Conti in tasca Quanto vale – davvero – una stella Michelin

Uno studio di Jfc dimostra quando le stelle assegnate ai ristoranti pesino nell’economia del territorio. Confermando una volta in più il motivo autentico della supremazia della guida rossa sul resto della critica gastronomica

Foto di Ambitious Studio | Rick Barrett su Unsplash

I ristoranti stellati, attraverso la Guida Michelin, beneficiano di una vetrina internazionale che offre una grande visibilità all’interno dell’universo del taste tourism, che genera un impatto economico importante sul territorio nazionale. E una ricerca si è posta l’obiettivo di quantificare tali benefici. E ciò è utile anche per dare il giusto peso e valore al lavoro svolto dai ristoratori e al contributo che apportano al territorio che li ospita, fornendo quindi indicatori scientifici sull’impatto economico che i ristoranti stellati determinano nell’area nella quale sono localizzati. E a pochi giorni dallo svelamento delle nuove stelle italiane, martedì 5 novembre 2024, con l’evento in diretta a partire dalle 11.45 sui seguenti canali social Michelin e su YouTube, proviamo a capirci di più.

Ciò che emerge dallo studio “Taste Tourism”, prendendo in esame i dati del 2023, è che i ristoranti stellati italiani hanno accolto 2,4 milioni di clienti (di cui il 40,7 per cento dall’estero, provenienti da quarantatré Paesi) per un indotto complessivo di 438 milioni di euro. I dati e le informazioni rilevate consentono anche di effettuare una proiezione sull’anno in corso, andando così a stimare i valori che ricadranno sul territorio nazionale. Per il 2024, le previsioni indicano un risultato relativo all’indotto indiretto in aumento, pari a quasi cinquecento milioni di euro totali (498 milioni di euro per la precisione).

Infatti, il 74,6 per cento della clientela estera ed il 39,5 per cento di quella italiana trascorre almeno una notte nella destinazione o nelle immediate vicinanzegenerando quindi benefici indiretti sui settori dell’ospitalità (circa 355 milioni di euro), del commercio (48 milioni di euro) e dei servizi locali (35 milioni di euro).

Lo studio rileva che ogni ristorante con una stella genera benefici diretti sul territorio pari a 805 mila euro circa, che diventano 2,4 milioni di euro quando si tratta di un ristorante con due stelle, per poi esplodere quando prendiamo in esame i ristoranti che “meritano il viaggio”, ovvero quelli insigniti delle tre stelle, con un risultato che supera i 6,5 milioni di euro ciascuno.

L’analisi realizzata da JFC identifica, inoltre, Stati Uniti, Francia e Germania come i Paesi più rappresentati dalla clientela straniera mentre, dalla prospettiva dell’indotto legato ai soggiorni, quasi il 70 per cento dei gestori di hotel di qualità (da tre a cinque stelle lusso) localizzati nei pressi di un’insegna stellata Michelin, dichiara di avere clienti giunti in albergo proprio per recarsi in uno specifico ristorante.

Le previsioni che indicano per il 2024 un indotto indiretto pari 498 milioni di euro, segnalano inoltre che la regione italiana a beneficiare maggiormente della presenza dei ristoranti stellati è la Lombardia, seguita a ruota dalla Campania. In terza posizione troviamo il Piemonte.

A livello provinciale, è Napoli a giovare dei maggiori benefici, seguita da Roma e Milano.

Interessante il dato relativo ai comuni che, dopo un podio formato da tre capoluoghi di regione (Milano, Roma e Firenze), vede la presenza di comuni di ben più piccole dimensioni come Senigallia al quarto posto e Massa Lubrense al quinto. Nella top ten anche Orta San Giulio, Alba e Brunico, oltre ad altri due capoluoghi come Torino (sesta) e, al settimo posto, Modena che ospiterà la settantesima edizione della Michelin Italia.

Le polemiche si sprecano, e per un certo tipo di ristorante la Guida non è la soluzione: abbiamo scritto del Giglio di Lucca, ma in tanti sostengono che guadagnare una stella non sia sempre una soluzione economicamente vantaggiosa e premiante, soprattutto se il tipo di ristorante che si ha in mente non corrisponde ai canoni della “rossa”, che rimane fedele ai suoi lettori innanzitutto. Di sicuro, però, avere uno stellato nel circondario aumenta il valore percepito non solo di quello ma del luogo in sé, che ne beneficia in termini generali, di notorietà e di fruizione di altri servizi.

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