Esordi ribelliI nuovi stilisti della moda italiana (e non) da segnarsi per il futuro

Durante la Fashion week milanese dedicata alla collezione donna 2025, una nuova schiera di designer si è fatta notare. Dall’Italia a Seoul, ecco una rassegna dei brand da tenere sott’occhio

Courtesy of Meriisi. Dalla collezione “Winterreise”

Quest’anno, durante uno degli appuntamenti più importanti per la moda milanese, diversi brand e progetti esordienti hanno presentato le loro collezioni. Noi de Linkiesta Etc, siamo riusciti a vedere da vicino alcune di queste realtà su cui vale la pena soffermarsi.

Tra le proposte più interessanti sicuramente bisogna citare i brand emergenti come OhCarla, PECORANERA, Meriisi e Maragno che, infatti, sono stati scelti da Fashion Hub, un progetto di Camera Nazionale della moda di Milano (CNM), per rappresentare la sezione “Designers for the Planet” durante la fashion week. Queste nuove leve della moda riportano l’attenzione sul prodotto e la sua manifattura, rendendo il capo protagonista di una narrazione fatta di contrasti netti e affermazioni precise, in risposta all’incertezza della vita reale.

Oh Carla, ad esempio, brand fondato nel 2020 da Carlotta Boldracchi e Claudia Nesi, ha presentato “004”, una collezione ispirata dall’ incontro immaginario di due donne apparentemente diverse: la Chana (1946) – nome d’arte di Antonia Santiago Amador – una  ballerina di flamenco gitana e Pina Bausch (1940-2009), ballerina di danza contemporanea tedesca. Da questo incontro utopistico, si generano forze contrapposte che ispirano abiti che fasciano il corpo, ma anche leggeri e fluttuanti, realizzati con diversi tipi di tessuti, uniti da visibili cuciture a taglio vivo estesi su tutta la lunghezza,  affiancati poi, ad antichi scialli di seta drappeggiati.

Photo di Matteo Strocchia e Marco Servina. Dalla collezioen “004” di oh Carla

La palette colori vira tra il bianco e il nero con sfumature che alternano grigi polverosi e il rosa cipria, da cui, invece, si distingue un intenso rosso amarena. Di questo colore è l’abito lungo e trasparente  indossato di recente dalla top model italiana Mariacarla Boscono, con lo styling di Ramona Tabita, stylist italiana che da sempre dà luce ai brand emergenti.

 

 

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Diventano delle rigide armature, invece, i mini dress realizzati da PECORANERA, il brand di maglieria fondato da un collettivo di giovani, e che aveva già catturato l’attenzione durante la precedente Milano fashion week uomo primavera-estate 2025.

Courtesy of Pecoranera. Dalla collezione “Conchiglie”

Durante il  Fashion Hub, invece, Pecoranera ha proposto la collezione “The body as armour”, ispirata alle rigorose divise dei cavalieri siciliani, in realtà lavorate in morbida maglia ma che con un’attenta «ricerca ingegneristica» sembrano fatte in metallo. Queste corazze, in realtà, sono un pretesto per riformulare il concetto di femminilità, bellezza e protezione in contrasto allo stereotipo della donna fragile. 

Coourtesy of Pecoranera.

 La divergenza e il conflitto sono forze motrici anche per Meriisi, il brand fondato da Antonio D’Andrea nel 2022 dall’estetica dark che strizza l’occhio alle subculture degli anni Ottanta e Novanta. In particolare, i capi si ispirano al mondo punk e ricordano l’anticonformismo di Vivienne Westwood, il brand britannico che ha contribuito a dare spessore culturale a questo movimento e da cui Antonio è stato inevitabilmente influenzato, dopo gli anni e l’esperienza maturata in questo settore proprio nel Regno Unito. L’ultima collezione di Meriisi prende il nome di “Winterreise” e racconta una storia d’amore, nata su Tinder (app di incontri)  e che riflette sulle difficoltà delle relazioni sentimentali influenzate dai social. Il contrasto tra tradizione e ribellione è ricercato anche nei capi, con i completi gessati in lana arricchiti con revers in raso di seta, bande laterali ed inserti in cavallino.

