La Svezia è tornata protagonista sul fronte internazionale, grazie all’iniziativa del governo svedese di intensificare il sostegno all’Ucraina in un momento di crescente crisi energetica e di sicurezza. Il 16 ottobre, durante un incontro che si è tenuto a Odessa con i ministri degli Esteri degli Otto del Baltico settentrionale (Nb8), Maria Malmer Stenergard ha annunciato un pacchetto invernale di sostegno da ventotto milioni di euro per garantire la resilienza energetica dell’Ucraina. Il pacchetto include pannelli solari, generatori e altre attrezzature vitali per affrontare i rigori dell’inverno, mentre la guerra con la Russia continua. Questa mossa segna un rafforzamento delle alleanze nordiche in un momento in cui l’Europa è chiamata a fare fronte comune contro l’aggressione del Cremlino. Durante l’incontro, è stato ribadito anche l’impegno a lavorare per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea e alla Nato, oltre alla necessità di continuare con le sanzioni contro Mosca.
La nuova ministra degli Esteri svedese, giurista classe 1979, soprannominata da molti la «principessa ereditaria» del primo ministro Ulf Kristersson, è entrata in carica lo scorso 10 settembre. Stenergard, ex giocatrice di tennis juniores e molto attiva su Instagram, utilizza reel e post per promuovere la sua linea politica e per evidenziare l’importanza di alcune tematiche come l’adesione alla Nato (mostrando il suo entusiasmo per l’ingresso del Paese scandinavo nell’Alleanza Atlantica, pubblicando una foto con la didascalia: «Finalmente! Un giorno storico, in cui tutti i paesi della Nato hanno votato sì all’adesione della Svezia») e il sostegno all’Ucraina, tematica a lei molto cara. Pubblica anche video su argomenti di attualità, come le auto elettriche: in uno di questi, la si vede saltare su un tappeto elastico, spiegando che in alcune stazioni di ricarica, come quella di Ulricehamn, le persone possono divertirsi e passare il tempo in questo modo, mentre attendono che la macchina si carichi.
La neo-ministra sembra determinata a seguire le orme del suo predecessore, Tobias Billström, le cui dimissioni, giunte inaspettate il 4 settembre, hanno colto molti di sorpresa. Billström, in carica dal 2022, ha guidato la Svezia in un momento cruciale della sua storia, segnato dal processo di adesione alla Nato, bloccato per oltre seicento giorni a causa delle obiezioni di Ungheria e Turchia. Il raggiungimento di questo obiettivo ha rappresentato una svolta nella politica estera svedese, ponendo fine a oltre due secoli di neutralità.
Billström ha giocato un ruolo centrale nel delineare la posizione della Svezia sulla crisi in Ucraina e sulle sfide per la sicurezza in Europa, tanto che il primo ministro Kristersson ha commentato che, sotto la sua guida, «il governo ha chiaramente ridefinito le priorità della nostra politica estera». La Svezia infatti ha rafforzato notevolmente il suo impegno a sostegno dell’Ucraina.
Poco dopo l’annuncio delle sue dimissioni, Billström ha pubblicato un messaggio su X, sottolineando i successi raggiunti durante il suo mandato: «Sono felice e molto orgoglioso di tutto ciò che abbiamo realizzato in questi due anni. Dopo un lungo e a volte difficile processo, la Svezia è finalmente entrata nella Nato. L’importanza per la sicurezza della Svezia e dei nostri amici nordico-baltici è difficile da sovrastimare», ha scritto, aggiungendo che «Attualmente ci troviamo di fronte alla crisi di sicurezza più grave dalla seconda guerra mondiale, e questo governo ha intrapreso una riforma storica nella politica di sicurezza svedese. Siamo ora parte integrante del gruppo di paesi che sostengono attivamente l’Ucraina e abbiamo delineato una strategia a lungo termine per contrastare l’espansione dell’influenza russa».
Ora il testimone è passato a Maria Malmer Stenergard, un volto noto all’interno del partito dei Moderati. Prima di assumere la guida degli Affari esteri, Stenergard ha ricoperto il ruolo di ministra per l’Immigrazione, impegnandosi in modo particolare nella gestione della politica migratoria, in linea con le direttive dell’Accordo di Tidö. Questo accordo, siglato tra i partiti di governo, mira a ridurre l’immigrazione e ad agevolare il ritorno dei migranti nei loro paesi di origine. Durante il suo mandato, Stenergard ha adottato una linea dura in merito all’immigrazione illegale, arrivando a proporre misure per espellere gli immigrati coinvolti in attività legate al terrorismo.
Il sostegno all’Ucraina come priorità strategica
Con la nomina a ministra degli Esteri, Stenergard eredita un dossier complesso, caratterizzato da tensioni globali e dalla necessità di mantenere la rotta tracciata da Billström. Sotto la guida di Stenergard, il governo svedese ha confermato l’impegno a sostenere l’Ucraina. Tra le priorità chiave delineate c’è il mantenimento delle sanzioni contro la Russia, viste come uno strumento fondamentale per indebolire le capacità di Mosca, e il rafforzamento del supporto militare diretto all’esercito ucraino. In quest’ottica, la Svezia ha recentemente inviato il suo diciassettesimo pacchetto di aiuti militari a Kyjiv, comprendente armamenti e attrezzature strategiche.
La gestione della crisi ucraina da parte di Stenergard è strettamente legata a una visione più ampia della politica estera svedese nell’Europa post-Nato. La ministra ha dato particolare rilievo alla necessità di sostenere Kyjiv nel suo percorso verso l’integrazione europea, sottolineando che l’adesione dell’Ucraina all’Ue è un obiettivo politico cruciale per la sicurezza dell’intero continente.
Una leadership sotto pressione
Nonostante la sua forte posizione sulla crisi ucraina, la neo-ministra si trova ora a dover affrontare altre sfide internazionali, tra cui l’escalation della crisi in Medio Oriente. L’invasione del Libano e l’attacco missilistico dell’Iran contro Israele hanno spinto la regione verso una pericolosa spirale di violenza. In questo contesto, la ministra è stata criticata per la mancanza di un intervento deciso da parte del governo svedese per proteggere i cittadini svedesi presenti in Libano, molti dei quali sono di origini mediorientali. Mentre Paesi come il Regno Unito e il Canada hanno organizzato evacuazioni per i loro cittadini, la risposta della Svezia è stata considerata lenta e insufficiente.
Le sue dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese e sulla crisi a Gaza hanno suscitato reazioni contrastanti, ma Stenergard ha ribadito la necessità di mantenere un approccio pragmatico e fermo: «Ci sono molte sfide e conflitti nel mondo, alcuni molto vicini a noi e altri più lontani. Soprattutto dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, c’è un momento di gravità che influenza tutto ciò che facciamo».