
La questione energetica è uno dei pilastri della sostenibilità di Inalca. L’azienda, con l’obiettivo della decarbonizzazione delle proprie attività, da tempo autoproduce circa il 77 per cento dell’energia utilizzata, di cui circa un terzo proveniente da fonti rinnovabili, potendo contare su due impianti di cogenerazione da grassi colati, sei impianti di cogenerazione a metano, due impianti di biogas alimentati da reflui industriali dei suoi stabilimenti, quattro impianti di biogas da reflui agricoli, oltre ventiduemila pannelli fotovoltaici installati su tredici stabilimenti, un impianto di biometano e, infine, un impianto di compostaggio.
In pratica, l’azienda in venti anni ha sviluppato una industria energetica parallela all’industria produttiva della carne, migliorando l’efficienza e autoproducendo energia dai grassi e biometano e compost dagli scarti di lavorazione.
Questa infrastruttura energetica è a supporto dell’intera filiera produttiva, pienamente integrata sia nella parte dell’allevamento che della trasformazione industriale. Alla struttura industriale, composta da ventotto stabilimenti produttivi (venti in Italia, otto nel mondo), si affiancano otto grandi aziende agricole che controllano oltre cento allevamenti, per una capacità totale di circa 180.000 capi allevati ogni anno direttamente e in soccida.
L’ultima frontiera per lo sviluppo di energia verde è costituita dalla partnership con HeraAmbiente per la produzione di biometano, un combustibile cento per cento rinnovabile utilizzabile dalla rete urbana e destinato per il prossimo futuro anche per alimentare gli automezzi per il trasporto delle merci e i mezzi agricoli. Con un investimento di circa ventotto milioni di euro e l’uso delle migliori tecnologie disponibili, alla fine del 2023, è stato inaugurato l’impianto Biorg, a Spilamberto in provincia di Modena. L’impianto produce a pieno regime 3,7 milioni di metri cubi di biometano all’anno, e circa diciottomila tonnellate di compost.
Il gas naturale cento per cento rinnovabile viene prodotto digestione anaerobica di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata urbana, dagli scarti derivanti dal processo di lavorazione dell’industria agroalimentare locale e dal processo produttivo delle carni degli stabilimenti Inalca.
Una volta superato il processo di raffinazione, diventa biometano e può essere introdotto nella rete gas. In questo modo si crea quindi un circolo virtuoso che consente ai rifiuti organici di tornare alla comunità sotto forma di combustibili rinnovabili. Per che cosa sono utilizzati? Ad esempio, per l’alimentazione della rete di trasporto pubblico e privato, aiutando quindi la sostenibilità di un settore sempre più esposto al tema delle emissioni di anidride carbonica.
Basti pensare che la produzione annua dell’impianto equivale a 52 milioni di chilometri percorsi da un’auto alimentata a metano. E con benefici ambientali significativi: ogni anno si risparmierà l’utilizzo di circa tremila tonnellate di petrolio equivalente (TEP) di combustibile fossile e saranno evitate emissioni di CO2 per circa settemila tonnellate. Per assorbire una tale quantità di CO2, servirebbero in media 280.000 alberi.
Per approfondire: https://www.inalca.it/it/bilancio-di-sostenibilita/
