Capolista giallobluUn partito belga candida la fondatrice di Promote Ukraine alle Europee

Il nuovo movimento politico delle Fiandre, Voor U, proverà a far eleggere Marta Barandiy al Parlamento Ue. È anche un segnale politico importante agli altri Stati membri, dopo la decisione dei liberali lettoni di “Kustība Par!”

Aula Europarlamento plenaria ottobre
Foto: European Union 2022

Il nuovo movimento politico delle Fiandre, Voor U, ha scelto Marta Barandiy – fondatrice di Promote Ukraine, l’associazione degli ucraini presso le istituzioni europee a Bruxelles – come sua capolista alle prossime elezioni europee. Nativa di Leopoli, avvocata e attivista, Barandiy è docente alla Libera Università di Monaco, parla sette lingue, comprese le tre lingue nazionali del Belgio e dall’inizio dell’aggressione russa all’Ucraina ricorda ogni giorno a tutte l’Europa quanto sia importante garantire la difesa e la sicurezza di Kyjiv.

Linkiesta conosce bene il lavoro di Barandiy e di Promote Ukraine, che da un anno ha sede alla Station Europe di Bruxelles, la stessa che un mese fa ha ospitato il primo appuntamento di Linkiesta Academy, la scuola di formazione con corsi in giornalismo, relazioni con i media, crisis management, sicurezza, relazioni internazionali, strategia politica de Linkiesta.

La speranza è che Barandiy non sia l’ultima ucraina candidata alle elezioni del prossimo giugno. Non è la prima: i liberali lettoni del partito “Kustība Par!” per primi avevano scelto Ivanna Volochiy come capolista alle prossime elezioni Europee, con l’idea di mandare un segnale politico agli altri Stati membri. In Italia siamo in attesa di un cenno da parte dei riformisti, sperando che facciano lo stesso con la lista Stati Uniti d’Europa (se dovesse esserci davvero).

La candidatura di ucraini e ucraine al Parlamento europeo ha un chiaro e nobile obiettivo politico: lavorare per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea e nella Nato. Un obiettivo ambizioso che sottolinea il desiderio dei tanti ucraini che vivono nei ventisette Stati membri di vedere un’Unione europea più inclusiva e solidale nei confronti dei Paesi che di integrarsi e allinearsi ai valori democratici e occidentali.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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