Etica e ambienteIl valore del bilancio di sostenibilità e la cultura del “fare” prima del “dire”

In Italia spesso si sottovaluta l’importanza di questo documento che va ben oltre i traguardi e gli obiettivi “green” di un’impresa. Anche nel campo energetico ci sono aziende, come Repower Italia, che vogliono invertire la tendenza e riempire nuovamente di significato un termine sempre più abusato: sostenibilità

Fatta eccezione per le società quotate, gli enti di interesse pubblico come banche e assicurazioni e le aziende di grandi dimensioni, nessuna azienda è teoricamente obbligata a stilare un bilancio di sostenibilità. Le regole, anche grazie all’intervento dell’Unione europea, diventeranno via via più stringenti con il passare degli anni, ma in questo momento non ci sono particolari vincoli: è tutta una questione di sensibilità d’impresa. 

Secondo il report “Sostenibilità alla sbarra”, pubblicato nel 2021 da ConsumerLab, solo il 28,2 per cento delle principali imprese italiane (1.915) è solito presentare un bilancio di sostenibilità. La percentuale, si legge nel documento, scende drasticamente all’1,76 per cento per le aziende tra i dieci e i venti dipendenti e allo 0,63 per cento per le realtà con meno di dieci lavoratori. Ciononostante, sempre secondo il rapporto di ConsumerLab, nel nostro Paese in quasi una pubblicità su cinque si parla di «sostenibilità». 

Si tratta di un termine che – come ci ha spiegato Rossella Sobrero, professoressa di Comunicazione pubblica e d’impresa all’Università degli Studi di Milano, scrittrice ed esperta di Corporate social responsibility (Csr) – negli anni sta gradualmente perdendo valore e significato. Per limitare i danni e invertire la tendenza, è importante prima fare e poi comunicare. Una buona abitudine che, secondo Sobrero, «per le aziende può essere un’occasione per capire come modificare il proprio modo di fare impresa», abbracciando quindi le esigenze del mercato.

Un bilancio volontario, concreto e coerente può rivelarsi uno strumento chiave al fine di coltivare una solida cultura della sostenibilità a trecentosessanta gradi. Un asset utile a diffondere un’idea di normalità in merito all’attenzione nei confronti dei principi della sostenibilità, che devono essere sempre più radicati nella vita aziendale. È il caso di Repower, realtà specializzata nella fornitura di energia elettrica, gas naturale, mobilità elettrica e servizi di efficienza energetica, con sede principale in Svizzera, più precisamente a Poschiavo nel Cantone dei Grigioni. 

L’azienda, che conta più di cento dipendenti in Italia a cui si aggiunge una vasta rete di consulenti di vendita, ha (volontariamente) pubblicato il bilancio di sostenibilità 2022. Nel documento una netta e chiara distinzione tra “cosa abbiamo fatto finora” e “cosa faremo nel 2023”. Uno degli obiettivi per l’anno in corso è quello di completare l’ammodernamento del Parco eolico di Lucera (FG) – il più importante in Italia grazie a tredici aerogeneratori per una potenza complessiva installata di ventisei megawatt – e la costruzione di un nuovo impianto fotovoltaico in Basilicata, a Melfi, su un’area a destinazione industriale.

Courtesy of Repower Italia

Il parco produttivo di Repower – composto da dieci parchi eolici, ventuno impianti fotovoltaici e due idroelettrici per una capacità produttiva di circa centododici megawatt (MW) – si integra senza forzature nel paesaggio, unendo così sostenibilità ambientale e rispetto della natura e delle comunità locali. Ai centododici megawatt menzionati, si aggiunge una centrale a ciclo combinato da quattrocento megawatt. 

Repower ha quindi un orientamento strategico che mira allo sviluppo di impianti che producono elettricità pulita grazie a fonti rinnovabili. Come in ogni cosa, registrare i numeri è fondamentale non solo ai fini della comunicazione esterna, ma anche per capire dove (e come) migliorare. Proprio per questo, l’azienda redige annualmente il documento “Inventario delle emissioni a effetto serra – ISO 14064-1”. 

Courtesy of Repower Italia

Nel documento si parla inoltre dell’agevolazione per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico locale, di cui ha usufruito il ventuno per cento dei dipendenti Repower. L’introduzione di nuovi incentivi, secondo l’azienda, potrebbe aumentare di un ulteriore otto per cento l’utilizzo dei mezzi pubblici. 

La comunità dei dipendenti Repower, si legge sul bilancio di sostenibilità, dal 2020 al 2022 è cresciuta del 3,8 per cento. Significativo, inoltre, l’incremento del ventisette per cento del numero di giovani (under trenta) assunti negli ultimi tre anni. In generale, il novantotto per cento dei dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato.

Il rispetto per l’ecosistema è fondamentale, ma deve essere affiancato da azioni orientate a tutti i pilastri della sostenibilità: umano, sociale, ambientale ed economico. Uno non può escludere l’altro, ed è necessario un approccio olistico.  

Proprio nell’ambito sociale Repower è, da sempre, molto attiva e pronta a sostenere cause e associazioni. Nel terzo capitolo, si legge del progetto UnìSono, che organizza eventi inclusivi per permettere ai ragazzi affetti da Sindrome di Down di ballare e divertirsi assieme ai coetanei. Non solo, l’azienda sostiene e sponsorizza YouSport Social Club, un’associazione sportiva fuori dall’ordinario (nel senso positivo del termine) che punta tutto sull’accessibilità economica e l’inclusione, anche dei soggetti più fragili. Il prossimo obiettivo dell’associazione è la creazione di un vero e proprio centro polisportivo.

L’attenzione di Repower al connubio virtuoso tra sport e inclusione non finisce qui: dal 2009 l’azienda è a fianco di SocialOsa, società cestista milanese, e della relativa squadra di basket Overlimits. Quest’ultima permette ai giovani con disabilità mentale grave e diversificata di coltivare la passione per la pallacanestro. 

Ultimo, ma non per importanza, il motto “People, Planet, Profit & Pleasure”, che racchiude l’ideale di «bellezza» (rapportato alla sostenibilità) promosso da Repower. In questo quadro si inserisce GIOTTO, la wallbox per la ricarica elettrica che nel 2022 ha ottenuto la menzione d’onore al Compasso d’Oro. Il prestigioso premio è poi stato vinto da LAMBRO, cargo bike a pedalata assistita per il trasporto di persone e merci, e da E-LOUNGE, un ibrido tra una panchina e una stazione di ricarica per e-bike, smartphone e altri dispositivi portatili. 

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