spionaggio di oppositori e giornalisti, Nuova Democrazia era sceso nei sondaggi e si preparava all’eventualità di formare un governo di coalizione, possibilmente con Pasok o con Soluzione Greca. Dopo i risultati di domenica, è molto probabile che Mitsotakis scelga invece di evitare alleanze per sfruttare i bonus del meccanismo elettorale in vigore al secondo turno, diverso dalla legge proporzionale semplice con cui si è votato domenica, e arrivare alla maggioranza assoluta.

«Si tratta di un risultato devastante per l’opposizione, specialmente per Syriza», ha commentato su Politico Wolfango Piccoli, co-fondatore della società di consulenza Teneo. Lo stesso Tsipras ha riconosciuto che si tratta di un risultato molto negativo e che ci saranno dei cambiamenti interni al partito, anche se molto probabilmente continuerà alla sua guida fino al secondo turno. «Il principale partito di opposizione ci metterà molto tempo a riprendersi, lasciando Nuova Democrazia nella posizione di dominare la politica greca», ha aggiunto Piccoli.

Tsipras durante un comizio
Tsipras durante un comizio (AP Photo/Thanassis Stavrakis)

Con poco meno del tre per cento dei voti, MeRa25, il partito dell’ex ministro dell’Economia del governo Tsipras, Yanis Varoufakis, il partito di destra ortodossa Niki e il partito di sinistra euroscettica Plefsi Eleftherias sono rimasti fuori dal parlamento. Tutti e tre potrebbero però giocare un ruolo rilevante al secondo turno, modificando la soglia necessaria a Nuova Democrazia o un’eventuale coalizione per raggiungere la maggioranza assoluta.

A partire da oggi, i tre partiti greci che hanno preso più voti – Nuova Democrazia, Syriza e Pasok – riceveranno infatti dalla presidente Katerina Sakellaropoulou il mandato di creare un governo di coalizione. Ognuno di loro avrà tre giorni per farlo: in caso non si formasse nessuna coalizione, il parlamento eletto domenica verrà proclamato e poi dissolto, aprendo la strada a un secondo turno previsto per il 25 giugno o il 2 luglio.

Gli elettori di Nuova Democrazia festeggiano
(AP Photo/Petros Giannakouris)

Rispetto ai risultati di domenica, è molto poco probabile che Nuova Democrazia rinunci alla possibilità di tentare di raggiungere la maggioranza assoluta al secondo turno, considerando che per ottenere una maggioranza da solo il partito più votato avrà bisogno di circa il trentotto per cento dei voti, che è poco meno della percentuale ottenuta da Nuova Democrazia al primo turno.

L’alternativa, molto poco plausibile al momento, sarebbe un’alleanza con il Pasok di Nikos Androulakis, che è stato tuttavia il primo a denunciare quest’estate di essere stato sorvegliato dai servizi segreti greci – alle dirette dipendenze del primo ministro Mitsotakis – e attaccato con lo spyware Predator, dando vita a un’infruttuosa inchiesta parlamentare e allertando la commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sull’uso di Pegasus e altri spyware di sorveglianza (Pega).

Anche la possibilità avanzata da Tsipras lo scorso aprile di formare una coalizione di governo progressista sembra molto remota: con i pessimi risultati di MeRa25 e di Syriza, è molto più probabile che Pasok voglia continuare a fare campagna da solo per provare a diventare il principale partito di opposizione al governo, scalzando Syriza come seconda forza politica del Paese.

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