È stato un attacco terroristico quello che ha colpito New Orleans nelle prime ore del giorno di Capodanno, quando un veicolo ha investito una folla di persone che stavano festeggiando tra i locali del quartiere turistico. Almeno 15 persone hanno perso la vita e più di 30 sono rimaste ferite.
Secondo l’FBI, l’aggressore è Shamsud-Din Jabbar, cittadino statunitense di 42 anni originario del Texas. A bordo di un pick-up Ford si è lanciato contro la folla festosa sulla famosa Bourbon Street intorno alle 3:15. Dopo aver investito un gruppo di persone, Jabbar è sceso dal veicolo e ha aperto il fuoco contro la polizia, ferendo due agenti poco prima di essere ucciso dalla reazione dei poliziotti.
Il pick-up di Jabbar sembrerebbe noleggiato, anche se non è ancora chiaro attraverso quale nome abbia ottenuto il veicolo. Di certo sappiamo che sul retro era stata stesa la bandiera dello Stato Islamico e all’interno gli agenti vi hanno rinvenuto armi e una sorta di bomba rudimentale confezionata in maniera dilettantistica.
Un bollettino distribuito alle forze dell’ordine ha rivelato che almeno due ordigni esplosivi con le stesse caratteristiche home-made erano stati collocati nelle vicinanze, ma fortunatamente non sono esplosi.
In un breve discorso ieri sera, il presidente Joe Biden ha dichiarato che l’FBI ha scoperto che poche ore prima del folle attacco, Jabbar aveva pubblicato video sui social media in cui affermava di essere stato ispirato dall’Isis e manifestava il desiderio di uccidere. Biden ha sottolineato che l’indagine è nelle fasi preliminari e che le forze dell’ordine stanno cercando eventuali collegamenti, associazioni o complici dell’aggressore. Uno di questi potrebbe riguardare l’esplosione avvenuta all’interno di un Cybertruck Tesla fuori dall’hotel di proprietà di Donald Trump a Las Vegas.
Fin da subito i funzionari dell’FBI hanno confermato di considerare l’evento come un atto di terrorismo. La sovrintendente della polizia di New Orleans, Anne Kirkpatrick, ha descritto l’azione di Jabbar come palesemente intenzionale, affermando che l’uomo era determinato a causare il maggior numero possibile di vittime.
L’aggressore è riuscito a guidare il suo pick-up bianco tra gli edifici che costeggiano Bourbon Street per un lungo tratto. Si tratta di una zona affollata, molto frequentata durante tutto l’anno e che ieri era stata scelta come destinazione per festeggiare l’arrivo del 2025.
L’indizio che denuncia l’atto come preparato e studiato è che dopo aver investito la folla, Jabbar ha estratto un fucile e ha cominciato a sparare, ma con l’accortezza di indossare il giubbotto antiproiettile e un casco. Per raggiungere più obiettivi, l’attentatore è poi sceso dal veicolo e ha intrapreso la sparatoria con la polizia.
Mezz’ora dopo la sua uccisione gli investigatori hanno trovato una bomba a tubo con chiodi e dell’esplosivo che sembrerebbe essere C4, il tutto apparecchiato dentro un contenitore termico lasciato vicino alle auto degli agenti, a circa tre isolati dal luogo dell’attacco. Un secondo dispositivo è stato poi rinvenuto a un isolato di distanza, mentre un terzo possibile ordigno è stato individuato in una valigia viola tra North Rampart Street ed Esplanade Avenue.
Due dei dispositivi sono stati confermati come bombe a tubo, progettate per essere attivate a distanza. Gli investigatori hanno trovato il telecomando per fare esplodere l’ordigno nell’abitacolo del furgone di Jabbar, accanto a barattoli di vetro con un liquido trasparente forse Astrolite G esplosivo potente e sensibile relativamente facile da confezionare in casa.