Energy man Uno spuntino tra le nuvole

Come si alimentano i partecipanti a una delle sfide sportive fisicamente più difficili e impegnative che esistano? Lo abbiamo chiesto al paraglider professionista Aaron Durogati

@Adi Geisegger, Red Bull Content Pool X-ALPS 2023

«Gli ultimi tre giorni di gara sognavo di mangiare una pizza. Questa voglia mi ha accompagnato fino al traguardo. Un giorno ho finito la gara a Locarno in Svizzera e non mi sembrava il posto giusto per una Margherita. Poi sono atterrato in una valle laterale sopra Trento dove di pizzerie non c’era neppure l’ombra. L’ultimo giorno mi sono fermato in una valle austrica dove non prendeva neppure il cellulare. Finita la gara ho detto “la pizza in Austria non la prendo”. Così ho aspettato di rientrare in Italia dove finalmente ho mangiato due pizze». A parlare è l’altoatesino Aaron Durogati, paraglider professionista classe 1986, atleta tra i piloti più forti al mondo. A giugno ha concluso la Red Bull X-Alps 2023, la gara di hike&fly, vale a dire escursionismo abbinato al volo in parapendio, più dura al mondo. I 32 atleti partecipanti partiti da Kitzbühel in Austria, hanno percorso 1.200 chilometri in circa due settimane attraverso cinque Paesi alpini. La prima parte del percorso si è svolta tra le montagne di Austria e Germania meridionale per poi toccare la Svizzera, dove è stato superato l’imponente ghiacciaio dell’Aletsch. A seguire hanno toccato Francia e Italia con il passaggio attraverso una via ferrata nelle Dolomiti di Sesto. Il traguardo, o meglio l’ultimo atterraggio, era posizionato su una piattaforma galleggiante nelle acque del lago Zell am See in Austria.

@Harald Tauderer, Red Bull Content Pool

Per completare il percorso gli atleti potevano fare affidamento solo su due fonti “energetiche”: il vento che gonfiava la vela del parapendio e il cibo che dava energia al corpo per salire dalla valle alle vette delle montagne da dove spiccare il volo.

@Lukas Pilz, Red Bull Content Pool X-ALPS 2023

Aaron ci ha raccontato questa avventura spiegandoci come si è alimentato per fare 1250 chilometri in meno di due settimane.
Le giornate, che prevedevano uno stop forzato di sette ore durante la notte, iniziavano la mattina all’alba per concludersi la sera, dopo aver percorso oltre 20 chilometri a piedi e circa 150 chilometri in volo. Da un punto di vista alimentare i pasti principali fatti “con i piedi a terra” erano la colazione e la cena.

@Mirja Geh, Red Bull Content Pool

«Mi svegliavo verso le 3 e mezzo e facevo subito colazione per essere pronto a partire alle 4. Avevo bisogno di zuccheri e caffeina. Visto che non bevo caffè prendevo una Red Bull. Durante l’X-Alps devi avere una dieta ipercalorica. Quindi non mancavano marmellata, cioccolato e miele, ma anche grassi come burro, mandorle e noccioline. Prendevo anche proteine in polvere, altre volte mangiavo uova o carne secca e così iniziava la giornata. La sera, dopo le 21, una volta atterrato era il momento per fare il secondo pasto completo della giornata con pasta, Grana e avocado. Avevo anche degli gnocchi con ragù di cervo. Il cibo era stato cotto nei giorni prima della gara, messo sotto vuoto e poi riscaldato a bagnomaria. Cercavo di mangiare anche fibre con carote, finocchi e anche un po’ di frutta secca. I ritmi della gara erano così frenetici che in una settimana ho fatto solo un pasto caldo, quando ho mangiato degli spaghetti con olio d’oliva e tantissimo Grana».

@Vitek Ludvik, Red Bull Content Pool

Durante la giornata c’erano tanti spuntini consumati in volo a 3000 metri. «Nei momenti tranquilli, fuori dalle correnti ascensionali, potevo mollare i comandi e alimentarmi. In volo per motivi di spazio mi portavo cose leggere che avessero tante calorie, senza dimenticare le proteine. Mangiavo carne secca di manzo e tacchino, barrette di carboidrati, mango disidratato, oltre a bere molta acqua che diluivo con una lattina di Red Bull in modo da assumere velocemente zuccheri e caffeina».

@Daniele Molineris, Red Bull Content Pool

Durante la gara per l’atleta altoatesino non sono mancati momenti di difficoltà: «A Chamonix, quando ero in quarta posizione, ho incrociato un temporale che mi ha costretto ad atterrare. Ho dovuto fare il giro del Bianco a piedi, mentre vedevo gli altri concorrenti che volavano sopra di me».
Aaron ha fatto anche degli incontri unici che non saranno dimenticati facilmente. «Uno dei momenti più belli di questa gara l’ho vissuto in un passaggio alpino molto selvaggio nel Nord della Svizzera. Mentre stavo volando a 3500 metri mi sono passate a dieci metri di distanza tre cicogne, una cosa veramente emozionate. Con le aquile condividevo ogni giorno una o due correnti ascensionali, ma con le cicogne è stata la prima volta».

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