Chissà dove mangiò Nilla Pizzi nel Sanremo del 1951, o in quale ristorante sedeva Wilma De Angelis nel Sessanta, prima ancora di nutrirsi, senza saperlo, di anfetamine. Ma, soprattutto, chissà dove mangia tutto il resto della gente che si trova a Sanremo per qualsiasi altro motivo che non sia cantare. Noi che la bocca la usiamo solo per mangiare, proviamo a suggerirvi qualche indirizzo di trattorie, ristoranti, colazioni e, ovviamente, focacce.
Senese Pizza napoletana in evoluzione
Ci sono le pizze in stile gastronomico, quelle napoletane, romane, sottili. E poi ci sono le pizze buone davvero. È innegabile come ognuno di noi ha delle preferenze sul tipo di pizza, ma è certo come una pizza fatta con cura, a prescindere dallo stile, possa piacere a tutti.
Staccandosi dalle vie del centro di Sanremo, vale la pena raggiungere il locale di Giovanni Senese, lievitista d’origine partonepea che ha trovato la sua dimensione su questo lato di Riviera, lavorando tra il forno e il suo orto sinergico sulle colline sanremesi in cui segue con attenzione la crescita dei vegetali che usa per le sue pizze.
Pizza che definisce «napoletana in evoluzione» perché è l’impasto – sempre di farine biologiche – a evolversi costantemente per ospitare dei topping che, per Senese, devono essere attenti e sostenibili. Da qui la voglia di seguire direttamente la coltivazione dei vegetali che usa nella pizzeria e che sono forse l’elemento di distinzione di questo locale. La pizza “La mia orto sinergico” – con crema di zucchina gialla profumata allo zenzero, fiordilatte a lenta maturazione Sorì, puntarelle, foglie di spinacino baby, valeriana, cialda di tapioca alla rucola, hummus di barbabietola, cialda di barbabietola, chips e crema di carota, gel di ribes e lamponi essiccati – è un esempio eccellente del lavoro di Giovanni Senese. Ma ogni proposta, sempre stagionale, è un’esperienza di pizza goduriosa e altrettanto consapevole.
Senese Pizzeria, via Scoglio, 14 – Tel: 0184 189 7825

Colazione da Oltre
Colazione dolce e salata in uno spazio contemporaneo che offre il suo servizio al mattino e si protrae per il resto della giornata con il pranzo, l’aperitivo e la cena. Lo spazio è suggestivo, dentro Palazzo Borea D’Olmo, uno degli edifici barocchi più importanti della Liguria occidentale. La proposta, invece, è fresca, fatta di muffin o uova strapazzate, pane e Nutella o le tipiche focacce liguri. Il menu è ricco anche di bevande con latte o alternative vegetali, lo stesso vale per la caffetteria. La brioche la riempiono sul momento ed è in stile ischitano.
A giudicare dal menu, sembra il posto ideale dove portare a fare colazione un concorrente della categoria giovani del Festival. Me lo vedo già lì a ordinare il pistacchino: il caffè caldo con latte e crema pistacchio.
Oltre, via Giacomo Matteotti, 145 – Tel: 346 966 0685
Colazione con la focaccia di Basilico e Pinoli
Un forno e tutte le sue proposte che iniziano dal pane, passano dalle torte e arrivano alle focacce, altro vero motivo che ci fa amare la Liguria. C’è attenzione per il caffè, che sarebbe interessante accompagnare da un pezzo delle loro torte paradiso, ripiene di crema e soffici in modo così palese che te ne accorgi anche solo guardandole. Ma forse vale la pena accettare la tradizione regionale e fare colazione con cappuccino e focaccia: bianca, salatina, unta.
