
Il 5 febbraio gli amanti della Nutella di tutto il mondo si sono riuniti virtualmente e non per celebrare il World Nutella Day, una giornata dedicata alla crema spalmabile, diventata ormai un’icona sia in Italia che all’estero. Basti pensare che la prima giornata dedicata è nata nel 2007, e non è stata una trovata di marketing di Ferrero, ma ha avuto inizio da un’idea della blogger americana Sara Rosso, conquistando rapidamente una platea globale e trasformandosi in un fenomeno virale. Oggi, milioni di persone condividono sui social media immagini, ricette e storie che testimoniano il loro amore per la Nutella, e la stessa Ferrero ha iniziato ad utilizzare la giornata per festeggiare il suo prodotto più celebre.
La nascita di un mito
La storia della Nutella affonda le radici nel 1964, quando il primo barattolo uscì dalla fabbrica di Alba, in Piemonte. Frutto dell’ingegno di Michele Ferrero, la crema nacque come evoluzione della “Supercrema” creata dal padre Pietro nel dopoguerra, un’epoca segnata dalla carenza di cacao. Grazie a strategie di marketing calibrate e a un brand immediatamente riconoscibile, Nutella si è rapidamente diffusa in Italia e soprattutto all’estero.

Nonostante il successo diffuso, Ferrero non ha mai smesso di investire sul suo prodotto di punta, localizzando strategie di marketing e rilanciando sempre il brand: il gusto “classico” non è mai cambiato, ma Nutella è stata declinata in diversi formati, con un packaging che si è prestato a personalizzazioni ed edizioni limitate, come quelle con i nomi di persona o le immagini di città, che hanno legato ancora di più il prodotto a una narrazione famigliare e rassicurante.
Impossibile inoltre non citare i Nutella Biscuits, due biscotti di frolla ripieni di crema spalmabile, che al loro lancio sul mercato hanno generato una “corsa al sacchetto” all’interno dei supermercati italiani. A un anno dal lancio, erano state vendute oltre quarantasette milioni di confezioni, generando un fatturato di oltre 141 milioni di euro, che hanno rappresentato circa l’8,5 per cento del mercato dei biscotti.
Le controversie attorno alla Nutella
Nonostante il suo enorme successo, Nutella non è stata immune da critiche e controversie. Una delle questioni più dibattute riguarda l’uso dell’olio di palma, ingrediente fondamentale della sua ricetta, accusato di avere un impatto ambientale negativo e di essere potenzialmente dannoso per la salute. Nel 2016, Ferrero ha risposto con una campagna di trasparenza, sostenendo che l’olio di palma utilizzato è certificato sostenibile e sicuro.

Altri dibattiti hanno riguardato l’alto contenuto di zuccheri e grassi nella crema, sollevando dubbi sulla sua idoneità in una dieta equilibrata. In un segmento che sta andando sempre di più verso una riduzione degli zuccheri e degli alimenti non sani, soprattutto per bambini e adolescenti, Nutella può sembrare retaggio di un momento storico ormai passato. Ma di questo i consumatori non si sono accorti: presente in oltre 170 Paesi, la sua produzione annuale ha raggiunto le 500.000 tonnellate e non sembra che stia per andare incontro a un trend discendente. Lo stesso Gruppo Ferrero ha registrato un fatturato consolidato di diciassette miliardi di euro nel 2022/2023, in aumento del +20,7 per cento rispetto al fatturato di quattordici miliardi di euro dell’anno precedente.
L’azienda, sempre molto attenta alle esigenze del mercato, ha intanto lanciato anche la versione plant based e vegana della Nutella, contraddistinta da un tappo verde, e che promette di non far sentire differenze al palato.

