Manipolazione a distanzaLa Francia è uno dei principali bersagli della propaganda del Cremlino

I servizi di controspionaggio di Parigi hanno arrestato in un hotel della capitale un uomo originario del Donbas che ha servito per due anni nell’esercito di Mosca e pianificava attentati in Europa. La tensione rimane molto alta in vista delle Olimpiadi

AP/Lapresse

La procura antiterrorismo francese sta indagando su un fatto avvenuto il 3 giugno in un hotel di Roissy, comune su cui sorge l’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. Verso le quattro e mezza del pomeriggio un’esplosione ha ferito al viso e alle braccia l’ospite di una stanza. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto hanno scoperto materiale «destinato alla fabbricazione di ordigni esplosivi», cioè perossido di acetone e nitrato d’ammonio. Uno degli ordigni era scoppiato, ferendo seriamente l’uomo di ventisei anni che li stava assemblando. Nella camera sono stati trovati anche vari passaporti e armi da fuoco.

A quel punto è stata avvisata la gendarmeria che ha iniziato le indagini, presto passate alla Dgsi, i servizi di controspionaggio francesi. L’uomo è infatti risultato essere originario del Donbas e ha servito per due anni nell’esercito russo. È ricoverato in ospedale per le bruciature ed è indagato per terrorismo dalla procura con l’accusa di preparare un attentato. Resta da capire quando e come sia arrivato in Francia (sembra di recente), chi gli abbia fornito armi ed esplosivo, ma soprattutto quale fosse il suo obiettivo.

La prossimità alle piste dell’aeroporto lascia pensare a qualche azione di sabotaggio, magari contro materiali destinati all’Ucraina o peggio contro civili. Proprio in quei giorni la Francia era al massimo dell’allerta in preparazione delle celebrazioni del 6 giugno per lo sbarco in Normandia, ma anche per i giochi olimpici di Parigi che si terranno a luglio.

Vuole il caso che proprio il 6 giugno le autorità russe abbiano arrestato a Mosca Laurent Vinatier, un cittadino francese che lavora per la Ong di Ginevra Centre for Humanitarian Dialogue, con l’accusa di spionaggio per una presunta raccolta di informazioni su obiettivi militari e industriali. Arresto che sembra una rappresaglia di quello a Roissy.

Quello stesso giorno il presidente Macron ha annunciato dalla Normandia che invierà entro l’anno caccia Mirage all’Ucraina e che i piloti verranno addestrati in Francia. Parigi è divenuta perciò un obiettivo primario delle operazioni ibride russe, che coprono un vasto spettro di azioni: dalle attività di sabotaggio alle infiltrazioni politiche nell’estrema destra, sino agli attacchi cyber e le campagne di disinformazione.

Numerose ricerche hanno infatti confermato che la Francia è tra i principali bersagli della macchina di propaganda e manipolazione del Cremlino. Come l’operazione «Overload», per intasare le caselle e-mail di giornalisti e fact-checker con finte notizie controverse e distogliere risorse, chiedendo di verificare false dichiarazioni o l’esistenza di murales creati con l’intelligenza artificiale. In questo caso anche l’Italia ne è stata vittima con il poster pubblicitario della «pizza diavola Zelensky», su cui apparivano disegnati brandelli di soldati, mai realmente esposto da una pizzeria romana. Ma anche nel caso di un’elaborata campagna di propaganda russa su Facebook tramite account fasulli Italia e Francia risultano tra le più colpite nelle ultime settimane. La rete «CopyCat», scoperta dagli analisti di Record Future, usava l’intelligenza artificiale per pubblicare notizie rielaborate in una prospettiva filorussa per screditare Macron e le istituzioni occidentali: in un mese ha prodotto 19mila contenuti di questo tipo sia in inglese che in francese.

L’episodio dell’esplosione a Roissy rappresenta tuttavia un salto di qualità verso operazioni più violente nel cuore dell’Europa occidentale. Episodi simili si sono già verificati più a est. A maggio sono stati eseguiti nove arresti in Polonia e altri paesi europei di soggetti con passaporto bielorusso, ucraino e polacco accusati di preparare azioni di sabotaggio su ordine dell’intelligence russa. Secondo il premier polacco Tusk e i servizi di Varsavia, la Russia sarebbe anche responsabile di una serie di roghi e sabotaggi di centri commerciali e centri industriali nelle ultime settimane.

In generale, le agenzie di intelligence europee hanno messo in guardia dal concreto rischio di azioni violente di agenti di Mosca contro infrastrutture critiche e di produzione. Da un lato queste azioni mirano a interrompere il flusso di approvvigionamento verso l’Ucraina, come nel caso dei due russi con passaporto tedesco arrestati in Germania per preparare un attacco contro le basi americane. In altre occasioni si tratta di azioni per provocare ingenti danni economici. Ciò che ormai è certo è che i servizi russi impiegano sempre più spesso individui con passaporti di altri paesi: bulgari, serbi, moldavi, bielorussi, ma anche polacchi, ucraini, ultras e criminali dei Paesi europei. Forse nel caso di Roissy il sabotatore ha usato un passaporto falso o ha sfruttato la sua origine dal Donbas ucraino per infiltrarsi in Francia.

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