Basilico e pinoli, corso Matuzia, 185 – Tel: 0184 189 7193
La focaccia a La Tavernetta
Iniziamo dalle basi: la Liguria è piccola, ma abbastanza grande per avere molte più focacce tipiche oltre la genovese e la Recco. A Sanremo, ad esempio, si mangia anche la Sardenaira, una focaccia rossa, caratterizzata per il suo sapore marcato per l’aggiunta di sardine, olive taggiasche, aglio e capperi. È una focaccia piuttosto familiare per tutti coloro che sono abituati ai mangiari marinari, ma questa focaccia ha un suo stile ben definito, che è possibile scoprire proprio a La Tavernetta. Poi, se siete nostalgici, potete sfogare anche la voglia delle focacce più mainstream della Liguria, sono buone pure quelle.
La Tavernetta, via Palazzo 129 – Tel: 0184 507293
Ipazia cibi e libri
Cucina del territorio nel pieno stile delle buone trattorie, con una selezione di vini naturali e una sala che si sviluppa tra i libri. Ipazia, infatti, non è solo una trattoria, ma anche una libreria dove si mangiano piatti di stagione e di riviera, comprese le farinate e i loro raviolini. Informale, sincero. Ci potete portare a cena Lucio Corsi con Topo Gigio, dopo la serata dei duetti. Entrambi apprezzerebbero di sicuro, e anche voi.
Ipazia cibi e libri, via Francesco Corradi, 64 – Tel: 340 155 9205
Ristorante Da Nicò
Questo è il classico ristorante che ha fatto la storia della città e che potrebbe raccontarvi tutti i dettagli su cosa mangiavano Mike Bongiorno o Pippo Baudo nelle cene durante i loro Sanremo. È un’istituzione con cucina di mare, dove le tende esterne sono blu e i piatti un continuo di crudi di pesce, paste allo scoglio e, che fai, un fritto di calamari non lo prendi?
È anche uno dei ristoranti dove si può mangiare un altro dei piatti tipici di questa zona ligure, il Brandacujun: non fatevi spaventare dal nome, è solo stoccafisso cucinato in modo molto simile al baccalà alla vicentina, quindi una pomata di merluzzo con patate che non vedrete l’ora di mangiare. Si trova in zona porto a Sanremo, perfetto nel caso in cui siate di passaggio in barca o se non ve la sentite di riprendere l’autostrada ligure dopo aver sperimentato l’andata e siete alla ricerca di una zattera che vi riporti a casa.
Ristorante da Nicò, Piazza Bresca, 9 – Tel: 0184 501988
Trattoria Piccolo mondo
In una piccola via non distante dal Teatro Ariston, un locale semplice e curato dove mangiare piatti di pesce tipici del Ponente ligure di un locale a conduzione famigliare: gli spaghetti con le vongole veraci e bottarga, calamari alla griglia o la mozzarella burrata di Andria, gambero e bottarga di muggine, ma il menu cambia giornalmente. È un locale perfetto per la settimana del Festival per il suo sapore un po’ fermo nel tempo, ma va bene anche per una sosta nei mesi caldi dove è possibile mangiare in uno dei pochi tavoli all’esterno, all’ombra dei palazzi di via Piave.
Trattoria Piccolo mondo, via Piave, 7 – Tel: 0184 509012
Ristorante Paolo e Barbara
Nel 1987 vinceva il Festival la canzone “Si può dare di più” del trio Morandi, Ruggeri, Tozzi. E Paolo e Barbara, proprietari dell’omonimo ristorante, lo hanno fatto davvero aprendo il loro locale proprio quell’anno e conquistando la Stella Michelin nel 1990. Qui la cucina è decisamente ponderata e basata su pilastri fatti di attenzione per gli ingredienti. In primi quelli vegetali, che vengono coltivati direttamente dai ristoratori, nella loro azienda agricola, per rispondere alle esigenze di menu del locale. Anche l’olio – rigorosamente ligure – proviene dai loro ulivi. Per ogni stagione una verdura di Ponente diversa, insieme anche al pescato locale e stagionale pure quello. Piatti molto curati anche nell’aspetto. Il locale è sontuoso con tovaglie damascate e sedie poltronate sempre con decori che piacciono a gente in carriera. Tipo Marcella Bella.
Ristorante Paolo e Barbara (*), via Roma, 47 – Tel: 0184 531653

