Lisbona da mangiareLota d’Avila, il ristorante che non ti aspetti lontano dagli itinerari turistici

Un bellissimo esempio di cucina portoghese contemporanea servito in un ambiente moderno, funzionale e incredibilmente a buon mercato

Troppo spesso ci limitiamo al centro senza concederci la curiosità di spostarci anche in altre zone, magari più vere perché più popolari o vissute dagli abitanti stessi di una città. La prima contraddizione sta proprio nella diversità di attitudine tra quello che facciamo nel quotidiano e come invece ci muoviamo quando siamo in viaggio. In genere tendiamo ad essere più curiosi all’estero piuttosto che in patria e l’esotismo della periferia è sempre maggiore quando si è in terra straniera piuttosto che nella propria città. Non dovrebbe ma ahimè accade così ed è anche per questo che quando ci propongono indirizzi fuori dal passaggio della massa in genere diciamo di sì. Ci piace poter restare sorpresi da luoghi che non ci immagineremmo né come concept né come posizione e ancora di più amiamo poterlo fare mescolandoci con la gente del posto.

Lota d’Avila è un progetto di ristorazione a più livelli, da pochi mesi inaugurato a Lisbona nella zona a Nord di Principe Real, nel quartiere residenziale e signorile di Avenidas Novas. Il primo target di riferimento sono quindi i lisboeti di zona, i lavoratori dei contesti adiacenti il ristorante di fascia media, medio-alta. Cinquecento metri quadri distribuiti tra dehors su strada, un bancone (la barra) interno, una zona bar e un’area ristorante vera e propria per un totale di quasi centotrenta posti a sedere. Un investimento ambizioso e che in veste di ristorante di pesce contemporaneo prova a strizzare l’occhio a fasce d’età diverse tra loro e con interesse che spaziano dal drink a fine giornata con amici e chiacchiere da bar alla cena vera e propria.

Il primo impatto è decisamente street grazie a un lungo bancone di oltre venti posti a sedere, una zona bar attiva solo in orario serale e il counter cucina a vista, dove tutto viene fatto espresso e sotto gli occhi della clientela. In questo momento qui si ospitano chef  connazionali ma anche stranieri, per cercare di animare il più possibile questo spazio al di là della classica formula ristorante. Se in questa prima parte il design è decisamente più moderno e minimalista, fatto di acciai, piastrelle e linee squadrate, la dining room ricorda i ristoranti sulla spiaggia degli stabilimenti più nuovi e curati.

Per arrivarci, si passa attraverso una vera e propria pescheria. Qui è possibile vedere gli arrivi di giornata, scegliersi il pesce e la pezzatura desiderata per farselo cucinare secondo le versioni suggerite dalla cucina che nella maggior parte dei casi prevedono vapore o griglia. Il menu è molto ben organizzato, con una sezione di classici del territorio e una serie di entrée e main courses che raccontano il vero dinamismo della gastronomia contemporanea portoghese.

Tutte le scelte riguardanti l’organizzazione del menu, la filosofia, la proposta food sono in capo a Hugo Candeias, già executive chef del ristorante bistrot Oficio nel cuore del quartiere Chiado. «Volevo concentrarmi sul pesce, sui frutti di mare, sulla qualità del pescato fresco senza essere necessariamente vincolati dagli arrivi giornalieri. Ecco perché ad esempio nel menu trovate la voce tartare senza che sia specificata la tipologia di pesce, perché può cambiare e di conseguenza cambia anche il modo in cui viene condita. I piatti più creativi sono quelli in cui cerchiamo di esaltare al massimo il nostro stile, il know how di lavorazione e ricettazione e di conseguenza siamo particolarmente felici quando i clienti osano uscire fuori dalla comfort zone della tradizione all’insegna di qualcosa di diverso e ugualmente fatto con cura» racconta Candeias.


Lota d’Avila non è solo un posto in cui si mangia veramente bene e con una freschezza mediterranea ritrovata di sapori e marinature. Qui si è circondati da un ambiente moderno e accogliente, un servizio mediamente buono ma, soprattutto, un rapporto qualità prezzo pressoché introvabile in una città come Milano. Entrambe queste due capitali godono di mercati del pesce di grandissima qualità ma non svenarsi per mangiare carabineros alla griglia, arrosti di mare, tonno rosso fresco, baccalà e ostriche è praticamente impossibile a Milano. Nella capitale portoghese invece si trovano referenze di molluschi, frutti di mare e pezzature medio grandi che da noi sono piuttosto rari, preparate con grande capacità, grande gusto e all’interno di contesti estremamente piacevoli.

Nella modernità la tradizione viene in ogni caso proposta, considerata, alleggerita ma celebrata nonostante si cerchi di farsi conoscere e di spingere la tecnica e la mano degli chef coinvolti nei singoli progetti. Nonostante non sia a portata di mano in una traversa del centro, Lota d’Avila merita un passaggio senza se e senza ma. Noi ve lo consigliamo a pranzo, magari durante il weekend, dove potete prendervi più tempo per guastarvi le tante portate del menu e godervi l’atmosfera vacanziera e marinara che permea tutto il progetto.

Courtesy Luis Ferraz

 

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