Garanzie di sicurezzaL’Europa non può difendere l’Ucraina senza l’aiuto degli Stati Uniti, dice Zelensky

Intervistato dal Guardian, il presidente ucraino spiega perché è disposto a offrire alle aziende americane dei convenienti accordi sulla ricostruzione del Paese pur di ottenere la collaborazione di Trump

AP/Lapresse

«Alcuni dicono che l’Europa potrebbe offrire garanzie di sicurezza senza gli americani, e io dico sempre di no». Volodymyr Zelensky non si fa illusioni, sa bene che il sostegno degli Stati Uniti in questo momento è una condizione indispensabile per proseguire la guerra, mantenere salde le difese del territorio ucraino e respingere gli attacchi della Russia. Senza gli aiuti transatlantici, le truppe di Vladimir Putin avrebbero la meglio. «Solo i missili Patriot di fabbricazione americana possono difenderci da tutti i tipi di missili, solo i Patriot. Ci sono altri sistemi d’arma simili, ma non possono fornire una protezione completa. Anche da questo piccolo esempio si può vedere che senza l’America, le garanzie di sicurezza non possono essere complete».

Zelensky ha concesso una lunga intervista al Guardian alla vigilia di quello che potrebbe essere il suo viaggio diplomatico più importante dall’invasione su vasta scala della Russia di tre anni fa. Zelensky andrà alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco che inizia venerdì, dove si aspetta di incontrare il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, uno dei più ostili all’Ucraina tra la cerchia ristretta di Donald Trump. Già alla conferenza dell’anno scorso, Vance, che allora era solo senatore, si rifiutò di incontrare Zelensky, e in precedenza aveva affermato di non «badare troppo a cosa accadrà all’Ucraina, in un modo o nell’altro». Sull’agenda del presidente ucraino ci sarebbero anche altri incontri con membri dell’amministrazione americana e senatori di Capitol Hill. Manca invece una data per incontrare Trump di persona, anche se il suo team sta cercando in tutti i modi di creare questo bilaterale. E negli ultimi giorni Trump ha detto nel weekend che «probabilmente» avrebbe incontrato Zelensky. Al momento l’unica possibilità è veder volare il presidente ucraino da Monaco a Washington sabato o domenica.

Dopotutto, le premesse del 2025 sembravano buone. Prima del suo insediamento, Trump aveva ripetuto più volte di voler porre fine alla guerra in Ucraina e di poterlo fare in poco tempo – lui parlava di giorni, se non di ore. Ma era evidentemente un bluff. Negli ultimi giorni si è parlato molto di alcune dichiarazioni di Zelensky e anche di Vladimir Putin sulla disponibilità di Kyjiv e Mosca di sedersi a un tavolo negoziale. Il presidente ucraino al Guardian ha detto di essere effettivamente disposto a trattare, ma solo se in grado di farlo da una «posizione di forza».

Per farlo c’è bisogno dell’aiuto americano sul campo di battaglia. È una condizione indispensabile. Per questo Zelensky è disposto a offrire alle aziende americane dei vantaggiosi contratti sulla ricostruzione del Paese e per le concessioni di investimento future sul territorio ucraino: qualsiasi cosa pur di convincere Trump a non abbandonare l’Ucraina. «Coloro che ci stanno aiutando a salvare l’Ucraina avranno la possibilità di ricostruirla, con le loro attività insieme alle aziende ucraine. Siamo pronti a parlare di tutte queste cose in dettaglio», ha detto Zelensky.

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