La mappa del tesoroPaesi

L’identità e la notorietà di moltissimi piccoli borghi spesso è legata ai cibi o ai vini che vi si producono, e vale la pena conoscere anche la loro ubicazione oltre al loro patrimonio gastronomico

Foto di Tatiana Rodriguez su Unsplash

Lo scrittore Andrea Vitali è di Bellano, un paese affacciato sul lago di Como. Io abito in un comune lacustre ancora più piccolo, Torri del Benaco, su un altro lago, il Garda. Mi trovo, pertanto, nelle condizioni ottimali per testimoniare la fondatezza dell’opinione che il narratore lombardo esternò al settimanale Oggi nel dicembre 2023, ossia che i piccoli paesi abbiano «un paesaggio, una memoria, un qualcosa che li difende» rispetto all’avanzare tumultuoso e disorientante della contemporaneità.

Il paesaggio, la memoria e l’identità dei luoghi sono anche gli ingredienti che cerco in ciò che mangio e che bevo. Mi piacciono i cibi e i vini che dichiarino la loro appartenenza, e prediligo quelli che portino il nome di un paese. Per esempio, la robiola di Roccaverano, la cipolla di Giarratana, i piselli di Colognola ai Colli, la colatura di alici di Cetara, l’aglio di Vessalico, la polenta di Storo.

Al proposito, ti suggerisco un gioco. Ti propongo di rintracciare sulla carta geografica i paesi dei cibi che ho menzionato e di apporvi un segnaposto; fai lo stesso con gli ultimi vini che hai bevuto. Avrai la mappa completa della tua dispensa. Però ti prescrivo una clausola vessatoria: potrai consultare soltanto il vecchio atlante scolastico accantonato nel solaio o la carta stradale che usavi nelle gite con gli amici. Niente Google Maps.

Forse dapprima ti sentirai disorientato, perché non sappiamo quasi più fare a meno degli strumenti informatici; poi ritroverai speditezza e metodo, insieme con il divertimento liberatorio della sfida con te stesso. Ben fatto. Riappropriarsi di sé stessi, del proprio tempo e della memoria è una buona difesa contro l’incombere estraniante della modernità.

Vino Consigliato

Soave Superiore “Il Casale”, Agostino Vicentini

Il vino nasce a Colognola ai Colli, da un vigneto allevato sui suoli ghiaiosi di una vallata larga, scavata da un torrente a volte tumultuoso, a volte dormiente, che nei millenni ha portato con sé il pietrame calcareo dei monti. Ne ricalca l’impronta ciottolosa e il temperamento volubile. Metto sulla mappa la mia bandierina e ne bevo un altro bicchiere.

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