Fine dining di provinciaC’è del buono nel varesotto

Tra Milano e Varese crescono insegne che provano a portare la cucina di tono anche in questa zona, prima gastronomicamente depressa e oggi in grado di raccontare il cambiamento, anche attraverso la ristorazione

@Sui Generis

Koinè, Legnano
Ottanio quando non era di moda, un cortiletto che più francese non si può, oggetti di design in un ambiente curato e contemporaneo: si presenta così questa bomboniera legnanese, qui ormai da abbastanza tempo da farlo diventare un grande classico. Alberto Buratti ha un’esperienza importante, che al suo Koinè ha condensato e reso completa. I suoi piatti sono solidi, equilibrati, piacevoli e sorprendenti. Il servizio fluido e una cantina di respiro completano un’esperienza che vale la sosta. Menu degustazione corti e concreti, una carta che lascia spazio a tante suggestioni, proposte vegetariane e menu dal mercato: una proposta variegata e ben impostata, che ci fa venire qui sia nelle occasioni speciali che per un pranzo di lavoro. Da qualche tempo propongono anche, la domenica, un brunch dolce salato che merita, e che finalmente toglie dal torpore questa zona finora gastronomicamente poco brillante.

Soul Restaurant, Legnano
Legnano, in zona, è più celebre per i negozi di abbigliamento rispetto a quanto lo sia per i ristoranti, ma di sicuro questa giovane coppia di motivati professionisti sta facendo di tutto per cambiare questo assunto. In una via defilata stanno pian piano modificando la proposta cittadina, con Gloria Marchesoni in sala e Fabio Mecchina in cucina a fare la differenza. Dopo grandi esperienze londinesi, eccoli tornare in Provincia per offrire una proposta contemporanea, molto curata, gentile ed elegante. Grandissima attenzione a tutte le parti della degustazione, dal servizio del pane con l’olio alla piccola pasticceria, tutto qui è home made e ben eseguito. Nei piatti, la concretezza di poche materie prime ben riconoscibili, ma con guizzi creativi intriganti che sorprendono il palato e stimolano la fantasia. La proposta si compone di otto o cinque portate per i menu degustazione, la carta da cui pescare e poi una selezione di formaggi. Gli abbinamenti orchestrati da Gloria sono sempre in equilibrio, pur non essendo mai scontati: in cantina tanta Italia attentamente ricercata ma anche qualche puntata estera e qualche chicca extra vino.

Blow up Enoteca
Già leggendo gli orari di apertura si percepisce che qui l’offerta non è consueta. In questa ex discoteca a Lainate, completamente ristrutturata per farne un’enoteca con bottega e cucina si apre presto, alle 7 per colazione, e si prosegue con il bistrot che fino a tarda sera propone piatti e calici di grande valore. Le regole sono sovvertite negli orari, ma la proposta è decisamente sul pezzo: si gustano tante specialità che poi si possono anche acquistare nella bottega, c’è un’attenzione maniacale per la carne, scelta e cotta comme il faut. L’occasione di fare colazione fuori dagli schemi, gustando insieme al caffè tante proposte salate e dolci, è una bella scoperta in un posto dove già trovare una buona brioche è un’impresa. Nella bella stagione c’è il cortiletto con i tavoli ampi, anche se in questo periodo andare a mangiare può essere l’occasione anche per scegliere i tanti regali di Natale enogastronomici selezionati con grande cura (per gli appassionati, c’è il panettone di Andrea Tortora, tra le altre mille cose buone). È il luogo del gusto con la selezione di vini più interessante della zona, oltre quattrocento etichette in grado di soddisfare anche i bevitori più raffinati.

Sui generis, Saronno
Si chiama Alfio, ha aperto un ristorante a Saronno e sta cercando insieme alla sorella Agata di dare uno scossone alle sorti della cucina tra Milano e Varese. Nel suo curatissimo ristorante “Sui generis” propone menu degustazione che mescola le sue esperienze precedenti, per un viaggio nei sapori del mondo, dallo street food sud americano alla classica cucina francese fatta di tecnica e precisione. Un viaggio nello spazio, con materie prime dal mondo, e nel tempo, con tecniche e ispirazioni che provengono tanto dal passato quanto dal presente più attuale. L’influenza delle sue esperienze passate rivive nelle sue ricette. Dalla mano di Berton i fondi e le salse, dal quattro stelle Michelin Àngel Leòn la forte influenza spagnola. Senza dimenticare gli importanti anni passati spalla a spalla con Giuseppe Iannotti (Kresios, due stelle Michelin) e il suo secondo Tadashi Takayama.

