Labour WeeklyLa doppia alienità dei lavoratori subordinati

In primis, il risultato delle attività svolte dai dipendenti è destinato a un altro soggetto: il datore di lavoro. Inoltre, non hanno il potere di dirigere o controllare i processi aziendali

(Unsplash)

I dipendenti sono due volte alieni. Sì, avete letto bene, ma alieno non significa quello che state pensando. L’alienità, nel contesto lavorativo, è un concetto che serve a descrivere il rapporto esistente tra dipendente e impresa. Come precisato anche da Treccani, l’alienità deve essere intesa come «l’essere di proprietà di altri, l’appartenenza ad altri». Vediamo come questo concetto si declina nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato.

I dipendenti sono doppiamente alieni per l’esistenza congiunta di due requisiti che differenziano il rapporto di lavoro subordinato da altri accordi di natura professionale. In primo luogo, il risultato delle attività svolte dai dipendenti è destinato a un altro soggetto: il datore di lavoro. Gli operai metalmeccanici di una casa automobilistica sono adibiti a delle mansioni che consentiranno all’impresa di ricavare dei profitti dalla vendita di veicoli a motore. Lo stipendio di un saldatore, al netto di eventuali premi di produzione, è indifferente ai profitti o alle perdite del datore di lavoro.

Inoltre, i lavoratori subordinati sono alieni anche con riferimento all’organizzazione produttiva nell’ambito del quale sono inseriti. I dipendenti non hanno il potere di dirigere o controllare i processi aziendali. Sarà il datore di lavoro ad attribuire ai dirigenti in posizione apicale il dovere di organizzare e verificare la prestazione lavorativa del personale. Anche i manager, tuttavia, sono inseriti in un contesto dove agiscono in qualità di delegati dell’impresa che è il soggetto a cui appartiene in via originaria il potere di organizzare al meglio tutta la produzione aziendale.

Il confine tra lavoro subordinato e autonomo si sta progressivamente sgretolando. La possibilità di lavorare da remoto, la valutazione della performance sempre più sganciata dal rispetto di un rigido orario di lavoro, le innovazioni tecnologiche a cui stiamo assistendo, sono tutti elementi che contribuiscono a generare confusione tra la figura del dipendente e quella del lavoratore autonomo. Il caro vecchio concetto di doppia alienità può aiutare a ristabilire un paio di certezze. Che di questi tempi non è poco.

*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni. Qui per iscriversi

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