Russi bianchi e bluChi sono i miliziani anti Putin entrati in azione negli oblast di Belegorod e Kursk

Civili dissidenti da tutta la Federazione e appartenenti alle minoranze come buriati, yakuti, tuvani, compongono La Legione Russia Libera e il Battaglione Siberia. Addestrati per tutto l’inverno in un poligono vicino a Kyjiv, sono preziosi per le azioni di intelligence e per la sensibilizzazione della popolazione

Su Telegram annunciano che si stanno riprendendo la Russia «centimetro per centimetro». Sono i gruppi armati russi anti-Cremlino, la Legione della Libertà di Russia e il Battaglione Siberiano, che hanno attraversato il confine con la Russia dall’Ucraina nelle ultime ore per compiere incursioni e blitz con armi leggere negli oblast di Kursk e di Belgorod. 

I membri della Legione hanno annunciato infatti di controllare diversi pezzi del territorio e di aver messo in fuga forze russe. Postano video e immagini, ma a Kyjiv si guarda a queste truppe regolarizzate e addestrate dagli ucraini tra ottobre e dicembre con cautela. Non per diffidenza, ma perché si tratta di squadre preziose sulle quali le forze ucraine fanno affidamento per sensibilizzare la popolazione dei villaggi russi sull’opportunità di liberarsi del regime di Putin.  

Il portavoce dell’Intelligence militare ucraina, Andrii Yusov, ha dichiarato a The Kyjiv Independent che le unità di soldati russi anti-Putin «stanno aiutando a liberare l’Ucraina dagli invasori e in quanto cittadini della Federazione Russa, nella loro patria hanno il diritto di fare tutto ciò che ritengono necessario per proteggere i loro diritti civili e liberare il Paese dalla dittatura di Putin».

A poche ore dalla elezioni, le sortite del Battaglione Siberiano hanno messo in allarme il Ministero della Difesa russo che ha immediatamente dichiarato di aver sventato il tentativo di sfondare il territorio di confine russo nelle regioni di Belgorod e Kursk. Come da regola aurea della propaganda il ministero non ha parlato delle squadre partigiane: anche soltanto l’ammissione della loro esistenza può accendere altre reazioni ribelli e ha quindi liquidato l’attacco come opera «di terroristi ucraini che hanno tentato di irrompere nel territorio russo ma sono stati colpiti dall’aviazione, dalle forze missilistiche e dall’artiglieria».

Le forze della Legione ribelle sarebbero però in contatto con Ilya Ponomarev, ex membro del parlamento russo, tra i primi a confermare dal suo esilio in Ucraina che i gruppi di miliziani sarebbero entrati a Belgorod e Kursk e ha definito l’incursione una “operazione congiunta”. Una guerriglia testimoniata da video di cui è al momento difficile determinare l’autenticità. Contemporaneamente su X appaiono in queste ore messaggi motivazionali e appelli ai patrioti: «Come tutti i nostri concittadini, nella Legione sogniamo una Russia liberata da Putin, ma non ci limitiamo a sognare, lavoriamo duro per realizzare quei sogni. I russi dormiranno bene, non avranno paura del campanello e di dire quello che pensano. I russi voteranno per chi vogliono, non per chi devono. I russi vivranno liberamente».

Ma sono anche appelli che puntano alla controinformazione e il Battaglione sta esortando i russi a ignorare le elezioni presidenziali, «organizzate con schede e truccate».

Il Battaglione Siberiano con stemma e bandiera bianco-blu è l’ultima unità istituita dall’Ucraina per i cittadini russi. Destinato inizialmente alle minoranze oppresse provenienti dalla Siberia, come buriati, yakuti, tuvani, la formazione ha poi iniziato a reclutare anche combattenti di etnia russa. «In molti pensano che i volontari russi al fianco degli ucraini facciano una differenza irrisoria in prima linea, invece questo intervento avrà un impatto sproporzionato in termini di attività di informazione, di morale e di influenza sulla popolazione russa», ha detto alla stampa Keir Giles, membro del Programma Russia ed Eurasia presso Chatham House.

L’inverno al poligono allestito vicino alla capitale ha inserito i volontari in sessioni intensive di addestramento alle armi ma anche di medicina tattica. Tutti sono civili e nessuno è un ex soldato o prigioniero di guerra in Ucraina. «Oggi con il Battaglione Siberiano cerchiamo di reclutare dai 20 ai 25 volontari al mese», ha fatto sapere Denis Sokolov, co-fondatore del Consiglio Civico, organizzazione russa in esilio che motiva i concittadini a combattere con l’Ucraina.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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