Carri disarmatiLezione di guerra moderna, troppi droni russi rendono inefficaci gli Abrams

Ingombranti e visibili, questi mezzi blindati sono puntualmente trovati e neutralizzati dalla moltitudine di velivoli senza pilota che la Russia acquista dalla Cina e manda sul fronte ucraino. E per la NATO si tratta di un problema serio

L’Ucraina ha un problema con i carri armati americani Abrams e li ha esclusi dall’attività al fronte. Il motivo, secondo il Pentagono è che i droni russi, con un’attività capillare, riescono a individuarli con grande facilità. Quando gli Stati Uniti hanno dotato l’esercito ucraino di 31 carri armati Abrams non avevano probabilmente considerato che la moltiplicazione della flotta russa di velivoli spia senza pilota avrebbe reso impraticabile per i tank gran parte del territorio di guerra.

Un errore di valutazione costato subito cinque tank: «Non c’è terreno che si possa attraversare senza alte probabilità di essere scoperti» ha dichiarato il portavoce della Difesa americana, «ma ora lavoreremo con i nostri partner ucraini per aiutarli a studiare strategie adeguate a sfruttare questi veicoli, in un contesto dove ormai tutto è monitorato in tempo reale».

L’obiettivo, al momento dell’invio dei carri, a gennaio del 2023 era legato al sostegno all’Ucraina, fiaccata dall’offensiva di Putin. Gli Abrams dovevano infatti agevolare una ripresa importante della capacità difensiva di Kiev. Evidentemente qualcosa non ha funzionato anche nell’addestramento dei carristi in Germania, se è vero che oltre ai droni russi,  anche da parte ucraina sono state messe in campo tattiche inadeguate.

Ma gli Stati Uniti, ancora per un po’ continueranno a puntare sulla ripresa dell’Ucraina nel teatro di guerra. Una ripresa per la quale non è rimasto molto tempo. In questi giorni, infatti la Russia ha bersagliato entrambi i lati del fronte di guerra, con intensi attacchi di artiglieria, razzi e droni provocando la morte di dieci persone e il ferimento di molti di più. 

L’urgenza di affrontare nuove strategie in questo momento è molto forte, e secondo i militari ucraini per fermare l’escalation sarà la Cina che dovrà interrompere il proprio fattivo sostegno alla guerra della Russia in Ucraina, se vuole continuare a intrattenere buone relazioni con l’Occidente. Lo ha confermato il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg. «L’anno scorso la Russia ha importato grandi quantità di tecnologia per la guerra elettronica dalla Cina, e l’ha abilmente utilizzata per produrre missili, carri armati e aerei. E oggi sappiamo che sta anche lavorando per fornire a Putin nuove capacità satellitari e un miglior monitoraggio per immagini».

Nonostante ciò va detto che le forze russe hanno subito pesanti perdite in questi giorni, sia di carri armati che di mezzi corazzati, ma al momento nessuno si aspetta che l’Ucraina ne approfitterà per lanciare operazioni offensive su larga scala nel breve termine. Più probabilmente ciò che vedremo nei prossimi mesi sarà un grande sforzo di ripresa, che di per sé è molto difficile, dopo aver dovuto razionare munizioni e rifornimenti. Ma per quanto complesso è assolutamente necessario garantire che le forze ucraine possano efficacemente difendere le loro posizioni.

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