ForzalavoroGli addestratori dell’Ai che usano ChatGpt, la carenza di personale in Russia e la nuotata pre-ufficio

Nella newsletter di questa settimana: gli “operai digitali” utilizzano di nascosto l’intelligenza artificiale per allenare l’intelligenza artificiale, il Mes agita Meloni, gli appuntamenti estivi di governo e sindacati e la manodopera russa al fronte di guerra. Ma anche l’origine degli ispettori del lavoro, la riforma tedesca per attirare immigrati extra Ue e la crisi dei notai. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

L’ALLENATORE NEL PALLONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Cosa succede se pure i lavoratori che per pochi spiccioli addestrano le intelligenze artificiali decidono di “imbrogliare” e subappaltare a loro volta il proprio lavoro a ChatGpt?

Il cortocircuito viene descritto bene in uno studio svizzero titolato “Artificial Artificial Artificial Intelligence”, di cui ha parlato la Mit Technology Review, secondo cui una parte significativa di coloro che lavorano allenando l’Ai nelle parti più povere del mondo avrebbe cominciato a esternalizzare il proprio lavoro alle macchine per fare più in fretta e guadagnare di più.

Chi sono gli addestratori Ci vuole un’incredibile quantità di dati per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale a svolgere attività specifiche in modo accurato e affidabile. Molte aziende pagano operai digitali, delocalizzati per lo più tra India, Bangladesh e Nepal, che accettano di svolgere i lavori offerti su piattaforme come Amazon Mechanical Turk per completare attività che in genere sono difficili da automatizzare, come la risoluzione dei Captcha, il riconoscimento delle immagini e delle parole. Micromansioni pagate anche un centesimo di dollaro per ogni “task” da eseguire molto rapidamente.

  • Esempio: Se serve un sistema che identifichi automaticamente i cani nei video di YouTube, ci deve essere prima un umano che mostri all’intelligenza artificiale cos’è e che forma ha un cane, taggando milioni di foto di cani. Taggare milioni di foto di cani così diventa un lavoro. Le competenze richieste sono basse, la creatività pure e il salario lo è ancora meno.

Subappalto all’Ai Non c’è da stupirsi che alcuni di loro si rivolgano a strumenti come ChatGpt per massimizzare il loro potenziale di guadagno. Ma quanti? Per scoprirlo, un team di ricercatori dell’Istituto federale svizzero di tecnologia ha assunto 44 persone sulla piattaforma Amazon Mechanical Turk per riassumere 16 estratti di documenti di ricerca medica. Utilizzando un modello di intelligenza artificiale che cerca segnali rivelatori dell’utilizzo di ChatGpt, come la mancanza di varietà nella scelta delle parole, hanno stimato che tra il 33% e il 46% dei lavoratori avesse utilizzato modelli di intelligenza artificiale. E secondo gli autori dello studio, questa è una percentuale che probabilmente aumenterà ancora man mano che ChatGpt e altri sistemi di intelligenza artificiale generativa diventeranno più potenti e facilmente accessibili.

Catena di errori L’utilizzo di dati generati dall’intelligenza artificiale per addestrare a cascata l’intelligenza artificiale potrebbe però introdurre ulteriori errori in modelli già soggetti a errori. I grandi modelli linguistici presentano regolarmente false informazioni come fatti, stereotipi o pregiudizi. Se generano un output errato che viene a sua volta utilizzato per addestrare altri modelli di intelligenza artificiale, gli errori possono essere assorbiti da questi modelli e amplificati nel tempo, rendendo sempre più difficile risalire alle origini.

Operai del clic Lo studio evidenzia anche che è un problema la tendenza delle aziende tecnologiche a fare affidamento su lavoratori poco qualificati che operano per pochi spiccioli per svolgere un lavoro di così vitale importanza quale è addestrare l’intelligenza artificiale.

  • Eppure, mettendo insieme tutte le piattaforme, si superano nel mondo i 100 milioni di operai digitali che eseguono queste mansioni. Una fetta importante della forza lavoro, che a fine mese si vede poi recapitare una microbustapaga con la lista di tutte le task realizzate e il compenso ottenuto. Secondo i calcoli della Banca mondiale, la maggior parte dei lavoratori di Amazon Mechanical Turk lavora 10-20 ore a settimana, guadagnando circa 80 dollari al mese. L’Oxford Internet Institute ha mappato il microlavoro nel mondo: i Paesi con la più alta concentrazione di microlavoratori sono Filippine, India, Bangladesh e Pakistan.

Distopia portami via Lavori automatici e poco gratificanti che gli stessi operai ora stanno sostituendo con l’intelligenza artificiale che addestrano. E che in futuro potrebbe sostuirli in un panorama distopico in cui l’intelligenza artificiale alimenta l’intelligenza articiale, replicando all’infinito errori di cui è impossibile ritrovare l’origine. Per fortuna non sarà così. Proprio per evitare scenari di questo tipo, servirà eccome l’intelligenza umana. Preferibilmente ben pagata.

 ➡️ ASCOLTA IL PODCAST!  🎧

 

SETTIMANA DI PASSIONE
La ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità agita ancora il governo Meloni, soprattutto dopo “l’incidente diplomatico” con il capo di gabinetto di Giorgetti che di fatto ha smentito le posizioni sovraniste. Da calendario, il 30 giugno alla Camera è previsto l’approdo del disegno di legge, ma questa data dovrà essere confermata dalla conferenza dei capigruppo di mercoledì.


