L’amico di PutinLa Corea del Nord ha varato un «sottomarino nucleare»

Alla vigilia del G20 in India, Kim Jong Un annuncia un piano per riconvertire i sommergibili del regime, derivati da un datato modello sovietico, perché trasportino armi atomiche. Presto il dittatore andrà a Mosca per discutere forniture militari

Kim Jong Un con il ministro della difesa russo Sergei Shoigu
Kim Jong Un con il ministro della difesa russo Sergei Shoigu (Ap)

Con la solita cerimonia in pompa magna, la Corea del Nord ha varato un nuovo grande sottomarino. I media di Stato del regime assicurano che «è in grado di trasportare armi nucleari». Se la notizia trovasse conferma, oltre il dispiegamento propagandistico di Pyongyang, si tratterebbe di un’inquietante aggiunta all’arsenale, a lungo desiderata da Kim Jong Un.

Nelle immagini diffuse si vede Kim, in completo chiaro, circondato da ufficiali della marina e, soprattutto, un gigantesco sommergibile nero. Da anni il regime lavorava allo sviluppo di un mezzo come questo, capace di «trasportare armi nucleari», ritenuto cruciale per la sua sopravvivenza e, soprattutto, come spauracchio per la deterrenza.

I sottomarini sono difficili da individuare quando navigano sott’acqua: averne uno, rileva la Bbc, potrebbe consentire a Pyongyang di attaccare i suoi nemici (cioè noi) dal mare, anche qualora i suoi sitemi di terra fossero già stati colpiti e messi fuori uso. Il punto è che non sappiamo (ancora) se il sottomarino è davvero operativo o è stata una messinscena: i nordcoreani devono ancora dimostrarlo.


Il sottomarino numero 841, intitolato all’«Eroe Kim Kun Ok», è stato assegnato alla flotta che pattuglia le acque tra la penisola e il Giappone. Secondo gli analisti, potrebbe trattarsi di un sommergibile di epoca sovietica “Romeo”, acquistato negli anni Settanta attraverso la Cina. Nelle riprese si contano dieci tubi di lancio: tipicamente utilizzati per missili balistici e di crociera.

Proprio l’«età» del mezzo è il principale fattore che ne ridimensiona la capacità bellica. Il modello, datato, su cui s’è basato il design è lento e rumoroso, ha un raggio d’azione ridotto rispetto a quelli moderni. In guerra non sopravvivrebbe, per Vann Van Diepen del progetto 38 North: «Da un punto di vista strettamente militare, non ha senso».

Il regime, ha detto Kim in persona, vuole ora riconvertire anche i sottomarini di cui già dispone (ne ha una ventina della classe “Romeo”) per fargli imbarcare armi atomiche, nonché costruirne di nuovi. Il programma missilistico e nucleare di Pyongyang è un’aperta effrazione alle disposizioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La nuova provocazione arriva alla vigilia del G20 a Nuova Delhi di questo fine settimana.

Infine, la destinazione come «tattico» del “Kim Kun Ok” suggerisce che probabilmente non trasporterà vettori in grado di raggiungere gli Stati Uniti, ma più piccoli, in grado di arrivare su Corea del Sud, Giappone e altri obiettivi regionali. Probabilmente, Kim questo mese andrà in Russia, dove discuterà con Vladimir Putin forniture militari per l’esercito della Federazione.

 

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