Non solo campioni, ma anche narratori, social media manager, debunker di miti olimpionici: gli atleti dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 non si stanno limitando a far parlare dei loro risultati sportivi, ma stanno raccontando attraverso la loro viva voce, e grazie ai propri profili social, la loro esperienza, ciò che stanno vivendo, come dormono e, soprattutto, cosa mangiano.
Il fenomeno aveva già preso piede con i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, quando gli atleti avevano dimostrato la resistenza dei letti di cartone, pubblicando video in cui saltavano allegramente sui materassi – tendenza molto diffusa anche all’ombra della Torre Eiffel – ma questa estate nel villaggio olimpico di Parigi 2024, senza le restrizioni dovute al Covid e complici anche i luoghi leggendari dove si stanno svolgendo le gare, il racconto si è fatto sempre più particolareggiato e va in onda soprattutto su TikTok.
C’è chi si lamenta, chi fa ironia, chi ha assunto il ruolo di narratore onnisciente e prova a rispondere a tutte le curiosità degli appassionati, attraversando in lungo e in largo il villaggio alla ricerca, per esempio, dei trecentomila preservativi promessi agli atleti, o dei muffin al cioccolato che il nuotatore norvegese Henrik Christiansen ha dichiarato essere «La cosa più bella del villaggio olimpico finora».
@henrikchristians1 The single greatest thing about the Olympic Village so far🤤 #fyp #muffins #olympics #paris2024 #olympictiktok #olympicvillage
Una recensione spassionata trasformatasi subito in un trend che ha coinvolto atleti spagnoli, statunitensi, singaporiani, per citare solo gli ultimi, tanto che l’azienda di catering francese Coup de Pates, che ha portato i famosi dolcetti al cioccolato nel villaggio olimpico, non si è lasciata sfuggire l’occasione di rivendicare la proprietà della ricetta, con un sentito ringraziamento.
@elenabertocchi Il muffin piú famoso del villaggio Olimpico #olympicmuffin @Chiara Pellacani
Ma oltre i muffins c’è di più, ad esempio una bakery che sforna baguette a ogni ora del giorno, un supermercato targato Carrefour dove trovare prodotti alimentari e non solo, un corner con birra Corona rigorosamente analcolica, un altro che propone Caffè Costa customizzabile e soprattutto una mensa gestita dall’azienda di catering Sodexo, che somministra piatti preparati con prodotti freschi forniti sempre dall’azienda della Gdo Carrefour.
@elenabertocchi Villaggio Olimpico #paris2024
Tutto viene raccontato online dagli atleti, che mostrano entusiasti i settori in cui è divisa l’offerta gastronomica del villaggio olimpico (cucina del mondo, halal, asiatica e naturalmente francese), la quantità esorbitante di cibo e il modo in cui viene suddivisa la mensa. Infine recensiscono senza pietà e un gran impiego di stelline i vari piatti scelti, lamentando a volte l’assenza di quella pietanza che desideravano tanto assaggiare e scatenando qualche polemica. L’ultima a cui il Comitato Olimpico si è dovuto affrettare a trovare una soluzione riguarda proprio la quantità del cibo offerto nella mensa del villaggio, che gli atleti hanno criticato dopo aver notato che i piatti di uova e carne sembravano finire sempre troppo in fretta.
Una denuncia che ha travalicato i confini social quando gli atleti della nazionale britannica, dopo qualche giorno dall’inizio dei Giochi, hanno preferito recarsi alla Performance Lodge della loro delegazione, a Clichy, a venti minuti dal villaggio olimpico, per consumare i pasti, tanto da costringere gli organizzatori – ha detto Andy Anson, amministratore delegato della British Olympic Association – ad assumere un altro chef perché la domanda superava di gran lunga quella prevista. Per evitare ulteriori fughe, lunedì 29 luglio il Ceo di Paris 2024, Etienne Thoboi, ha dunque annunciato un rafforzamento delle proteine animali offerte nella mensa, con settecento chili di uova e una tonnellata di carne in più, sperando così di riuscire a soddisfare le esigenze degli atleti.
Il giorno dopo il Coni ha confermato a Gastronomika che la situazione stava effettivamente migliorando, tuttavia in un contesto del genere l’alimentazione è fondamentale e uno sbilanciamento nei giorni precedenti alle gare, unito alla tensione e al caldo, può essere molto deleterio per un fisico abituato a un allenamento quotidiano e una buona alimentazione, almeno secondo Thomas Ceccon, oro italiano nei 100 dorso a queste Olimpiadi, che dopo non essere riuscito a qualificarsi alla gara dei 200 dorso, ha detto ai microfoni Rai Sport: «Nel villaggio molti si spostano perché si mangia male, c’è caldo, non c’è l’aria condizionata» e ha poi proseguito: «Non mi sto lamentando, perché li hanno tutti questi problemi qua, sto solo dicendo, magari a quelli che non lo sanno, che ci sono questi piccoli problemi. Ora li abbiamo risolti bene o male, quindi adesso con calma mi riposo».
Per scoprire se effettivamente questi problemi verranno risolti naturalmente basterà attendere il prossimo video-recensione pubblicato dagli atleti, che intanto sembrano continuare a preferire i muffins, dumplings e baguette a tutto il resto.
@dasha_tofu
Questo, perlomeno, è ciò che sta accadendo nel villaggio olimpico di Parigi, mentre nell’altro villaggio olimpico, quello sito su una nave da crociera ormeggiata a largo di Tahiti, nella Polinesia francese, il clima che traspare online sembra molto diverso. I video caricati online dagli atleti infatti raccontano una realtà quasi paradisiaca, serena, amichevole, apparentemente avulsa da polemiche alimentari o di altro genere – forse anche grazie alla presenza di letti senza cartone, dalla struttura classica e dalle dimensioni generose. Tutto magari fin troppo aderente al cliché del surfista pacifico e sornione, soprattutto nel bel mezzo di una competizione sportiva, ma in fondo si tratta di un’immagine per cui non dispiace fare il tifo.
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