Continuano i bombardamentiIsraele lancia l’invasione anche nel Sud della Striscia di Gaza

I primi carri armati sono stati avvistati alle porte della città di Khan Yunis. L’obiettivo finale è prendere il controllo completo di tutto il territorio. Alla popolazione è stato chiesto di spostarsi verso Rafah, al confine con l’Egitto

LaPresse

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver esteso le operazioni di terra su tutto il territorio di Gaza, anche a Sud, mentre proseguono i bombardamenti su tutta la Striscia. Nel nord i carri armati erano già entrati prima della tregua di sette giorni. Poi, finito il cessate il fuoco, l’aviazione israeliana ha distribuito volantini sulla città di Khan Yunis per avvertire la popolazione di spostarsi ancora più a Sud, verso Rafah, al confine con l’Egitto.

Domenica pomeriggio uno dei portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari, in una conferenza stampa ha detto che Israele sta ampliando le operazioni miliari contro Hamas «in tutta la Striscia di Gaza».

L’esercito israeliano è tornato a bombardare con grande intensità tutta la Striscia da Nord a Sud, in particolare il campo profughi di Jabalya. Quello in corso – secondo il portavoce dell’Unicef James Elder – è il peggior bombardamento dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas. E il bilancio delle vittime palestinesi è salito a oltre 15.500, secondo quanto riporta il ministero della Sanità della Striscia controllato da Hamas.

Come spiega Repubblica, il sistema dei microlotti numerati, ovvero la suddivisione della Striscia di Gaza in 2.300 piccoli settori annunciata venerdì che secondo l’Idf avrebbe dovuto aiutare i civili a capire quando scappare dalle case prima di un bombardamento, non funziona. I palestinesi dovrebbero leggere i messaggi che avvisano quali microlotti saranno colpiti e muoversi, ma finiscono sotto le bombe.

L’invasione israeliana ora punta a Sud, in direzione della città di Khan Yunis, la seconda per dimensioni nella Striscia dopo Gaza City. I carri armati sono stati avvistati sulla strada Salah ad Deen, alle porte di Khan Yunis. Un contingente militare israeliano è sceso da Gaza City e un altro è entrato da Est, dalla barriera di contenimento all’altezza di Kissufim, facendo in senso inverso il percorso fatto da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre ai kibbutz del Negev.

Khan Yunis è una delle zone che anche in tempi normali ha una densità di abitanti tra le più alte della Striscia e da tre settimane la popolazione è raddoppiata, arrivata dalle altri parti della Striscia. Si parla di mezzo milione di persone in un territorio ristretto, anche se avere dei numeri precisi è impossibile perché l’Idf ha chiesto alla popolazione del Nord di spostarsi a Sud e molti hanno cercato rifugio proprio in città.

I soldati israeliani nelle precedenti operazioni non si erano mai spinti così in profondità dentro Gaza. L’obiettivo finale annunciato da Israele è prendere il controllo completo di tutto il territorio, quindi anche del Sud. Ma nel settore Nord ci sono ancora ampie parti di Gaza City nelle mani di Hamas, soprattutto a al Shujaye, il campo profughi di Jabalya e la zona di al Shati dove ieri è stato ucciso Haithman Khuwajahri uno dei comandanti degli attentati del 7 ottobre. Jabalya è stato una delle prime settori della Striscia a vedere i carri israeliani ma è ancora considerato zona da conquistare e continua a essere colpito da bombardamenti.

L’esercito di Israele ha annunciano intanto che altri tre soldati sono stati uccisi ieri combattendo contro Hamas, portando a 401 il bilancio delle vittime militari dall’inizio della guerra il 7 ottobre.

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