Bonifica PotemkinIl blitz hollywoodiano a Caivano, l’orgoglio di Meloni e la propaganda dei telegiornali

L’intervento di quattrocento agenti in una delle zone più degradate del Paese ha attirato l’attenzione dei Tg pubblici e fatto gonfiare il petto alla destra per un’operazione «ad alto impatto». Ma è la solita propaganda, a fronte di risultati modesti: sui problemi reali neanche una parola

Alessandro Garofalo/LaPresse

Quando lo Stato attacca in territori in mano alla criminalità c’è sempre da applaudire. Dopodiché non è male guardare dentro i fatti. Le forze dell’ordine a Caivano con quattrocento agenti, operazione definita «ad alto impatto»: bene, benissimo.

Con le telecamere della Rai e relativi cronisti al seguito a documentare l’operazione che ha portato al sequestro, nel dettaglio, di due ordigni artigianali, centosettanta cartucce, un coltello, un arco, una mazza da baseball, cinque bilancini, quattrocentottogrammi di hascish, trecentosettantacinque grammi di marijuana, cinque chili di tabacco di contrabbando, un ordigno tipo molotov. E poi, certo, quarantaquattromila euro in contanti: meglio di niente, per quattrocento uomini.

Sarebbe anche stata scoperta una base. Molta gente identificata, tante persone scoperte senza patente. Tg Rai entusiasti nemmeno fosse stata sgominata la camorra con un’azione da film di Martin Scorsese tipo la scena finale di “The Departed”, e poi un profluvio di dichiarazioni, collegamenti da palazzo Chigi e Parlamento – il Senato presidiato come al solito da Lucio Malan, uno aggressivo che parla su tutto, alla Camera c’è l’altro capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, più rassicurante forse anche per la somiglianza con un vecchio bravo attore di commedie, Mario Carotenuto.

Per tutto il resto c’è Maurizio Gasparri. Ma a seguire ecco un altro pezzo con un redivivo Matteo Piantedosi, che ha voluto rassicurare tutti sul fatto che si tratta solo di un primo passo, la criminalità verrà sgominata ovunque, vedrete, «ho allertato tutti i prefetti d’Italia».

Inutile dire del fiero entusiasmo di Giorgia Meloni, la vera regista del maxi blitz «ad alto impatto»: «Oggi è iniziata l’operazione di bonifica del Parco Verde di Caivano», aggiungendo come Piantedosi (almeno potrebbero cambiare le parole) che «è solo l’inizio di quel lungo percorso che il governo si è impegnato a portare avanti per ripristinare legalità e sicurezza e per far sentire forte la presenza dello Stato ai cittadini»

Attenzione, “bonifica” è la parola magica. Non è certo un caso che la maxi operazione si sia svolta a Caivano, proprio nel cuore dell’area teatro nei mesi scorsi di una terribile violenza: le prolungate violenze su due cuginette tredicenni da parte di un gruppo di ragazzi della zona e dove il sacerdote don Maurizio Patriciello aveva chiesto a “Giorgia” di venire, ottenendo la missione della premier pochi giorni dopo.

Caivano è un posto difficilissimo ma giustamente la premier c’è andata. Lì aveva usato la stessa parola: «Bonificheremo la zona». Detto, fatto. Passati pochi giorni ecco il superblitz con quattrocento uomini. Direttori di Tg1 e Tg2, evidentemente allertati, hanno documentato il tutto, enfatizzando l’azione che però alla fine ha portato pochino. Operazione propagandistica? Visto lo spiegamento di forze dell’ordine e gli scarsi risultati, parrebbe di sì. Anzi, visto lo spiegamento dei telegiornali di Stato, certamente sì. Ma questi evidentemente pensano di trattare le cento Caivano d’Italia come se fossero cento Hollywood. Alzano la cartapesta sui problemi reali. Con tutta la gratitudine ai quattrocento poliziotti, carabinieri e finanzieri, molto meglio i film di Scorsese.

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