Figlia di PutinIl coraggioso discorso di Gabriel Attal sui legami di Marine Le Pen con la Russia

In un intervento all’Assemblea Nazionale, il premier francese ha accusato la leader sovranista di aver sostenuto apertamente un'alleanza militare con la Russia: «C’è motivo di chiedersi se le truppe di Vladimir Putin non siano già nel nostro Paese»

LaPresse

Pubblichiamo il discorso del premier Gabriel Attal tenuto alla Assemblea Nazionale francese in risposta all’intervento di Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National

Ci abbiamo quasi creduto quando labbiamo vista dare l’impressione di denunciare l’aggressione russa all’Ucraina, anche se i suoi deputati hanno sistematicamente votato contro tutte le sanzioni proposte, contro la Russia e contro gli oligarchi. Ci abbiamo quasi creduto quando l’abbiamo sentita, con il massimo cinismo, rendere omaggio alla memoria di Alexeï Navalny, anche se i suoi eurodeputati si sono rifiutati di votare a favore dei testi proposti al Parlamento europeo a sostegno di questo oppositore russo morto nelle carceri russe.

La realtà, signora presidente Le Pen, è che lei sta aspettando la prima occasione per ricordare ai cittadini la sua vera lealtà, sta aspettando la prima occasione per mostrare il suo vero volto, il volto di una politica che semplicemente rifiuta di riconoscere che c’è una guerra condotta da un Paese autoritario, un Paese in cui gli oppositori muoiono nelle carceri. Si tratta della Russia, un Paese la cui guerra è stata imposta all’Europa.

L’Ucraina è una democrazia, presidente Le Pen, è evidente che lei si rifiuta di capire che quella iniziata da Vladimir Putin non è solo una guerra contro l’Ucraina. È anche una guerra contro i valori, valori che lui aborrisce: i valori della democrazia, i valori della libertà. È una guerra della Russia per imporre la legge del più forte, per stracciare le regole internazionali, per mettere in discussione la sovranità degli Stati. Se accettiamo questa cosa, se ci rassegniamo, se distogliamo lo sguardo, nessuno sa dove si fermerà la Russia.

Onorevole Le Pen, non è una coincidenza che paesi storicamente neutrali, come la Svezia e la Finlandia, abbiano scelto di aderire alla Nato. Non è una coincidenza, signora Le Pen, se, come ci ha ricordato il Presidente della Repubblica (Emmanuel Macron, ndr), ciò che sembrava impossibile per l’Europa due anni fa si è finalmente realizzato. La Russia pensava di schiacciare l’Ucraina. In pochi giorni si è scontrata con una resistenza eccezionale da parte del popolo ucraino. E se vi avessimo ascoltato all’epoca, non avremmo assecondato gli ucraini. Di fronte a questa aggressione, la Russia ha immaginato che le democrazie fossero deboli.

Abbiamo sorpreso i russi con la forza della nostra reazione e con il nostro sostegno agli ucraini. Quindi sì, il Cremlino punta sulla stanchezza e sull’usura. Il Cremlino punta sull’oblio e sulla compiacenza di coloro che lo hanno sostenuto, difeso e persino idolatrato. Quindi sì, la Russia sta indurendo il conflitto. Lo sta facendo sul terreno in Ucraina. Lo sta facendo sul proprio territorio, con un’oppressione sempre maggiore. Lo sta facendo anche nei confronti di altre nazioni.

Questa guerra sta colpendo duramente l’Ucraina e gli ucraini, ma la Russia ha anche scelto di attaccare la Francia e gli alleati della democrazia, con manovre per destabilizzare l’informazione. E lei lo sa bene, non li denuncia mai. Nelle ultime settimane sono state rivelate delle interferenze. Ha qualche problema con questo? Nessun problema. Si tratta di una massiccia operazione di destabilizzazione. Madame Le Pen non si fermerà se non riaffermeremo il nostro pieno sostegno agli ucraini nella loro difesa. È quello che ha fatto ieri il presidente della Repubblica, signora Le Pen.

Se guardiamo alle sue posizioni, lei ha sostenuto un’alleanza militare con la Russia. Non dieci anni fa, non cinque anni fa, solo due anni fa. Era nel suo programma per le elezioni presidenziali. Se lei fosse stata eletta nel 2022, signora Le Pen, non avremmo fornito armi agli ucraini per difendersi. Avremmo fornito armi alla Russia per schiacciare gli ucraini. Questa è la realtà. Questo era nel suo programma.

Quindi, signora Le Pen, lei mi chiede della possibilità di avere soldati francesi o europei sul suolo ucraino. Quando si leggono le inchieste che sono state condotte, compresa quella del Washington Post del 30 dicembre, viene da chiedersi se le truppe di Vladimir Putin non siano già nel nostro Paese. Sto parlando di lei e delle sue truppe, signora Le Pen.

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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