Contro BibiGli Stati Uniti valutano le opzioni per il riconoscimento dello Stato palestinese

Secondo Axios, il segretario di Stato americano Tony Blinken avrebbe chiesto al Dipartimento di Stato di analizzare i possibili scenari. Gli sforzi per trovare una via d’uscita diplomatica dalla guerra a Gaza hanno aperto la porta al ripensamento di molti vecchi paradigmi e politiche americane

AP/Lapresse

Il Segretario di Stato americano Tony Blinken avrebbe chiesto al Dipartimento di Stato di condurre una revisione e presentare le opzioni politiche sul tavolo per un possibile riconoscimento statunitense e internazionale dello Stato palestinese dopo la guerra a Gaza. Lo riporta Axios, dopo aver sentito due funzionari americani informati sulla questione.

Il fatto che il Dipartimento di Stato stia addirittura prendendo in considerazione questa opzione segnala un cambiamento di pensiero all’interno dell’amministrazione Biden sul possibile riconoscimento dello Stato palestinese, un tema molto delicato sia a livello internazionale che nazionale. Per decenni, la politica degli Stati Uniti è stata quella di opporsi al riconoscimento della Palestina come Stato sia a livello bilaterale che nelle istituzioni delle Nazioni Unite, sostenendo che lo Stato palestinese dovrebbe essere raggiunto solo attraverso negoziati diretti tra Israele e l’Autorità Palestinese. Gli sforzi per trovare una via d’uscita diplomatica dalla guerra a Gaza hanno però aperto la porta al ripensamento di molti vecchi paradigmi e politiche americane, ha detto un alto funzionario ad Axios.

Blinken dovrebbe incontrare nei prossimi giorni il ministro israeliano per gli Affari strategici Ron Dermer e discutere della situazione a Gaza, dei piani per dopoguerra e della possibilità di normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita.

La strategia post bellica dell’amministrazione Biden è di collegare la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita con un percorso per la creazione di uno Stato palestinese. Una road map che si basa anche sugli sforzi compiuti dalla Casa Bianca prima del 7 ottobre per negoziare un accordo con l’Arabia Saudita che includeva la pace tra il regno e Israele.

I funzionari sauditi hanno chiarito pubblicamente e in privato dal 7 ottobre che qualsiasi potenziale accordo di normalizzazione con Israele sarebbe condizionato alla creazione di un percorso «irrevocabile» verso uno Stato palestinese. E in tanti, all’interno dell’amministrazione Biden, ora pensano che il riconosciment dovrebbe essere forse il primo passo nei negoziati per risolvere il conflitto israelo-palestinese anziché l’ultimo.

Esistono diverse tappe però per arrivare a questo obiettivo. La prima è il riconoscimento bilaterale dello Stato di Palestina. La seconda è non usare il veto per impedire al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di ammettere la Palestina come stato membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. La terza è incoraggiare altri Paesi a riconoscere lo Stato palestinese.

Blinken ha anche chiesto ai suoi collaboratori di analizzare gli scenari di uno Stato palestinese smilitarizzato sulla base di altri modelli provenienti da tutto il mondo. Lo scopo di questa analisi chiesta da Blinken è di esaminare le opzioni su come implementare una soluzione a due Stati in modo da garantire la sicurezza di Israele. L’idea di uno Stato palestinese smilitarizzato, d’altronde, è quello che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha proposto più volte tra il 2009 e il 2015, senza però farvi più riferimento negli ultimi anni.

Il Dipartimento di Stato americano, sotto l’amministrazione Obama, aveva già esaminato la questione, dopo che l’Autorità Palestinese aveva chiesto il riconoscimento come Stato membro a pieno titolo alle Nazioni Unite nel 2011. All’epoca, all’interno dell’amministrazione, la questione non era stata discussa come un’opzione seria. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha accettato la Palestina come Stato osservatore nel 2012, ma non le ha concesso la piena adesione.

Anche il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha detto lunedì che il Regno Unito sta prendendo in considerazione il riconoscimento della Palestina come parte dei suoi piani dopo la guerra a Gaza e come un modo per dare ai palestinesi un orizzonte politico.

Netanyahu, che da tempo si oppone a una soluzione a due Stati, ha recentemente respinto tutte le richieste di sovranità palestinese. E Israele si è dimostrata contraria a qualsiasi riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di singoli Paesi o presso le Nazioni Unite. Nel governo di Netanyahu, ci sono ultranazionalisti che si oppongono anche a piccole aperture verso i palestinesi. E i funzionari statunitensi sentiti da Axios hanno ammesso che è estremamente improbabile che accettino un percorso verso un futuro Stato palestinese.

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