ORA A MONTECITORIO
Arriva alla Camera la discussione sul decreto lavoro dopo l’approvazione al Senato. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 3 luglio, introduce l’Assegno di inclusione (Adi) dal 1 gennaio 2024 sostituisce il Reddito di cittadinanza e proroga lo smart working per i lavoratori fragili e i genitori di figli under 14 nel privato fino a fine anno e per i fragili della pubblica amministrazione fino al 30 settembre. Inoltre è previsto che sarà possibile anche il rinnovo senza causali dei contratti a termine, entro i 12 mesi.


APPUNTAMENTI ESTIVI
Popolo di anziani Oggi riparte il tavolo sulle pensioni con i sindacati. A fine anno scade Quota 103 e all’orizzonte c’è il ritorno della legge Fornero. Per soddisfare tutte le principali richieste che arrivano dalla maggioranza e dai sindacati – Quota 41 in primis – servirebbero 10 miliardi. Ma a disposizione ce ne sono solo 2.

Europeisti Oggi a Berlino si tiene la riunione dei ministri dell’Economia e dell’Industria di Italia, Francia e Germania per definire una politica industriale comune. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso dice che abbiamo le risorse minerarie per liberarci dalla dipendenza da Russia e Cina. Si pensa a un fondo sovrano Ue per i giacimenti decisivi per l’economia green.


EVERGREEN
Beautiful Tim Sistemata, forse, la faccenda di Alitalia, l’altra storia infinita ora è quella di Tim. Il fondo Macquarie sarebbe pronto a mettersi di traverso all’ipotesi che la Cassa depositi e prestiti, dopo aver perso la gara per la rete di Tim, passi al campo avverso, ovvero al fianco di Kkr, che da giovedì è entrato in trattative esclusive per rilevare l’infrastruttura per una cifra fino a 23 miliardi.

Messaggini Mentre a Palazzo Chigi si è svolto un nuovo vertice per la salita anticipata dello Stato nella maggioranza del capitale dell’ex Ilva, la Fiom ha proclamato lo stato di agitazione all’acciaieria di Taranto per la gestione non chiara dei turni di lavoro. I sindacati segnalano che le comunicazioni avvengono attraverso messaggi Whatsapp poche ore prima dei turni.

Al volante Il ministro Urso ha proposto a Stellantis un accordo su tutela dell’occupazione, incremento dei volumi produttivi in Italia e mantenimento dei centri di ricerca.

In lavatrice La prima settimana di luglio è atteso il tavolo al Mimit su Electrolux. L’annuncio dell’addio alla trattativa d’acquisto da parte del gruppo cinese Midea non basta. Il governo starebbe pensando di esercitare il golden power.

 

L’ANGOLO DEL GIUSLAVORISTA
Si è tenuto lo scorso 22 giugno il tavolo con i sindacati sulla sicurezza sul lavoro, ma le parti sociali sono contrarie alle riforma proposta dalla ministra Calderone. Intanto a luglio entreranno in servizio 983 nuovi ispettori del lavoro vincitori dell’ultimo concorso.

Ma come sono nati gli ispettori del lavoro in Italia? Dobbiamo tutto all’impero austro-ungarico, come spiega Alessio Amorelli, avvocato esperto di lavoro dello studio Laward, che cura la newsletter Labour Weekly, con cui da oggi inauguriamo una nuova collaborazione.

 

COSE DI LAVORO
Lavoratori al fronte Anche in Russia sono a corto di manodopera, ma per motivi diversi rispetto a quelli occidentali. La guerra in Ucraina ha drenato risorse provocando la peggiore crisi del mercato del lavoro russo da decenni. Centinaia di migliaia di lavoratori sono fuggiti dalla Russia o sono stati mandati al fronte. Alla fine del 2022 il numero di lavoratori con meno di 35 anni era sceso a 1,3 milioni, il livello più basso dall’inizio degli anni Novanta. La competizione per accaparrarsi le poche persone disponibili sta spingendo le aziende a offrire salari più alti, alimentando l’inflazione.

Riforma alla tedesca Il Parlamento tedesco ha approvato una legge di riforma sull’immigrazione per facilitare il trasferimento di lavoratori stranieri non Ue e aprire nuove opportunità ai molti rifugiati che si trovano già nel Paese.

Salario minimo chi? Chi non ha firmato i contratti collettivi di lavoro non è tenuto a rispettare i minimi salariali previsti. Lo ribadisce una sentenza del Tribunale Ue. Per tutelare i lavoratori di fronte a contratti pirata e imprese che applicano norme di lavoro di altri Paesi europei servirebbe un intervento legislativo sull’applicazione generale della parte economica dei contratti collettivi e sulla misurazione della rappresentatività sindacale – scrive Lavoce.info.

Cara casa Scrive il Guardian che il caro affitti sta costringendo gli studenti universitari a lavorare di più per arrotondare, a scapito degli studi.

Signora mia! E con il calo degli atti notarili, neanche i notai se la passano più bene come un tempo. I notai under 35 nel primo anno di lavoro non superano i 20mila euro di repertorio.

Eureka! Joseph, 48 anni, texano, ha ben pensato di sfruttare i vantaggi del lavoro da remoto per fare segretamente tre lavori a tempo pieno a distanza guadagnando 344mila dollari. Così non solo può pagarsi il mutuo, ma anche risparmiare per il college dei figli senza indebitarsi.

A bracciate E poi, se il costo dei mezzi pubblici è aumentato, si può sempre andare al lavoro a nuoto. Come fa lo scozzese Kevin Morgan. Pare faccia bene alla salute mentale.

 

Per oggi è tutto.

Buona settimana!

 

Lidia Baratta

 

👉 Per segnalazioni, integrazioni, critiche e commenti, puoi scrivere a [email protected]

👉 Per iscriversi a “Forzalavoro” e alle altre newsletter de Linkiesta, basta andare qui.

 

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter