Decreto CaivanoCosa prevede la stretta del governo contro le babygang

Tra le misure varate dal Cdm il «daspo urbano» per contrastare lo spaccio, una nuova fattispecie di reato per i genitori che non mandano i figli a scuola e il possibile divieto di usare lo smartphone

Conferenza stampa post Cdm
Roberto Monaldo/LaPresse

Già ieri erano circolate alcune bozze del provvedimento sulle «Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile», noto nel dibattito pubblico come «decreto Caivano», dal nome della città campana dove una settimana fa dove due ragazzine, di dieci e dodici anni, sono state violentate. Ora il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri.

Ecco cosa prevede. «Non è repressione, è prevenzione», secondo la premier Giorgia Meloni. Si introduce, estendendolo ai minori tra i dodici e i quattordici anni, l’ammonimento del questore, per delitti con pena massima non inferiore ai cinque anni. La convocazione avviene assieme a uno dei genitori, che verrà multato (da duecento a mille euro) a meno che non dimostri di non aver potuto impedire il reato.

Si prevede poi l’arresto in flagranza per ragazzi tra i quattordici e diciotto anni, per reati con pena massima di almeno sei anni (prima erano nove), tra i quali lo spaccio di droga. «Finora se un ragazzo girava con la pistola carica non si poteva arrestare», dice Meloni.


Come avevano anticipato i giornali, c’è il cosiddetto «daspo urbano» anche per i quattordicenni, finalizzato a contrastare lo spaccio. Il divieto di avvicinamento verrà esteso a scuole, università e aree limitrofe. Potrà essere disposto l’obbligo di firma fino a due volte alla settimana. «Se introduci un minore nelle dinamiche criminali credo sia giusto che ti venga tolta la potestà genitoriale», afferma la presidente del Consiglio.

Viene configurata una nuova fattispecie di reato per i genitori che non mandano i figli a scuola, prima multati con una sanzione di trenta euro. In caso di «dispersione assoluta», cioè se il minorenne non è mai stato iscritto, potrà scattare una pena fino a due anni di carcere. Un anno di reclusione in caso invece di «abbandono scolastico», qualora cioè il minore non si presenti a lezione e superi il numero di assenze consentite.

In sede di avviso orale, il questore potrà proporre al giudice di vietare di usare o possedere telefoni cellulari, e altri dispositivi, qualora siano stati utilizzati durante la condotta che ha portato all’ammonimento o siano stati utilizzati per diffondere immagini dei comportamenti illeciti.

Il decreto legge – incentrato sul Comune campano ma replicabile, nelle intenzioni dell’esecutivo, perché «la criminalità minorile si sta allargando a macchia d’olio – stanzia trenta milioni di euro per interventi straordinari a Caivano contro il degrado e il disagio giovanili. Autorizza l’assunzione di quindici nuovi vigili urbani. Nel testo non è stato alla fine inserita la certificazione dell’età per chi accede ai siti porno, su cui Meloni si augura intervenga il Parlamento.

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