SfascianazioneCon l’autonomia differenziata, Forza Italia tradisce i suoi elettori (specialmente del sud)

Nonostante le critiche interne e le preoccupazioni espresse da governatori come Occhiuto in Calabria e Schifani in Sicilia, Tajani sembra intenzionato a sostenere la riforma Calderoli, rispettando il patto di coalizione con gli altri partiti di centrodestra

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Tutta l’attenzione mediatica è concentrata sulla scazzottata alla Camera e sull’accusa della destra all’opposizione di volere oscurare il G7. E così il fattaccio serve a parlare del dito e non della luna, a nascondere proprio la legge più pericolosa per l’unità d’Italia, l’autonomia differenziata. È il pezzo più pericoloso del do ut des tra gli alleati del centrodestra: gli altri sono premierato e riforma della giustizia. Ma il paradosso è che il via libera venga dato da Forza Italia, il partito che più si è opposto a questo provvedimento sfascianazione con l’allarme lanciato apertamente, da tempo, dal governatore calabrese Roberto Occhiuto e sottovoce da quello siciliano Renato Schifani. 

Sono i rappresentanti di Forza Italia che prendono più voti, di un partito che tiene a galla i berlusconiani attorno al dieci per cento. Temono, anzi sono sicuri, che si troveranno a guidare Regioni di serie B. Occhiuto, in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto che non c’è la serenità per discutere l’Autonomia differenziata ma, soprattutto, non ci sono i soldi per i famosi Lep, i livelli essenziali di prestazione. «Il testo dice che per le materie dove sono previsti i Lep, prima di fare un’intesa, è necessario definirli e finanziarli, ma i soldi ancora non ci sono». Per il governatore calabrese è questo il problema. Perché «un istante dopo l’intesa, alcune regioni potrebbero chiedere di stipulare intese per essere autonome su alcune materie. Il commercio estero, ad esempio. Cosa succederebbe per gli agricoltori di Campania e Calabria che esportano le loro merci?». 

Ma sarebbe un problema per la sanità, la scuola e altre competenze e servizi essenziali per la vita quotidiana dei cittadini. È la preoccupazione maggiore del capo dello Stato, il rospo che deve inghiottire Antonio Tajani, il quale fa finta di niente. Ieri ha mandato il suo capogruppo Paolo Barelli in televisione per dire che i Cinquestelle provocano e scatenano la rissa. E visto che c’era ha detto che gli azzurri onoreranno il patto di coalizione, approvando l’autonomia differenziata.

Questo è il partito dei moderati, che vuole occupare tutta l’area politica che va dal centro fino ai confini del Partito democratico, quella che il fu terzo polo ha lasciato colpevolmente sguarnito, indifeso. Sono queste le conseguenze di un vuoto politico che viene riempito da Forza Italia, da una forza politica che sacrifica un pezzo del Paese e di se stesso perché non farebbe mai una crisi di governo per una cosa del genere. Non sarà mai sconfitta una coalizione che pur di rimanere unita e al potere se ne frega di un pezzo del Paese, anche di quello che governa direttamente. 

E dire che in un momento di tale debolezza del Carroccio qualcuno potrebbe dire: fermiamoci un attimo. E invece niente, gli alleati di governo vanno avanti come un treno, tanto nel rassegnato sud li votano lo stesso. Vedremo fino a quando.

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