ErbuscoUn giorno nel cuore della Franciacorta

Non è il comune franciacortino più esteso, né il più popoloso, eppure è uno dei centri nevralgici della Docg bresciana e – di conseguenza – del vino italiano. Ve lo raccontiamo attraverso un breve itinerario tra cantine, ristoranti e botteghe

Erbusco
Foto di Bertazzoni Paolo, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Sul suo stemma comunale spicca un fiore azzurro, e anche il suo nome evoca un’origine agreste, che derivi del germanico Der Büsche (“il boschetto”), dal latino herba o dalla fusione dei due avvenuta in epoche lontane e misteriose. Il legame di Erbusco con la cultura rurale resta profondo, nonostante siano le sue architetture – romane, medievali e rinascimentali – a custodirne la memoria storica.

Erbusco è una sorta di «ologramma dell’intero distretto franciacortino», per citare Armando Castagno nel suo “Viaggio in Franciacorta. Un diario”. Pianure e colline, scorci bucolici e colate di cemento, strade trafficate e sentieri silenziosi si alternano, delineando un microcosmo che è la culla delle cantine che hanno segnato il successo della denominazione, principali artefici della sua identità e del suo prestigio internazionale.

Se il vino italiano ha vissuto un Rinascimento a partire dagli anni Ottanta, in Franciacorta si è trattato di una vera e propria nascita, frutto di una visione capace di coniugare innovazione e rispetto per il contesto rurale. Un equilibrio prezioso, reso possibile dalla generosità della natura ma anche da chi ha saputo custodirla e, in un certo senso, sublimarla attraverso le pratiche vitivinicole. E proprio Erbusco ospita due delle cantine simbolo di questa evoluzione: Bellavista e Uberti.

«Io sono di Erbusco, la mia famiglia lo è da sempre. Dopo, io sono cresciuto a Milano, e la mia mentalità è milanese, che è diverso dal dire mentalità bresciana», racconta Vittorio Moretti, fondatore di Bellavista e della holding Terra Moretti. Nel senso che il bresciano è un grande artigiano, ma è prudente, non fa mai il passo più lungo della gamba. Invece il milanese investe anche i soldi che non ha, e quando è bravo mette in moto un meccanismo virtuoso capace di creare grandi cose. E poi crede nel lavoro di squadra, proprio come Moretti, che ha costruito insieme alla sua famiglia il successo della cantina (e del Gruppo), accogliendo i cambiamenti con resilienza ed esprimendo il massimo potenziale in condizioni sempre nuove.

Anche la famiglia Uberti è profondamente radicata nel territorio di Erbusco, con una tradizione che affonda le sue radici nei secoli. Il 12 ottobre del 1793 Agostino Uberti acquistò una piccola cascina circondata da vigneti nella località Salem, dando inizio alla storia della cantina Uberti. Per lungo tempo la viticoltura ha continuato a coesistere con le altre attività agricole, fino a quando – negli anni Settanta – un altro Agostino Uberti prese in mano le redini dell’azienda, affiancato dalla moglie Eleonora. Fu l’inizio di una svolta decisiva, che culminò nel 1978 con la prima vendemmia a Franciacorta. Oggi Uberti produce circa centottantamila bottiglie all’anno, frutto di ventisei ettari di vigneti coltivati con rispetto per la biodiversità del suolo. Agostino ed Eleonora, insieme alle figlie Silvia e Francesca, portano avanti l’identità della famiglia, custodendo il passato con lo sguardo sempre rivolto al futuro.

Se il vino è il cuore pulsante di Erbusco, la sua vocazione gastronomica non è da meno. Accanto ad alcune delle cantine più prestigiose della denominazione si trovano pasticcerie, ristoranti e botteghe che esprimono con autenticità il carattere franciacortino. Tra questi, c’è la Pasticceria Roberto, fondata nel 1981 e guidata con passione da Giovanni Cavalleri. Punto di riferimento per colazioni e merende, offre una vasta selezione di dolci artigianali, dalle torte ai grandi lievitati per arrivare ai macarons e alla pralineria, il tutto in un’accogliente cascina ristrutturata.

A soli trecento metri, la terza generazione della famiglia Pagani porta avanti la storica Macelleria Roberto, che dal 1977 seleziona e propone solo i migliori tagli di bovini allevati in zona, lavorati secondo tecniche tradizionali o frollati fino a ottanta giorni. Simone e Matteo, oggi alla guida dell’attività, arricchiscono l’offerta della bottega con eventi di live cooking, barbecue e collaborazioni con alcune delle migliori cantine della Franciacorta.

E per restare in tema, tra le nuove aperture in quel di Erbusco spicca il ristorante Quintale, nato dalla collaborazione tra la famiglia De Rosa-Moretti e Dario Cecchini, il leggendario macellaio di Panzano in Chianti. Il nome è un manifesto d’intenti: la carne è protagonista assoluta, dalle pregiate maremmane della famiglia Moretti ai tagli selezionati da Cecchini. Il ristorante, con il fuoco a vista e la cella di frollatura ben in evidenza, eleva il concetto di steakhouse per diventare un punto di riferimento per gli amanti della carne. Il motto del locale, «dal naso alla coda», esprime l’impegno concreto verso un consumo responsabile e sostenibile, fondato sulla valorizzazione di ogni parte dell’animale.

Per chi desidera fermarsi a Erbusco, le opzioni di pernottamento spaziano da un’accogliente ospitalità familiare al lusso più raffinato. Il b&b La Valluna è la scelta ideale per un soggiorno intimo e rilassante, con tre ampie camere dotate di bagno privato e una suite perfetta per una fuga romantica. Una piccola chicca è la veranda, dove nella stagione più mite si può gustare la colazione all’aperto.

Chi è alla ricerca di un’esperienza esclusiva, non può che optare per L’Albereta, unico hotel 5 stelle della Franciacorta. Un’elegante dimora di fine Ottocento trasformata in resort da Carmen Moretti, figlia di Vittorio Moretti, che l’ha concepita come un’oasi dedicata all’ospitalità e alla cultura del gusto, coinvolgendo nella sua visione il maestro Gualtiero Marchesi. Un’eredità preziosa che oggi è nelle mani dello chef Alberto Quadrio, supportato dalla mentorship di Enrico Bartolini.

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