Dopo il tramonto Il Ramadan è una pratica sempre più riconosciuta in Italia

Quest’anno tra il 28 febbraio e il primo marzo inizia il periodo di digiuno osservato dai fedeli della religione islamica che per un mese eviteranno di introdurre cibi e bevande durante il giorno. Per i momenti in cui è concesso alimentarsi cominciano a diffondersi anche nel nostro Paese dolci e cioccolatini appositamente realizzati, persino in versioni molto lussuose

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Chiunque visiti il sito di Armani/Dolci in questi giorni noterà nel menu una sezione dedicata al Ramadan, accanto a voci come Storia, Cioccolato e Altre Specialità. Segno che il mese sacro per i musulmani evidentemente inizia a essere considerata una festa ufficiale anche nel nostro Paese. Non dalle  istituzioni, ma da una delle più importanti case di moda e non solo, che rappresenta il cosiddetto made in Italy nel mondo e che ha deciso di creare un’edizione limitata proprio in occasione del Ramadan.

Quanti musulmani ci sono in Italia
In termini numerici, in Italia al 1° luglio 2023 si contavano più di un milione e mezzo di musulmani stranieri (dati della Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità – Ismu) a cui si devono sommare i cittadini italiani. In tutto sarebbero circa 2,7 milioni, ovvero il 4,9 per cento della popolazione residente in Italia (dati openpolis). Molti di loro quest’anno inizieranno a digiunare tra il 28 febbraio e il 1° marzo, ma la data non è certa poiché il calendario islamico segue il ciclo lunare.

Il significato del digiuno
Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico ed è dedicato al digiuno (sawn) e all’astinenza, un po’ come la quaresima per i cristiani. Le persone adulte di fede musulmana durante questo periodo sono tenute a digiunare dall’alba al tramonto, evitando di ingerire cibo e bevande (inclusa l’acqua). Ma il digiuno non è solo fisico: è un invito a condurre una vita più consapevole e spirituale, praticando la preghiera, la carità e l’autodisciplina. Il momento esatto in cui il digiuno può essere interrotto varia a seconda del tramonto, che segna l’ora del Maghreb, la quarta preghiera della giornata (i musulmani eseguono cinque preghiere obbligatorie al giorno, chiamate salat, ndr).

Iftar, il rito della rottura del digiuno
Seguendo la tradizione del Profeta Maometto, il digiuno viene solitamente interrotto con un dattero e un bicchiere d’acqua, prima di consumare piatti più sostanziosi. Il pasto serale che interrompe il digiuno è chiamato Iftar, un’occasione di festa e convivialità che riunisce famiglie e comunità intorno alla tavola. Un po’ come se fosse trenta volte Natale.

La pralina a firma Armani/Gobino
Tra le varie leccornie, quest’anno ci sarà anche una pralina speciale al cioccolato al latte con ripieno di cioccolato bianco, anacardi e sale, nata dalla collaborazione tra Armani e il mastro cioccolatiere torinese Guido Gobino. Il packaging si ispira al cielo notturno e propone in versione stilizzata gli elementi classici della cultura del mondo arabo. La carta blu che avvolge le scatole ha una griglia grafica in cui spiccano ritagli di lune e stelle alternati alle iniziali a rilievo di Armani/Dolci. Le confezioni sono chiuse da un nastrino lamé dorato con tag dedicata a forma di stella, in tinta. Tutto pensato nel minimo dettaglio.

Armani Dolci

Il marketing delle feste
Come accade per molte festività, anche la tradizione religiosa musulmana è sempre più influenzata dalle logiche del marketing. Del resto, si stima che nel 2025 la spesa globale della comunità musulmana per prodotti di moda raggiungerà i 375 miliardi di dollari, un’attrattiva irresistibile per i grandi marchi del lusso.

Un regalo letteralmente esclusivo
La pralina è venduta in scatole da 16, 36 o 64 pezzi, insieme a una selezione di classici cioccolatini ai vari gusti, tutti rigorosamente privi di derivati alcolici, a un prezzo che va dai 42 ai 106 euro alla confezione. Certo non saranno in molti quelli che si potranno concedere questa bontà per celebrare il Ramadan. Secondo l’indagine dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, infatti, un terzo dei cittadini musulmani in Europa ha difficoltà a trovare un lavoro e una casa a causa dell’aumento dell’islamofobia. Difficoltà che possono facilmente portare all’impoverimento e in prospettiva all’emarginazione sociale.

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