Dalla parte sbagliata della storiaIl Papa non può avere un ruolo di mediazione perché è filorusso, dice Mykhailo Podolyak

Il consigliere del presidente ucraino esclude che il Pontefice possa assolvere in maniera efficace al compito di fermare l’aggressione di Mosca: negli ultimi diciotto mesi ha dimostrato di avere una posizione fin troppo vicina a quella del Cremlino

AP/Lapresse

«Il Papa non può avere un ruolo di mediazione, è filorusso quindi non è credibile». A dirlo è stato Mykhailo Podolyak, capo consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una lunga intervista con Oksana Kharkovska sul Canale 24 dell’Ucraina.

Kyjiv esclude quindi la possibilità di una mediazione vaticana per risolvere il conflitto, dal momento che il Pontefice ha più volte dimostrato di avere una posizione fin troppo vicina alla Federazione russa negli ultimi diciotto mesi.

In un incontro online, in collegamento video alla “Giornata della gioventù russa” a San Pietroburgo, lo scorso 25 agosto Papa Francesco aveva detto ai giovani russi: «Non dimenticate mai l’eredità. Siete gli eredi della grande Russia: la grande Russia dei santi, dei governanti, la grande Russia di Pietro I, Caterina II, quell’impero – un grande, illuminato, [paese] di grande cultura e di grande umanità. Non rinunciate mai a questa eredità, siete gli eredi della grande Madre Russia, andate avanti. E grazie. Grazie per il vostro modo di essere, per il vostro modo di essere russi».

Parole che avevano sorpreso e irritato le autorità e l’opinione pubblica ucraina, tanto che l’arcivescovo ucraino Shevchuk aveva chiesto che il Vaticano spiegasse il senso di quelle parole. E come aveva ricordato il giornalista Yaroslav Trofimov del Wall Street Journal in quell’occasione, è come se il Papa avesse suggerito ai belgi di celebrare la grande missione umanitaria e illuminata di Re Leopoldo in Congo, visto che Pietro e Caterina di Russia hanno schiavizzato l’Ucraina in nome di quell’imperialismo russo.

Eppure meno di un anno fa i toni di Papa Francesco sembravano diversi. «Chi invade è lo Stato russo, questo è molto chiaro», aveva detto Bergoglio lo scorso novembre intervistato dal giornale dei gesuiti statunitensi, America. «Quando parlo di Ucraina parlo di un popolo martirizzato, e se c’è un popolo martirizzato c’è qualcuno che li martirizza». Pur senza nominare mai Vladimir Putin, il Pontefice sembrava avere una posizione chiara e netta a favore dell’Ucraina.

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