Labour WeeklyCosa dice il quarto quesito del referendum proposto dalla Cgil

Le imprese committenti si troverebbero davanti una disciplina molto severa con un’ulteriore estensione del regime della responsabilità solidale. Per eseguire un lavoro sarà necessario fare affidamento su aziende in grado di fornire ampie garanzie sul rispetto della normativa sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

L’ultimo quesito referendario promosso dalla Cgil riguarda l’attualissimo tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è quello di abrogare la norma che limita la responsabilità solidale negli appalti, ampliando così la responsabilità dell’azienda che ha commissionato i lavori in caso di infortunio o malattia professionale dei dipendenti dell’impresa appaltatrice che eseguono le opere richieste dal contratto. In particolare, l’azienda committente attualmente non risponde per gli infortuni e le malattie professionali che siano conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici e subappaltatrici.

La Cgil vuole estendere la responsabilità dell’impresa che ha richiesto i lavori in tutti i casi in cui un dipendente si infortuni o si ammali a causa dell’esecuzione dell’appalto. Si tratta della cosiddetta responsabilità solidale da cui deriva il diritto del dipendente a essere risarcito anche dall’impresa committente, soprattutto nel caso in cui il suo datore di lavoro non offra garanzie adeguate. La responsabilità solidale è un meccanismo che opera da tempo nei contratti di appalto con riferimento, tra l’altro, alla retribuzione e ai contributi previdenziali dei dipendenti. La Corte Costituzionale, inoltre, ha specificato che questo meccanismo deve ritenersi applicabile non soltanto al contratto di appalto ma anche a tutti i contesti in cui si verifica un fenomeno di decentramento produttivo (ad esempio nei rapporti di subfornitura).

In caso di successo del referendum, le imprese committenti si troverebbero davanti una disciplina molto severa con un’ulteriore estensione del regime della responsabilità solidale. La Cgil in questo modo vorrebbe innestare un circolo virtuoso all’interno del quale scegliere con molta attenzione le imprese appaltatrici. Per eseguire un lavoro sarà necessario fare affidamento su aziende in grado di fornire ampie garanzie sul rispetto della normativa sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

A ben vedere si tratta di un inasprimento dei paletti imposti alle imprese che decidono di affidare ad altre aziende l’esecuzione di un’opera. Un inasprimento che a mio parere può essere giustificato dall’intollerabile numero di tragedie sul lavoro a cui siamo costretti ad assistere.

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*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni. Qui per iscriversi

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