Premier di consolazioneIl misterioso caso di Rishi Sunak, bullizzato nella sensuale afa di Borgo Egnazia

I cronisti inglesi esagerano con i retroscena e infieriscono sulla débâcle del loro Primo Ministro al vertice dei G7. Tra abbracci di circostanza, Meloni che lo snobba e passeggiate in solitaria o con Emmanuel (Macron) e Olaf (Scholz), ovvero i grandi sconfitti delle elezioni europee

British Prime Minister Rishi Sunak, left, is welcomed by Italian Prime Minister Giorgia Meloni during a G7 world leaders summit at Borgo Egnazia, southern Italy, Thursday, June 13, 2024. (Christopher Furlong/Pool Photo via AP) Associated Press / LaPresse Only italy and Spain

La stampa inglese, anche quella colta, è abituata, più della nostra, a leggere gli sguardi dei politici e a costruirci sopra gialli fantasiosi. E così è successo anche alle prime battute del G7 in Puglia, quando il primo ministro britannico Rishi Sunak è finito dentro uno storytelling che lo ha dipinto come lo sfigato del gruppo: a malapena considerato, salutato e poi lasciato solo a passeggiare per il Golf Club, immerso nei suoi sondaggi disastrosi che pare lo condannino a perdere le prossime elezioni. I media sono stati così insistenti che il capo del governo di Londra si è sentito costretto a smentire di essere stato snobbato dagli altri leader nell’opprimente afa di Borgo Egnazia. Il primo segnale notato dai cronisti investigativi di sua Maestà è stato proprio l’incontro con Giorgia Meloni.

Proprio lei, che ha stabilito con Sunak un’alleanza d’acciaio sui grandi temi geopolitici, è sembrata, guardando e riguardando le immagini, allontanarsi da lui dopo l’abbraccio, un po’ troppo di circostanza, nel momento del suo arrivo al vertice dei leader del G7.

Sunak e Meloni sono entrambi sostenitori della linea dura sull’immigrazione clandestina. Insieme hanno cercato di istituire programmi per la gestione esternalizzata dei richiedenti asilo. La Meloni è stata poi tra i pochi leader di rilievo a partecipare al summit AI di Sunak, l’anno scorso.

Da uno scambio di sguardi e da un «Tutto bene?» labiale letto dagli implacabili analisti britannici, qualcuno ha intravisto (e scritto) un po’ di malizia politica, dato che tanto bene non può andare per il leader di un partito conservatore che i sondaggi danno venti punti sotto i laburisti a poche settimane dalle consultazioni elettorali. 

Non si sa se sia stata di Sunak l’idea di fare un bel post condiviso su Instagram con Giorgia. Improbabile, anche se ai giornalisti inglesi sarebbe piaciuto. Certo, il copy è un po’ formale: «Libertà. Controllo dei nostri confini. Difesa della sovranità nazionale. Questo è ciò che unisce la nostra politica. Questo è ciò che unisce i nostri due paesi».

Sistemata la faccenda con Meloni, Sunak non ha però spento i sospetti ed è stato subito accusato di aver concluso il suo primo giorno di vertice senza alcun incontro bilaterale con gli altri leader del G7. Per il Guardian il primo ministro ha avuto soltanto «una conversazione di 10 minuti con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Su richiesta di Sunak, i due hanno fatto una passeggiata nel parco del golf club e hanno parlato a lungo dell’Ucraina. Alla fine si sono abbracciati e Zelenskyj ha augurato a Sunak “tutto il meglio”», che, detta così, sembra il tipico modo di sganciarsi da un vecchio amico depresso e financo un pelo menagramo.

Il plotone dei ficcanaso lo aspetta al varco del day two: oggi il primo ministro dovrebbe incontrare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e poi il primo ministro indiano, Narendra Modi. Probabilmente leggeremo altre cronache surreali, e per il momento le excusatio pubbliche espresse da Sunak, non sono confortanti. Cose tipo: «Durante incontri come questo, puoi trovare molte persone per chiacchiere informali, ed è esattamente quello che ho fatto io». Di fronte alle domande sfidanti dei giornalisti british si è giustificato: «Siamo qui da mezza giornata e ho già incontrato e molte persone che avevo bisogno di vedere, come Emmanuel (Macron) e Olaf, (Scholz)». Ovvero i grandi sconfitti delle Elezioni Europee. 

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