Nei vari “atti” di cui si compone il menu si ripete la classica sequenza, che però viene sovvertita nella sua unicità. Ogni portata è molto pensata, e ha al suo interno una serie di elementi da montare e condensare, in un gioco divertente mai uguale a se stesso. Il servizio impettito, quasi vecchia scuola, ma gestito dai giovanissimi che animano la brigata, è decisamente fuori dagli schemi e riporta a un mondo della ristorazione dimenticato, coi guanti bianchi e il gueridon a fare da contraltare a un ambiente minimale, studiatissimo, pulito e punteggiato da pezzi di design. È decisamente un ristorante di tono, che anche nella proposta vini non è consueto: non solo vini – che rappresentano in carta non solo tutta l’Italia, ma anche Europa e mondo – ma anche analcolici provenienti da tutto il mondo, birre artigianali in abbinamento alle portate ispirate allo street food, vini naturali, cocktail analcolici, succhi.

Olio e Olio fish bar, Saronno
Ampio, elegante, curatissimo il primo. Vivace, goloso, centralissimo il secondo: ma la mano è sempre la stessa, in questi due locali gemelli (diversi!) che stanno rivoluzionando la scena gastronomica cittadina. Olio è il posto perfetto se amate i ristoranti ampi, di impatto, dove gustare una cucina raffinata e godervi crudi di pesce e grandi etichette. Il servizio è attento, formale e il locale di grande tono. La meravigliosa cucina a vista mostra l’attività febbrile della brigata guidata con maestria da Andrea Marinelli, che ha costruito nel tempo un menu che conquista per eleganza e sapore. Tutto è davvero curato, e ispirato ai grandi luoghi del gusto milanese.

Lo spin off nato successivamente è un’altra faccia della stessa medaglia: siamo nel centro storico, in un bellissimo palazzo appena ristrutturato, con un cortiletto che è un piccolo gioiello e una sala minimale e accogliente, di gusto contemporaneo. Si mangia davvero bene, con una proposta snella che mette il pesce al centro, ma senza affettazione. Il fritto misto (misto davvero) è il più buono della zona, il lobster roll si mangia solo qui, patatine come non si trovano mai da nessuna parte: insomma, un’offerta semplice e giocosa, in grado di appagare vista e palato. Il servizio è vivace come il menu, attento e conviviale. Si viene per l’aperitivo, che si trasforma quasi sempre in pasto completo perché la voglia di assaggiare è istantanea quando agli altri tavoli arriva qualcosa di buono. Ebbene sì, c’è il brunch anche qui.

Wood Restaurant, Gallarate
Autodidatta, caparbia, appassionata: Lara, la chef di questo ristorante che porta l’alta cucina a Gallarate è un perfetto esempio di determinazione. La piccola sala in bianco e nero, dal decoro minimale, è ben condotta da Andrea, che regala tante chicche enologiche e fa il pari con una cucina curata, che esalta le materie prime locali senza dimenticare le origini siciliane. Tre, cinque o sette portate per i menu degustazione, che raccontano quanto anche qui si possa far bene. Il primo servizio del pane merita una menzione speciale per l’accuratezza e la varietà, con il pane cunzato in versione contemporanea. Cotture precise, sapori determinati, nessuna paura di osare anche su piatti non convenzionali. C’è anche un pranzo di lavoro a prezzi più contenuti con una piccola carta da cui scegliere.

Ristorante Koinè
Vicolo Corridoni, 2/c – Legnano (Mi)

Soul Restaurant
Via Goito, 9 – Legnano (Mi)

Blow Up Enoteca & Cafè Bistrot
Via Barbaiana, 14 – Lainate (Mi)

Ristorante Sui Generis
Via Roma, 35 – Saronno (Va)

Olio Fishbar
Via Padre Luigi Monti, 4 – Saronno (Va)

Wood Restaurant
Via Monte Nero, 35 – Gallarate (VA)

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