I conti di GiorgiaCosa c’è nella legge di bilancio approvata dal governo

Confermati l’accorpamento di due scaglioni Irpef e lo sconto sul canone Rai, agli extracomunitari vengono chiesti duemila euro all’anno per accedere al Sistema sanitario nazionale. Sulle pensioni si sale a «Quota 104» e c’è un miliardo in misure per la natalità

LaPresse / Roberto Monaldo

Il governo ieri ha approvato il disegno di legge di bilancio. Lo spazio di manovra dell’esecutivo vale circa ventiquattro miliardi di euro. Tra le novità, sono stati varati due decreti attuativi sull’accorpamento delle prime due aliquote Irpef: i contribuenti fino a ventottomila euro di imponibile avranno un’aliquota al ventitré per cento, al trentacinque per cento fino ai cinquantamila e al quarantatré per cento oltre. La misura al momento è finanziata solo per un anno, fino a dicembre 2024.

Sulle pensioni: dall’anno prossimo non ci sarà più «Quota 103», ma si sale a «Quota 104» (almeno quarantuno anni di contributi e sessantatré d’età contro gli attuali sessantadue).

C’è una bandierina identitaria. Ai residenti extracomunitari che non hanno diritto all’iscrizione obbligatoria sono richiesti duemila euro per accedere al Servizio sanitario nazionale. Viene rifinanziato, con duecento milioni, il bonus sulle bollette per il primo trimestre del 2024.

Un miliardo di euro è destinato alla natalità. L’obiettivo dichiarato della premier è l’asilo nido gratis per il secondo figlio delle famiglie, grazie a uno stanziamento da centocinquanta milioni di euro a rimpinguare l’apposito bonus.

Dall’anno prossimo è riconosciuto un mese in più di congedo parentale, con stipendio al sessanta per cento, per i genitori con figli fino ai sei anni. Le mamme con due figli (finché il secondo non compirà dieci anni, o diciotto per chi ne ha tre o più) saranno gratificate nella busta paga perché verrà scorporata la quota di contributi previdenziali a loro carico, la salderà lo Stato.

È confermato il taglio del canone Rai in bolletta, da novanta a settanta euro: alle casse pubbliche costa quattrocentoquaranta milioni di euro, per la tv si tradurrà in un mancato introito di venti milioni, compensati dallo Stato sotto forma di «investimenti». Per il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione sono stanziati cinque miliardi di euro; altri due e mezzo sono riservati al personale medico-sanitario.

I premi di produttività, i cosiddetti «fringe benefit», saranno tassati ancora al cinque per cento (invece che al dieci) purché inferiori a duemila euro, o mille per i lavoratori senza figli a carico.

Chi riporta in Italia produzioni delocalizzate all’estero per cinque anni pagherà metà delle imposte sui redditi, ma le dovrà restituire se dovesse ripartire prima di cinque anni. Anche i lavoratori, dipendenti o autonomi, che tornano a risiedere qui saranno premiati con una detassazione del cinquanta per cento per cinque anni.

Infine, sono previsti incentivi – più alti (la deduzione sale dal venti al trenta per cento) in caso di giovani, donne con due figli minori o ex percettori del reddito di cittadinanza – per le aziende che aumentano il numero dei dipendenti a tempo indeterminato.

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