Il piacere della vitaCosa si mangia per el Día de los Muertos in Messico?

Inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, questa è la festa che tutti i messicani sentono di dover celebrare ovunque si trovino. Per farlo nel modo migliore a ogni famiglia basta un altare illuminato e un’ofrenda di pietanze tradizionali per le anime che passeranno in visita

Foto di Roberto Carlos Román Don su Unsplash

El Día de los Muertos, noto anche come Giorno dei Morti, in Messico è una delle celebrazioni più emblematiche, talmente radicata nella vita dei messicani che, man mano che la popolazione è emigrata in giro per il mondo, è diventata una festa che si riproduce in molti modi in tanti Paesi. La prima cosa da dire però è che non si tratta di una versione messicana di Halloween. Stiamo parlando infatti di una festa tradizionale con radici profonde nella cultura di un Paese che è il primo accesso al mondo latino-americano provenendo dagli Usa. Una festa che celebra la vita più che la morte e che ci ricorda di vivere ogni momento al massimo, affrontare la fine con un sorriso e con la speranza di rivedere un giorno le persone amate che non ci sono più.

Recentemente resa famosa dal film d’animazione Disney “Coco”, si tratta in realtà di una celebrazione antica, che risale addirittura al periodo precolombiano. Le date in onore dei morti, a quel tempo, erano molto importanti ed erano ben due: una il 16 luglio e un’altra, più grande, intorno al 5 agosto. In seguito alla conquista degli spagnoli, la Chiesa Cattolica decise di fondere i propri riti a quelli degli indigeni locali, facendo coincidere la festa di tutti i Santi con la festa mesoamericana e mescolando quindi tradizioni europee e precolombiane.

Per gli antichi Mesoamericani la morte non aveva le connotazioni morali della religione cattolica, nella quale le idee di inferno e paradiso servono per punire o premiare. Al contrario, essi credevano che le rotte destinate alle anime dei morti fossero determinate dal tipo di trapasso e non causate dal loro comportamento in vita. Durante la tradizionale festa si fa visita ai cimiteri e si adornano le tombe dei propri cari con candele, fiori, pane, vino e piatti speciali in onore degli antenati.

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In ogni famiglia poi si è soliti preparare un altare dove si posizioneranno tante pietanze tipiche e tradizionali. L’Altare dei defunti è un elemento simbolico e centrale nella tradizione messicana, creato appositamente per celebrare questa festività. Questo altare rappresenta i quattro elementi naturali: fuoco, terra, acqua e aria. Di solito viene montato nel salotto o nella sala da pranzo, su più livelli, decorato con foglie di graminacee e palme, tovaglie di carta dai colori vivaci, fotografie dei defunti e offerte personalizzate. Queste offerte (ofrendas) includono cibi e bevande.

Per facilitare il ritorno delle anime verso casa, l’altare è illuminato da candele, e un percorso di petali di Tagete Erecta, il fiore tradizionalmente chiamato cempaxòchitl o “fiore dei Morti”, si estende dalla porta d’ingresso fino all’altare. La Tagete Erecta, nota anche come Garofano d’India, è un elemento indispensabile e caratteristico di questa celebrazione.

L’altare prevede inoltre specifiche offerte simboliche: il sale rappresenta il gusto della vita e viene lasciato in onore degli antenati; l’acqua serve a dissetare le anime, stanche dal lungo viaggio dal regno dei morti; il copale, un incenso dal profumo intenso, aiuta a guidare gli spiriti verso la casa; e il cibo, una combinazione di agrumi, frutta, tamales, carne e spezie locali, arricchisce l’altare. Vicino alle fotografie vengono poi sistemati i piatti preferiti dal defunto, per celebrare la sua memoria in modo intimo e personale.

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Non mancano neanche bevande alcoliche come tequila, mezcal, birra o vino, dolci tradizionali, zucchero, pane dei Morti, teschi di zucchero con i nomi degli antenati, cioccolato, caffè e amaranto, una pianta locale dai semi commestibili. Qual è il significato del cibo sull’altare? Si crede che le anime possano assorbire l’aroma degli alimenti, riportando così con sé il piacere della vita.

Ma vediamo meglio i piatti che non devono mancare in un’ofrenda per el Día de los Muertos.

Il pan de Muerto, altrimenti noto come pane dei Morti, è forse il piatto più iconico della festa. Si tratta di una pagnotta a forma di corona decorata con ossa incrociate in pasta e cosparsa di zucchero a velo. Spesso posta sugli altari, è considerata una vera e propria offerta ai morti. Il pan de Muertos è aromatizzato con fiori d’arancio, che gli conferiscono un sapore caratteristico e deliziosamente dolce.

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Le calaveras de azúcar, letteralmente teschi di zucchero, sono piccole statuette decorative di zucchero. Vengono spesso utilizzate per decorare gli altari e raffigurano i volti sorridenti e felici dei defunti. Possono anche essere personalizzate con i nomi dei propri cari. In questo caso c’è una precisazione da fare. La calavera è tra i simboli più importanti di questa festa, mentre quelli chiamati da noi “teschi messicani” sono un segno ricorrente in tutto il Messico, non solo durante il periodo della Festa dei Morti, ed è possibile trovarli anche nelle incisioni delle popolazioni preispaniche. La Calavera Catrina è la Signora della Morte ed è rappresentata con abiti francesi: un’immagine satirica creata da un artista di nome José Guadalupe Posada.

 

I tamales sono un piatto tradizionale messicano a base di pasta di mais ripiena di carne, fagioli, formaggio, peperoncini o altri ingredienti, avvolti in foglie di mais e cotti al vapore. Spesso preparati in grandi quantità durante el Día de los Muertos, i tamales vengono cucinati durante tutto l’anno, ma è molto comune che vengano offerti ai defunti sugli altari.

Il mole è una salsa densa a base di ingredienti come cioccolato, peperoncini, spezie e altri ingredienti che variano da famiglia a famiglia. In effetti ogni regione del Messico ha una propria variante del mole, ma è comune, indipendentemente dalla regione, servirlo come accompagnamento a piatti di carne o pollo durante la festa.

L’atole è una bevanda calda tipica, a base di mais, latte, zucchero e cannella. Dolce e cremosa, può essere servita con il Pan de Muerto o come bevanda principale dei festeggiamenti.

Foto di Roberto Carlos Román Don su Unsplash

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