Artigianato olfattivoQuando il profumarsi diventa un gesto rituale

Ispirato alle origini della profumeria, Monom offre ai connoisseur un prodotto dagli estratti preziosi, recuperando tecniche legate alla tradizione e adattando le fragranze alle esigenze contemporanee

Courtesy of Cloride and Monom

L’attar o ittar è un olio essenziale ricavato da materie prime naturali attraverso un’estrazione lenta a vapore a bassa pressione. In lingua babilonese indica l’essenza di fiori, in persiano è sinonimo di fragranza celestiale. Nell’antichità questi blend di resine, legni e fiori rari venivano creati e venduti dai maestri profumieri che portavano con sé, di villaggio in villaggio, i loro preziosi alambicchi ed essenze pure, ricche e profumatissime.

Una tecnica ancestrale e quasi alchemica originaria dell’India, come testimoniano alcuni reperti archeologici risalenti al Tremila a.C., che non è molto cambiata nel corso dei secoli e addirittura in alcune aree orientali viene ancora utilizzata seguendo tradizioni millenarie. Gli attar venivano offerti in dono dai regnanti indiani ai loro ospiti al momento della partenza, racchiusi in contenitori di cristallo chiamati ittardan o impiegati in alcuni rituali indù. Oggi questa essenza in olio puro ha un valore quasi sacrale e viene ancora utilizzata in Medio Oriente. È un’opera di artigianato olfattivo che sublima la fusione di materie prime uniche e speciali.

Courtesy of MONOM

Fino agli inizi del Novecento, prima della creazione degli eau de toilette ed eau de parfum, l’estratto in olio distillato, ovvero privo di alcol, era la sola formulazione possibile creata dai maestri profumieri. Oggi tutti i marchi di profumeria artistica si sono concentrati nell’offrire ai più esigenti connoisseur, estratti preziosi, ma solo uno, MONOM, è riuscito con le sue tredici creazioni a far dialogare assieme presente e passato, tradizione e innovazione, artigianalità e materie prime d’eccellenza. Custoditi in piccoli flaconi in vetro polarizzato con tappo in bachelite, questi oil parfume trasformano l’arte di profumarsi in un vero e proprio rituale fatto di gesti sensuali.

Il design minimale in nero assoluto, la “R” a occhio pieno sempre presente in tutti i nomi delle fragranze incisi sul tappo e lo scrigno in plexiglass, realizzato dalle mani sapienti di artigiani italiani, ne fanno opere uniche. Il marchio è nato nel 2014 dall’intuizione di Renato e Simone Bongiorno, padre e figlio che da molti anni lavorano nel mondo della haute parfumerie, e dalla visione e talento di Nicola Bianchi, artefice anche dell’iconico Ann Demeulemeester. A raccontare per la prima volta la storia di questo brand tutto made in Italy che sugella una nuova esperienza olfattiva, è uno dei founder: Simone Bongiorno.

Cloride. Courtesy of MONOM

Perché il nome MONOM?
È opera di mio padre. Una mattina si è svegliato con questo nome in testa. Non ha un vero e proprio significato, ma è affascinante perché rievoca immagini diverse. L’idea è nata nel 2010 sempre da lui e nel corso degli anni ha preso forma come vero e proprio progetto olfattivo indipendente in cui tutta la famiglia è stata da subito coinvolta. Poi è arrivato Nicola (Bianchi, ndr) che ha creato le sette referenze che abbiamo presentato a Pitti Fragranze nel 2015 e che hanno subito attirato l’attenzione dei clienti.

Come mai avete deciso di iniziare con l’attar?
Il nostro sogno era creare qualcosa di speciale che non esisteva sul mercato. All’inizio volevamo realizzare solo estratti di quattro materie prime di fondo come patchouli, ambra, muschio e vaniglia, una specie di primer da indossare prima della fragranza preferita. Per questo abbiamo scelto il formato roll-on e la boccetta in vetro per preservarne purezza e persistenza.

Due elementi che da sempre vi contraddistinguono
Per noi il profumarsi è un gesto personale e intimo in cui la fragranza viene a contatto diretto con la pelle, per questo abbiamo scelto il formato roll-on.

Escludete l’idea di farne versioni spray?
Ad oggi sì, anche se devo confessare che stiamo già lavorando alla creazione di una nuova collezione di fragranze da vaporizzare che uscirà tra qualche anno.

Qual è stato il primo attar che avete creato?
Nardo. Un’essenza rara di cui si parla anche nella Bibbia e nel Cantico dei Cantici. Il nostro è un profumo spirituale e mistico al tempo stesso sublimato da muschio, ambra grigia, gelsomino e incenso.

Quali sono i vostri best-seller?
Reyna, Irmao e Marè. Quest’ultimo mi piace definirlo come un attar del futuro: è un profumo marino completamente di sintesi dal sentore salino e dalle note acquatiche. Irmao invece è uno speziato gourmand a base di tabacco: è come una coccola. Reyna infine esalta la vaniglia messicana nella sua versione più selvaggia. Il segreto è che abbiamo utilizzato cacao azteco, fico candito e mandorle.

Qual è invece la vostra ultima creazione?
Cloride, un fiorito fresco e innocente che gioca con i sentori di mughetto, ambra e semi d’ambretta. Per noi è il profumo della primavera e della giovinezza.

Cosa c’è nel futuro di MONOM?
La sostenibilità è da sempre uno dei nostri valori fondanti per cui stiamo sostituendo il contenitore in plexiglass con un packaging in carta cento per cento riciclata che contiene una piccola pochette porta profumo in pelle proveniente dagli scarti dell’industria pellettiera e infine stiamo lavorando per rendere ricaricabili i flaconi in vetro polarizzato. Un nostro piccolo contributo alla salvaguardia del Pianeta.

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