Cyber warLa Russia piazza di spaccio dei dati satellitari

Un’inchiesta esclusiva del Wall Street Journal, uscita ieri a tarda sera, svela le manovre nascoste di Putin per sostenere le forze anti israeliane in Medioriente

Sarebbero stati alcuni membri del del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran affiliati agli Houthi nello Yemen a fornire dati satellitari russi per colpire le navi occidentali nel Mar Rosso. Lo svela un rapporto dettagliato del Wall Street Journal, che, pur citando una fonte anonima, descrive con precisione le dinamiche di questo passaggio, che ha permesso ai droni di individuare gli obiettivi da  attaccare nei mesi scorsi.

È successo all’inizio di quest’anno ma l’inchiesta del quotidiano americano è uscita stanotte, a poche ore dalla chiusura del summit dei Brics con il quale Putin ha chiamato a raccolta i paesi del polo anti-dollaro per spedire agli Stati Uniti una minaccia di guerra economica. 

La destabilizzazione dell’America sembrerebbe poi anche l’obiettivo dietro il flusso di dati a sostegno del fronte anti israeliano nel quale l’Iran ha svolto e continua a svolgere un ruolo primario. 

Nel caso Houti il sostegno iraniano al gruppo paramilitare yemenita è iniziato in realtà a novembre del 2023 e ora concorre alla campagna nella quale la Palestina è la foglia di fico che cela le aspirazioni neo imperialiste del dittatore russo.

Vero è che questo genere di scambi e sostegni sul fronte del Mar Rosso è noto da tempo, ma la prova regina del coinvolgimento del regime putiniano su una rotta lungo la quale un tempo transitavano merci per un valore di 1000 miliardi di dollari l’anno, contribuisce a rinforzare la preoccupazione per una guerra digitale che è estremamente dannosa e difficile da controllare

Dall’inizio della guerra a Gaza gli Houthi hanno preso di mira più di 80 navi mercantili con missili e droni. In risposta agli attacchi degli Houthi, una coalizione guidata dagli Stati Uniti ha condotto attacchi aerei nello Yemen e Israele ha attaccato il porto di Hodeida, avamposto chiave per la consegna di aiuti e beni commerciali.

La fornitura di dati satellitari da parte della Russia include informazioni su monitoraggio ambientale, gestione delle risorse idriche, agricoltura e sicurezza. Dati cruciali non solo per l’Iran, ma anche per Siria e Iraq, che affrontano sfide significative in termini di sviluppo militare ed economico. La Russia ha peraltro avviato da anni collaborazioni con diverse agenzie governative in questi paesi, offrendo accesso a tecnologie avanzate e competenze nel campo della sorveglianza satellitare.

Dal punto di vista strategico i satelliti forniscono informazioni sulle attività militari e sui movimenti delle forze armate, consentendo ai paesi del Medio Oriente di fare scelte specifiche in ottica sia di attacco che di difesa. La stessa Siria avrebbe rafforzato in maniera significativa la presa sulle forze ribelli interne.

Che la Russia stia cercando di posizionarsi come attore chiave lo si capisce anche dalle mosse nel settore della tecnologia spaziale, con il preciso scopo di competere con potenze come gli Stati Uniti e creare sinergie con la Cina che dal punto di vista spaziale sta avanzando a grandi passi.

Lo scacchiere si fa insomma sempre più complesso: una crescente cooperazione satellitare con la Russia di Putin non è priva di rischi anche per i paesi attualmente allineati a Mosca. L’eventuale dipendenza dai dati russi secondo gli analisti sul campo paradossalmente può esporre i paesi del Medio Oriente (ma anche quelli del Brics) a una maggiore vulnerabilità e ricattabilità per le informazioni critiche che li riguardano.

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