Courtesy of Meriisi. Dalla collezione “Winterreise”

Con Maragno, invece, il brand fondato da Giulio Maragno, l’ispirazione degli Ottanta è molto più soft, perché ne re-interpreta i volumi e le linee ampie e morbide utilizzando una palette colori che si mantiene su toni neutri (quelli della pelle) per essere fedele alla sua identità genderless. Gli abiti, inoltre, sono realizzati utilizzando tessuti riciclati di alta qualità come il cashmere, la lana e la seta, scartati dalle grandi aziende del lusso. 

Courtesy of Maragno

La risposta alle dinamiche della vita reale, che oggi appare come un suolo instabile di sabbie mobili, il cui modo più logico per sopravvivere non è quello di prestarsi a reazioni sguaiate e plateali, ma attraverso riflessioni ponderate e decise, è parimenti condivisa anche dai giovani stilisti di Seoul. Nella sezione Resonance: Voices of Seoul del Fashion Hub, infatti, i designer hanno mostrato, come i loro colleghi italiani, una particolare cura nella manipolazione del prodotto.

Si è distinto, ad esempio il brand Youser, del designer Mooyeol Lee, che rifacendosi all’anticonformismo delle subculture, ripiega i jeans in denim su sé stessi per ottenere una gonna, capovolge le t-shirt e gioca con lo styling  creando effetti bidimensionali che attribuiscono a quel capo un altro significato, e quindi, un’altra funzione.

 

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È meno ribelle, invece, l’approccio di July Column, brand delle due sorelle SOOY e JAY, che ispirandosi alle divise indossate dai studenti confuciani, i seonbi, e all’arte coreana contemporanea, realizza pantaloni in lino  dai toni neutri ornati con pence cucite su tutta la gamba e abiti lunghi in denim con ricami tridimensionali che avvolgono l’intero tessuto. 

 

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L’importanza della materia e lo studio della forma e della funzione degli abiti viene estesa al tema della sostenibilità da Marvielab e Of Handmade, due brand italiani entrambi fondati nel 2006: il primo da Mariavittoria Sargentini e il secondo da Simona Guaini. In particolare, il design di Marvielab nasce da una riflessione sull’uso quotidiano dell’abito, utilizzando tessuti naturali o riciclati come quelli impiegati per creare “ReCikli*”, una delle ultime collezioni di Mariavittoria Sargentini, la cui esperienza ventennale nel settore moda è evidente soprattutto nella manipolazione delle stoffe. Nello specifico, per il progetto, la lavorazione è avvenuta su capi di seconda mano, smontati e ricuciti, usando materiali riciclati.

Photo di Jon Bronxl. Dalla collezione ReCikli* di Marvielab

Per quanto riguarda Of Handmade, il brand ricorda nell’approccio Vitelli, marchio milanese nato nel 2017, con cui condivide il recupero della tradizionale lavorazione della maglieria italiana per creare capi che si adattano alla contemporaneità. Of Handmade, in particolare, con “The Baudelaire” collezione della stagione primavera-estate 2025, celebra la natura con un approccio romantico e poetico, proponendo cardigan, top in crochet e completi in cui la matericità e l’altissima finitura della maglieria è un aspetto centrale. 

Courtesy of OF Handmade

Ci allontaniamo dall’abbigliamento per portare l’attenzione sulle calzature, con il  progetto esordiente lanciato nel 2024 da SCA/JA, il brand fondato da Silvia Scaglia e Jacopo Palmieri. Un duo da tenere sott’occhio soprattutto per il loro approccio innovativo che riguarda la realizzazione della scarpa: ossia l’impiego del cemento GFRC e di vetro riciclato. La prima collezione “Fondamenta”, infatti, riprende l’estetica decadente delle architetture brutaliste, trovando ispirazione nei ruvidi muri di cemento.

Courtesy of SCA/JA

A guardarle, «sembrano usciti da un cantiere», si legge nel comunicato, e infatti, quella struttura ricorda le linee massicce degli edifici in costruzione; in realtà, ogni modello è indossabile e per niente pesante, come abbiamo potuto verificare da vicino noi de Linkiesta Etc durante la presentazione di lancio del brand.

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