Green powerDalla carne alla produzione di energia verde

Economia circolare, sostenibilità competitiva ed energie rinnovabili, la svolta ecologica dell’impianto Biorg

Non è la prima volta che affrontiamo il tema dei gas rinnovabili e del loro impatto sul settore agricolo e agroalimentare. Torniamo a farlo raccontando l’inaugurazione di un impianto di ultima generazione, con tecnologie e risultati d’avanguardia a livello europeo oltre che italiano. L’impianto lavora alla produzione di biometano realizzato dalla NewCo Biorg, a Spilamberto in provincia di Modena. La nuova società celebra la partnership tra due colossi del settore, il gruppo Hera – Herambiente – e la società Inalca (Gruppo Cremonini). La controllata Herambiente è il principale operatore nel settore del trattamento dei rifiuti, impegnata sul mercato nazionale e internazionale rappresentando un benchmark di riferimento europeo.

Inalca invece è leader europeo nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati (carne, salumi, bacon, snack) e nella distribuzione internazionale di prodotti alimentari del made in Italy. Con un investimento di circa 28 milioni di euro e grazie all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, partendo dalla raccolta differenziata dell’organico e dai reflui agroalimentari, l’impianto produce a pieno regime 3,7 milioni di metri cubi di biometano all’anno – combustibile cento per cento rinnovabile destinato all’autotrazione – e circa diciottomila tonnellate di compost.

Il gas naturale cento per cento rinnovabile viene prodotto nell’impianto Biorg di Spilamberto dalla digestione anaerobica di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata effettuata prevalentemente nelle aree di Modena e provincia, dagli scarti derivanti dal processo di lavorazione dell’industria agroalimentare locale e dal processo produttivo delle carni di Inalca. Una volta superato il processo di raffinazione, diventa biometano e può essere introdotto nella rete gas.

In questo modo si crea quindi un circolo virtuoso che consente ai rifiuti organici di tornare alla comunità sotto forma di combustibili rinnovabili. Per che cosa sono utilizzati? Ad esempio, per l’alimentazione della rete di trasporto pubblico e privato, aiutando quindi la regolazione di un settore sempre più esposto al tema delle emissioni di anidride carbonica. Basti pensare che la produzione annua dell’impianto equivale a 52 milioni di chilometri percorsi da un’auto alimentata a metano.

Uno degli esempi più illuminanti e concreti di economia circolare, perché oltre al recupero energetico viene incluso anche quello del materiale. Lo scarto in uscita dal processo di digestione anaerobica (digestato solido) anziché essere smaltito viene recuperato grazie al conferimento nell’impianto Biorg di compostaggio a Nonantola (Mo), per produrre compost utilizzabile come biofertilizzante in agricoltura.

Una sinergia industriale a tutti gli effetti dove due impianti, tra loro complementari e integrati, lavorano in sinergia per la produzione di compostaggio e biometano. In questo caso possiamo finalmente parlare di sostenibilità competitiva, che riduce quindi l’impatto ambientale e crea, allo stesso tempo, valore aggiunto per l’intera filiera zootecnica.

I benefici di queste sinergie sono uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione perché grazie all’immissione del biometano nella rete ogni anno si risparmierà l’utilizzo di circa 3 mila tonnellate di petrolio equivalente (TEP) di combustibile fossile e saranno evitate emissioni di CO2 per circa 7 mila tonnellate. Per assorbire una tale quantità di CO2, servirebbero in media 280 mila alberi. La realizzazione dell’impianto Biorg nascendo da una riconversione di un precedente biodigestore, non ha comportato l’utilizzo e lo sfruttamento di nuovo suolo. Inoltre, la produzione di compost in loco (quindi a chilometro zero in un certo senso), crea valore aggiunto per l’intera filiera zootecnica. Il fertilizzante derivante dal riciclo di rifiuti biodegradabili e dal recupero degli scarti dell’industria agroalimentare, infatti, dal punto di vista produttivo e qualitativo garantisce risposte equivalenti o superiori rispetto a quello prodotto attraverso altri processi industriali e consente di ridurre la dipendenza da fornitori esteri.

Entrambi, Gruppo Hera e Inalca, prevedono all’interno dei propri piani industriali investimenti sempre maggiori verso la transizione green di tutto l’agroalimentare. In particolare Inalca, ha sempre considerato la sostenibilità un asset strategico di business e parte del valore economico dell’impresa, realizzando una filiera bovina pienamente integrata tra allevamento, trasformazione e distribuzione.

Il nuovo impianto di produzione di biometano rappresenta quindi un ulteriore passo in questa direzione ed un esempio di piena integrazione territoriale dell’azienda, oltre a consentire la completa valorizzazione dei sottoprodotti derivanti dalle attività di produzione carni. Tramite la partnership con il Gruppo Hera, Inalca potrà disporre di un’ulteriore quota di fertilizzanti organici per migliorare la fertilità dei terreni agricoli e supportare l’adozione sempre più estesa di tecniche di agricoltura rigenerativa.

Credit photo Ashes Sitoula