Escalation razzistaL’ennesimo episodio di antisemitismo in Francia, e le responsabilità dell’Occidente

La bambina di dodici anni stuprata in quanto ebrea ci ricorda che, a Parigi come nel resto d’Europa, la propaganda anti-israeliana viene foraggiata ogni giorno da una certa classe dirigente. I riformisti devono tornare a parlare alle persone per fermare questo pericoloso vento estremista

AP/Lapresse

Dalla Francia arriva una notizia devastante. Una bambina di dodici anni sarebbe stata stuprata dal branco perché ebrea. In Francia il vento antisemita non è una novità, purtroppo. Nelle periferie delle grandi città si assiste da anni a una escalation di razzismo sistemico verso la comunità ebraica che ha toccato l’apice con il conflitto israelo-palestinese.

Un clima che ha come complici dei cattivi maestri: in Francia quel Jean-Luc Mélenchon che ha strizzato l’occhio all’antisemitismo. Ma in generale in tutta Europa la propaganda anti-israeliana viene foraggiata ogni giorno.

Benjamin Netanyahu ha colpe? Certamente. Il popolo palestinese non va identificato come Hamas? Sicuro. Ma non è accettabile cancellare il sostegno dell’Occidente a Israele.

I riformisti devono avere la capacità di tornare a parlare alle persone per fermare un pericoloso vento estremista che sta attraversando l’Europa.

Una terza via è possibile, è la via della ragionevolezza e dell’equilibrio. Della difesa dei valori dell’Occidente, della libertà, dei diritti, della democrazia. Valori che interpreta – pur in modo imperfetto – Israele, non certo Hamas.

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