Armata belinMara Morini e l’Università di Genova alla corte di Maria Zakharova

A dicembre la docente italiana è intervenuta a un evento promosso dall’Accademia del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, organizzazione sanzionata dall’Ue, dove non sono mancati attacchi alle democrazie europee. L’ateneo ne è al corrente?

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Era lo scorso 4 dicembre quando la professoressa Mara Morini, docente associata di scienza politica all’università di Genova, è intervenuta in rappresentanza del suo ateneo alla conferenza “Sicurezza globale e regionale a confronto: sfide del XXI secolo” organizzato dall’Accademia del ministero degli affari esteri della Federazione Russa. La conferenza ha visto i saluti iniziali della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, protagonista in questi giorni dell’ennesimo sguaiato attacco contro il nostro Paese, questa volta nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

L’appuntamento non era dei più banali: nella giornata di studi si è parlato del nuovo multipolarismo e della collocazione della Russia negli scenari futuri, e dell’antagonismo dei modelli democratici europei. Gli interventi di docenti e studiosi di vari Paesi presenti all’evento si sono contraddistinti per le loro posizioni a favore della politica di Vladimir Putin, e alcuni anche per violenti attacchi alle istituzioni liberali europee. C’è da notare inoltre che l’Accademia diplomatica e i suoi think tank collegati sono stati sanzionati dall’Unione europea come centri attivi della propaganda russa, e che in passato hanno finanziato associazioni e fondazioni putiniane anche nel nostro Paese.

La docente italiana è stata protagonista di un intervento dal titolo “Regionalizzazione della politica mondiale: prospettive teoriche”. Nel medesimo panel, a farle compagnia, c’era anche Anton Friesen, fondatore, ideologo, ed ex deputato di Alternative für Deutschland (AfD) che ha parlato dei Brics come strumento per l’alleanza tra conservatori. Al di là dell’opportunità della partecipazione da parte di Morini che, come abbiamo raccontato più volte su questo giornale, in passato si è resa protagonista di vicende similari, a stupire è il grado di vicinanza che la docente mostra con gli ambienti del Cremlino, visto che la conferenza online aveva tutte le caratteristiche di un evento di alto livello e con un grado di riservatezza diplomatica elevato. 

Alla conferenza, la cui notizia è stata resa pubblica dal sito dell’Accademia, era possibile accedere solo attraverso autorizzazione del ministero degli Esteri, e gli atti sono riservati.

In tutto questo c’è da comprendere il ruolo dell’università di Genova che compare nella qualifica di Morini sul programma dell’evento. Chissà se l’università ligure era a conoscenza di questa partecipazione o se, fatto ancora più grave, l’ha autorizzata e ne ha anzi promosso l’adesione.

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