Verso VilniusBiden preme per l’ingresso della Svezia nella Nato

Difficilmente avverrà al vertice della settimana prossima, però, perché Turchia e Ungheria ancora si oppongono. I raid russi fanno due vittime a Leopoli nella notte, il presidente ucraino Zelensky sulla Cnn ricorda che senza le armi occidentali la controffensiva non può avanzare

(AP Photo/Evan Vucci)

«Non vedo l’ora». Nello studio ovale il presidente americano Joe Biden riceve il primo ministro svedese Ulf Kristersson. Biden aggiunge che aspetta «con ansia» l’ingresso di Stoccolma nella Nato, che contribuirebbe a rafforzare l’alleanza di fronte alle minacce russe. Entrambi, nel bilaterale, hanno sottolineato il valore positivo della mossa, ancora bloccata dal veto della Turchia di Erdogan.

Manca meno di una settimana al vertice di Vilnius, in Lituania dell’Alleanza atlantica che si troverà a ratificare (di nuovo) la proroga del mandato dell’attuale segretario generale, Jens Stoltenberg, fino all’ottobre 2024. Meglio evitare estenuanti trattative, ci sono altre priorità. L’Ucraina. È difficile che la svolta attesa dalla Svezia, e da Biden, possa arrivare in quell’occasione.

Il presidente turco contesta al Paese scandinavo di «proteggere» esiliati politici che lui considera pericolosi terroristi, in particolare curdi legati al Pkk. Tutti gli altri Stati membri della Nato, con l’eccezione della solita Ungheria, hanno già dato il loro assenso. Mancano solo Erdogan e Viktor Orbán. Budapest ha detto chiaramente che attende il placet di Ankara per muoversi.

Oltre ai virgolettati, uno strumento di pressione sulla Turchia è la partita di caccia F-16. Biden potrebbe sbloccare la vendita in cambio di passi in avanti sul dossier Nato. Al tempo stesso, Congresso e Senato sono restii a concedere gli aerei prima che questo avvenga. Alcuni osservatori si attendevano progressi dopo le elezioni, in cui il “sultano” ha vacillato, ma conclusa la campagna elettorale non è cambiato nulla.

«Abbiamo chiarito che la nostra linea rossa è combattere le organizzazioni terroristiche e l’islamofobia. Chiunque deve accettare che la nostra amicizia non può essere ottenuta sostenendo il terrorismo o facendo spazio ai terroristi», ha ribadito recentemente Erdogan. Il riferimento sembra essere alla manifestazione – autorizzata, fuori da una moschea a Stoccolma – in cui due uomini hanno bruciato pagine del Corano.

Mentre le resistenze turche (e ungheresi) fanno il gioco di Vladimir Putin, l’ennesima notte di raid aerei russi sull’Ucraina ha ucciso due persone a Leopoli. Intervistato dalla Cnn, il presidente Volodymyr Zelensky ha spiegato che la controffensiva sarebbe potuta partire prima, i ritardi sono dipesi dalle forniture occidentali. Su alcune direttrici, ha detto, avanzare è impensabile in mancanza delle armi avanzate promesse dagli alleati.

Come scrive il Wall Street Journal, l’Occidente si è accorto solo a conflitto in corso delle falle nella sua industria bellica. Parte del summit di Vilnius rifletterà proprio su questo: mettere il mondo libero nelle condizioni di sostenere gli sforzi di Kyjiv in un conflitto di lunga durata, se necessario, fino alla vittoria. «Ogni guerra, dopo cinque o sei giorni, si decide con la logistica», ricorda l’ammiraglio Rob Bauer.

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