Rabdomanti digitali L’intelligenza artificiale può migliorare la ricerca delle materie prime

Finora in media solo un’esplorazione su cento ha successo e, secondo il think tank Cep, questo tasso potrebbe salire significativamente impiegando l’Ia per individuare nuovi giacimenti

Una ruspa in una miniera
Image di RitaE su Pixabay

Per la trasformazione dell’Europa in un’economia digitale e sostenibile risulta essenziale garantire l’approvvigionamento di metalli rari quali il litio e il cobalto. Finora le informazioni sui giacimenti di materie prime sono state frammentarie e rilevate in modo prevalentemente casuale. In media, solo una ricerca di materie prime strategiche su cento ha successo.

Il Centres for European policy network (Cep), sulla base di una sua analisi, consiglia allora di puntare sull’intelligenza artificiale (Ia) proprio anche nel quadro di questo obiettivo specifico. Secondo i primi test concreti, il tasso di successo aumenterebbe di venticinque volte e renderebbe quindi l’Europa meno dipendente da alcuni Paesi terzi.

«L’Unione europea dovrebbe promuovere massicciamente l’uso dell’Ia per l’esplorazione di nuovi giacimenti di materie prime e per l’assegnazione di licenze di esplorazione e di estrazione», chiede l’esperto delle tecnologie digitali del Cep, Anselm Küsters, autore dello studio insieme all’economista André Wolf.

Tuttavia, è necessario garantire che i sistemi siano alimentati con dati di alta qualità e che il controllo finale sia effettuato da esseri umani, spiega Küsters. L’uso dell’Ia potrebbe anche aiutare a prevenire l’emergere, a lungo termine, di monopoli extraeuropei in questo settore strategico.

I ricercatori del Cep rivolgono, in particolare, le loro raccomandazioni alla Commissione europea, che intende puntare sulla cosiddetta «legge sulle materie prime critiche». Secondo Wolf, l’utilizzo dell’Ia aumenta notevolmente l’efficienza dei costi e la velocità di ricerca. «Pure i costi sociali di follow-up dell’attività estrattiva possono essere ridotti in modo significativo», sottolinea l’esperto del Cep.

A suo avviso, la nuova normativa Ue dovrebbe includere le tecnologie di «esplorazione» basate sull’Ia come uno degli elementi essenziali da promuovere. È altresì importante che gli algoritmi forniscano informazioni sugli effetti ambientali previsti. Inoltre, tali applicazioni tecniche dovrebbero essere utilizzabili, a medio termine, pure per sviluppare un’economia di riciclaggio dei metalli critici in Europa.

Continua a leggere sul sito del Cep consultando il report.

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