Amarezza elettoraleIl buon risultato di Avs non cancella il tonfo europeo dei partiti ecologisti

Ci sono anche i verdi attorno al tavolo degli sconfitti di queste europee. L’onda ambientalista di Greta Thunberg è ormai finita, e i partiti ambientalisti devono trovare nuovi stimoli per allargare il bacino elettorale. I dati di Alleanza Verdi e Sinistra in Italia, però, forniscono spunti interessanti

Mauro Scrobogna/LaPresse

Una nuova maggioranza trasversale, come quella che ha sostenuto Ursula von der Leyen nella scorsa legislatura, ci sarebbe. Popolari, socialisti e liberali insieme hanno ottenuto circa quattrocento voti. I seggi da assegnare con le elezioni europee del 6-9 giugno 2024 erano settecentoventi. La metà più uno fa trecentosessantuno. Dunque, l’avanzata della destra sovranista e dell’estrema destra è stata più limitata di quanto previsto dai sondaggi. Le rilevazioni avevano anche stimato il calo del consenso verso il gruppo parlamentare dei Verdi, di cui fanno parte le forze politiche più ambiziose nel contrasto alla crisi climatica. I risultati, salvo qualche eccezione, non hanno smentito queste analisi.

Il gruppo, stando alle proiezioni del tardo pomeriggio di lunedì 10 giugno, ha ottenuto cinquantatré seggi, ventuno in meno rispetto a quelli della scorsa legislatura. La coalizione ecologista, dopo quella del gruppo dei liberali di Renew, è quella che è andata peggio rispetto alle elezioni del 2019. Se si considerano i numeri degli eurodeputati, i Verdi sono passati dalla quarta posizione alla sesta, lasciando il posto alle coalizioni di destra e estrema destra: quarto il gruppo Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), di cui fa parte Fratelli d’Italia, e quinto Identità e Democrazia (Id), in cui c’è la Lega.

Se si guarda ai singoli Paesi membri, il sostegno ai Verdi è nettamente calato soprattutto in Germania e Francia. Secondo i conteggi, gli europarlamentari tedeschi dei Verdi sono passati da venticinque a sedici; in Germania, nel 2019, il partito dei Grunen aveva superato il venti per cento, mentre alle elezioni di quest’anno ha sfiorato il dodici per cento (è la forza politica tedesca più in calo). In Francia, i seggi riservati agli ecologisti sono passati da dodici a cinque; in Belgio da tre a due; in Repubblica Ceca da tre a uno; in Portogallo da uno a zero. Sono invece aumentati – anche se di poco – in Spagna (da due a quattro) e nei Paesi Bassi (da tre a quattro), dove l’alleanza dei Laburisti-Verdi guidata da Frans Timmermans (ex commissario europeo per il Clima) ha avuto la meglio sull’estrema destra di Geert Wilders.

I risultati dei partiti italiani che fanno parte dei Verdi sono più difficili da interpretare. La premessa è che in Italia le forze politiche ambientaliste non hanno mai ricevuto molto consenso, nemmeno nel 2019, anno di ascesa dei partiti ambientalisti in molti Paesi europei. Allo stesso tempo, in Italia c’è uno dei più grandi gruppi al mondo del movimento ambientalista Fridays for future (Fff), più di cento collettivi locali che a marzo e a settembre del 2019 avevano organizzato proteste e manifestazioni con più di un milione di persone (quello del 29 settembre è stato uno degli scioperi più partecipati della storia italiana).

Nella legislatura uscente, nel gruppo europeo dei Verdi ci sono tre eurodeputati italiani, tutti indipendenti. Alle elezioni del 2019, infatti, Europa Verde – il partito italiano che ha nel nome l’interesse verso le questioni ambientali – aveva ottenuto meno del quattro per cento dei voti, soglia minima per avere almeno un seggio all’europarlamento (come previsto dalla legge elettorale italiana per le elezioni europee). 

Cinque anni dopo, il partito ha formato una coalizione con Sinistra Italiana. I leader delle due forze politiche, Angelo Bonelli (verdi) e Nicola Fratoianni (sinistra), hanno accettato di presentarsi alle elezioni europee del 2024 con la lista di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ottenendo un risultato ben superiore alle aspettative: stando alle proiezioni delle 18 di lunedì 10 giugno, Avs ha ottenuto il 6,73 per cento dei voti. Un risultato che permetterebbe alla lista di ottenere tre seggi in parlamento. Scendendo nel dettaglio, Avs è stato il più votato tra gli studenti fuorisede (7.037 voti, 40,35 per cento) e il terzo tra gli under trenta dopo Partito democratico e Movimento 5 stelle.

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