Nullità strategicaSchlein è riuscita a far diventare Conte irrilevante, e gliene siamo grati

Nella storica piazza dell’Ulivo, la segretaria del Pd fotografa il suo successo elettorale, mentre il capo dei Cinquestelle continua a pretendere di essere credibile, chiedendo scusa per aver stretto alleanze con Salvini, con i progressisti e con Draghi

AP/Lapresse

A piazza Santi Apostoli, storica piazza dell’Ulivo di Romano Prodi, oggi si scatterà la fotografia delle opposizioni che manifestano contro le proposte del governo sull’autonomia differenziata e sul premierato. Tonificato dal voto, è soprattutto il Partito democratico a tirare la carretta. Sarà un’istantanea un po’, anzi parecchio, diversa dalle ultime. In quelle si vedevano Elly Schlein col sorriso un po’ timidino, Giuseppe Conte baldanzoso e macho, Nicola Fratoianni sullo sfondo, e, quando c’erano, i rappresentanti del Terzo Polo non ancora sfasciato.

La foto di Santi Apostoli invece mostrerà Elly superstar in una piazza di iscritti e di elettori del Partito democratico; un Fratoianni che ha già uno sguardo non diciamo arrogantello ma certo sicuro del fatto suo; quelli dell’ex Terzo Polo che avranno risolto lo storico dilemma di Nanni Moretti: se ci vanno o non ci vanno è la stessa cosa, quindi non ci vanno.

La novità principale l’abbiamo lasciata in ultimo. Riguarda Giuseppe Conte. Un uomo in bilico – il “Dangling man” di Saul Bellow – che non è arrivato nemmeno al dieci per cento (9,99, come un prezzo stracciato al mercato rionale), ora preso in mezzo tra il suo istinto di potere e la spinta dei “vecchi” alla Virginia Raggi, subito avvoltoi, che vogliono il ritorno alle origini del Movimento: che è come se un regista in difficoltà con le moderne tecnologie volesse tornare al cinema muto.

Perché la linea del ritorno alle origini, evocato dalla peggiore sindaca di Roma, non ha senso? Intanto per l’ovvia ragione che la storia non si ripete se non come farsa. Raggi, in evidente contrasto con Chiara Appendino, che è più forte di lei, pensa che si possa tornare all’età selvaggia del Movimento 5 stelle, quella di Beppe Grillo e Ale Di Battista. Come se le condizioni che consentirono il successo di quel partito populista non fossero mutate. Piaccia o non piaccia, oggi la politica è meno debole di quella che produsse il vaffa grillesco. Il sistema produce offerte politiche magari controverse, discutibili, persino odiose: ma non siamo più nel vuoto pneumatico di allora. La gente chiede risposte di governo e speculari iniziative di opposizione. E se non le trova si astiene. Il vaffa è passato di moda, e non tornerà.

Per questo è penoso un ex presidente del Consiglio che chiede scusa per aver stretto delle alleanze politiche, prima con Matteo Salvini poi con il Partito democratico, con tipica disinvoltura trasformista. È penoso che adesso Conte rinneghi se stesso e pretenda di essere credibile come “puro”, lui, un Ghino di Tacco che farebbe qualunque pasticcio per tornare a Palazzo Chigi. Nella foto di Santi Apostoli, dunque, l’avvocato sarà davvero senza popolo, un politico per caso immortalato nella sua evanescenza angosciosa di chi non sa più cosa fare.

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