Ville LumiereL’arte si vive a pranzo tra le mura di casa

Cibo e arte sono interconnessi, questo ormai è un dato di fatto. E possono essere vissuti insieme, come succede nei salotti parigini

Gli scorsi anni ci hanno insegnato a vivere l’arte in modo diverso, a usufruirne in maniera differente, forse un po’ più intima, forse come bisogno di assaporarla davvero. C’erano tempi in cui si andava al museo, si stava lì qualche ora, si visitavano le mostre e magari le sensazioni ci accompagnavano sino all’uscio, ma poi rimanevano lì, tra le mura delle gallerie d’arte. Oggi abbiamo altre possibilità e possiamo unire l’esperienza artistica a qualcosa di diverso. I parigini lo sanno bene e riescono a creare quell’atmosfera così particolare, che li rende invidiabili agli occhi degli altri. D’altronde è loro l’art de vivre per antonomasia, no? La condividono, ce la insegnano. Tanto che qualche settimana fa sul New York Times è uscito un articolo in cui si raccontava come organizzare un pranzo tra le proprie mura domestiche, dove l’arte fosse al centro del menu.

L’idea è arrivata da Bianca Lee Vasquez, quasi una regina delle feste parigine, che ha trasformato il suo appartamento in un vero e proprio tempio della danza. Dalle note disco degli anni Settanta ai ritmi scatenati della salsa di Johnny Pacheco e Celia Cruz. Bianca, una talentuosa artista cubano-ecuadoriana, ha studiato danza classica e contemporanea a Miami e New York prima di trasferirsi nella Ville Lumière vent’anni fa. Ma è nel suo salotto che si lascia andare completamente. Il suo appartamento è diventato anche un’estensione della galleria d’arte Sainte Anne, fondata da Bianca insieme alla sua amica Masha Novoselova. La galleria si concentra su artiste femminili che condividono l’amore per la natura. «Vogliamo dare loro una voce e uno spazio sicuro», ha dichiarato Bianca recentemente. Attualmente in mostra c’è “Fruits of Labor”, con opere di artisti maschili come Kenny Dunkan e Stefan Knauf.

 

La casa di Bianca è un’oasi di luce e vegetazione, dove convivono i suoi figli Vasco ed Esteban e i loro due amici piumati Peggy e Pegasus. Con finestre altissime e piante ovunque, l’atmosfera è accogliente e rilassante. Il pranzo è informale, un buffet che permette a tutti di gustarsi il cibo liberamente. Questo è il tipo di pranzo o cena che Bianca ama offrire: una festa conviviale dove tutti possono muoversi e chiacchierare liberamente. Gli ospiti sono una miscela variegata di professionisti e artisti provenienti da tutto il mondo. Ci sono Dunkan, Simon Gerard (curatore della mostra), Katharina Kaminski (scultrice uruguaiana), Dayneris Brito (curatore cubano) e Diego Delgado-Elias (architetto peruviano). Una vera rappresentazione della cultura latina-americana pronta a condividere momenti di convivialità in un ambiente stimolante. Segno che l’arte, di qualunque segno ed essenza sia, può essere vissuta in modo pieno e goloso, proprio come si fa con il cibo.

Questo articolo fa parte di “A Spicchi”, il progetto di  Petra Molino Quaglia. Qui il link per l’iscrizione alla newsletter mensile, da condividere con gli appassionati della pizza.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club