Neonazi respintiLa Cdu è il primo partito in Germania, AfD è il secondo ma non governerà

Merz sarà il prossimo cancelliere, verosimilmente in coalizione con Spd. Ci sono i numeri per tenere l’estrema destra fuori dall’esecutivo nonostante l’enorme crescita nelle preferenze

AP/Lapresse

Ha vinto la Cdu, sfiorando il ventinove per cento dei voti. Ha perso l’Spd, che lascia sul tavolo quasi il dieci per cento rispetto al 2021 e ora è terzo il terzo partito. Esulta anche l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD), andando oltre il venti per cento: è il miglior risultato della sua storia. Buone le performance dei Verdi, poco sotto al dodici per cento, e della sinistra di Linke, quasi al nove per cento. Sotto la soglia di sbarramento del cinque per cento si fermano invece i liberali di Fdp, che sono crollati rispetto al 2021, e (molto probabilmente) la Bsw di Sahra Wagenknecht. Le elezioni parlamentari in Germania hanno rispettato le aspettative, almeno a grandi linee.

I risultati indicano che l’alleanza Cdu/Csu guidata da Friedrich Merz (duecentotto seggi, secondo le ultime stime) può formare una “grande coalizione” con l’altro grande partito storico tedesco, la Spd (centoventi seggi), ed evitare di dover formare una difficile coalizione a tre come quella guidata dal cancelliere uscente Olaf Scholz: i due partiti insieme avranno la maggioranza assoluta dei seggi. Ma per una soluzione di questo tipo occorrerà trovare convergenza su alcuni dei temi chiave su cui i due partiti sembrano più distanti, a partire dall’economia – settore cruciale in un Paese in recessione da due anni – e la politica estera, in particolare l’Ucraina.

Alternative für Deutschland dovrebbe avere centocinquantadue seggi, quasi il doppio di quelli ottenuti nel 2021. Questo exploit spinto dalla rabbia per l’immigrazione, la criminalità violenta e gli elevati costi dell’energia era in realtà previsto, i sondaggi lo avevano anticipato. Ieri sera, dopo i primi exit poll, la leader del partito Alice Weidel ha esultato: «Questo è un successo storico per noi, il nostro miglior risultato di sempre. Tendiamo la mano per offrire cooperazione alla Cdu, altrimenti non sarà possibile cambiare in Germania», ha detto, provato ad aprirsi una strada per il governo. Ma AfD verosimilmente rimarrà fuori. E questa è una buona notizia. L’altra buona notizia è che circa l’ottanta per cento degli elettori tedeschi non ha votato per AfD. La terza è che l’endorsement di Elon Musk non sembra aver spostato voti. Da quando ha iniziato a spingere fare campagna elettorale per il partito neonazista qualche settimana fa, Musk non ha inciso rispetto alle intenzioni di voto, che già davano AfD tra il diciannove e il venti per cento.

Impressionante il dato sul’affluenza, che è stata dell’82,5 per cento, il dato più alto dal 1990, cioè dopo la riunificazione. La sinistra di Linke ha nettamente vinto tra gli elettori che hanno votato per la prima volta: ventisette per cento delle preferenze. Risultati molto buoni anche per l’AfD, con il diciannove per cento.

La vittoria della Cdu e la certezza di avere Friedrich Merz come prossimo cancelliere della Germania dovrebbe portare un cambio netto alla leadership tedesca in Europa. Il tedesco Friedrich Merz ha promesso di «raggiungere l’indipendenza» dagli Stati Uniti festeggiando il risultato ieri sera. A poche ore dalla chiusura delle urne, il leader dei cristianodemocratici ha dichiarato che la Germania avrebbe dovuto rivedere i suoi accordi di sicurezza e porre fine alla dipendenza decennale da Washington, soprattutto alla luce di una Casa Bianca trumpizzata e «ampiamente indifferente» al destino dell’Europa.

X