Forza ragazziIl disastroso esordio dell’Ucraina e il legame indissolubile tra squadra e tifosi

La Zbirna ha perso tre a zero contro la Romania alla prima partita del girone, ma noi tifosi sugli spalti a Monaco non abbiamo mai smesso di sostenere la squadra. E non lo faremo fino alla fine del torneo, lo dobbiamo ai connazionali che stando al fronte consentono alla squadra di giocare e a noi di assistere alle partite

AP/Lapresse

All’ottantesimo minuto della partita mi è arrivato un messaggio dalla redazione, mi dicevano che se non avessi voluto scrivere il pezzo avrebbero capito. Lascio le analisi della partita ai più esperti di me, dedicando questo spazio alle emozioni.

È fin troppo facile scrivere quando la tua squadra vince. E non ci si tira indietro quando perde. Come non si sono tirati indietro i calciatori ucraini, arrivati sotto la tribuna ucraina a ringraziare i tifosi venuti fino a Monaco di Baviera per dare il loro sostegno alla Nazionale. La partita, per dirla in termini gentili, è stata un incubo. Nonostante il dominio territoriale in ogni zona del campo, la Zbirna ha perso tre a zero la sua partita d’esordio contro la Romania agli Europei 2024 in Germania.

Dopo il primo tempo, chiuso in svantaggio solo di un gol, riuscivo ancora a essere ottimista, pensavo ancora positivo. Anche perché è ormai un classico dell’Ucraina, almeno delle ultime partite. È quello che è successo con la Bosnia ed Erzegovina e con l’Islanda, partite vinte entrambe in rimonta due a uno. Ma la manovra era lenta, non c’era precisione nei passaggi e nei tocchi, il trio Mudryk-Dovbyk-Tsyhankov si è smarrito in troppa filosofia negli ultimi metri, al momento di essere davvero concreto.

La conseguenza è che all’inizio del secondo tempo gli ucraini hanno preso altri due gol, rendendo la partita praticamente irrecuperabile. Un disastro. In quel momento, sul tre a zero, avrei voluto che a casa in Ucraina, e non solo a casa ma un po’ dappertutto in Ucraina, mancasse l’elettricità per non vedere tutto questo. E sempre per un momento ho pensato che forse avrei preferito perdere l’aereo, ieri, a causa dello sciopero dei treni in Italia. Ma poi un modo per arrivare a Malpensa l’ho trovato.

AP/Lapresse

Al fianco di altri fan ucraini – pochi rispetto ai rumeni – abbiamo cercato di gridare “Ucraina!” e “Zsu” (forze armate dell’Ucraina) con tutte le nostre forze, ma ci voleva qualcos’altro per avere un risultato diverso alla fine. La fortuna? Ma io sono un’ucraina e non credo alla fortuna, avendo avuto già tante conferme che non esiste.

So quanto gli ucraini volessero vincere la partita. Lo so dopo aver visto le lacrime di Mudryk scorrere su grande schermo dello stadio. Volevano vincere soprattutto per le persone che permettono tutto questo, per ringraziare chi permette loro, oggi, di giocare.

Venerdì ci aspetta la partita contro la Slovacchia e la guarderò probabilmente dal cellulare perché sarò su un treno. Cellulare o stadio, vittoria o sconfitta, ci si avvolge nella bandiera gialloblu, si urla a squarciagola perché si tifa fino alla fine.

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