Il braccio meccanico della mixology Shaker, come in un film di fantascienza

L’azienda produttrice di bartender robotici Makr Shakr apre il suo primo flagship store in Italia a Torino

Foto di Marco Beck Peccoz

Nel film “Passengers”, diretto dal regista norvegese Morten Tyldum, il protagonista Jim Preston, interpretato da Chris Pratt, affronta un viaggio interstellare di 120 anni completamente da solo, mentre tutto il resto dell’equipaggio è ibernato usando il sonno criogenico. L’astronave è completamente automatizzata e priva di personale di bordo. Non avendo possibilità di relazionarsi con qualcuno, dopo il primo anno di viaggio arriva la depressione.

L’unico androide con il quale riesce ad avere un minimo di interazione è Arthur, un bartender, interpretato da Michael Sheen. Jim si confida con Arthur raccontandogli delle sue emozioni, ma l’androide, incapace di essere emotivo, gli dà consigli spiccioli su come potrebbe migliorare la sua situazione sulla nave. I due ovviamente chiacchierano tra un cocktail e l’altro al bancone.

Nel 2016, anno di uscita del film, sembrava fantascienza, ma ora è realtà. A Torino aprirà Shaker, il primo bar in Italia dove dietro al bancone i cocktail saranno preparati da un robot. Non troverete un androide come Arthur, ma due bracci meccanici, progettati dall’azienda (italiana) Makr Shakr.

Il progetto nasce in collaborazione con Lavazza, che sarà fornitore ufficiale per il caffè, e Martini & Rossi che invece si occuperà della parte alcolica nel segno della tradizione torinese per l’aperitivo. Makr Shakr aveva già curato in Italia altri due progetti temporanei: ai Murazzi di Torino nel 2018 e all’hotel TownHouse di Milano in zona Duomo nel 2019. Questa volta sarà un vero flagship store, aperto dalle 8 alle 23, dalla colazione sino al dopo cena.

L’obiettivo non sarà eliminare completamente la componente umana, ma farla convivere con quella meccanica, togliendo dai compiti più noiosi e ripetitivi il personale. Saranno presenti quindi sei persone, più un bar manager, per personalizzare l’esperienza dei clienti. Anche se per ora gli ordini si potranno effettuare direttamente da un’app dove ci saranno prevalentemente grandi classici.

Il bartender si chiamerà Toni Compatto e sarà in grado di preparare oltre sessanta cocktail all’ora scegliendo tra settanta opzioni disponibili. Non ci sarà il muro di bottiglie che siamo soliti vedere dietro di lui, ma queste caleranno dal soffitto: saranno posizionate a testa in giù, ognuna con un dosatore che verrà premuto per far uscire la bevanda desiderata, direttamente nello shaker.

Oltre agli alcolici Toni sfornerà caffè normali, macchiati e iced, e proporrà inoltre un incontro tra i due mondi, quello mattiniero e quello notturno, per esempio con l’Espresso Martini.

Shaker aprirà il 10 aprile in via Carlo Alberto 11 a Torino con una serata inaugurale dedicata alla stampa, alle ore 20 sarà presentato il panel “Tech & The City” su robotica e innovazione con Paola Pisano, già ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e professoressa presso Unito, e Giuliana Mattiazzo, professoressa e vice-rettrice per l’innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino. Il giorno dopo, l’11 aprile, il locale aprirà al pubblico.

Forse sembrerà davvero di entrare in un film di fantascienza, ma il progetto risulta essere interessante e innovativo per gli obiettivi che si pone, trovare un equilibrio tra umani e macchine ma anche attirare una clientela più giovane e tech addicted, e vuole essere un riferimento culturale per la città, organizzando talk ed eventi.

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