Il linguaggio del pane Davide Longoni porta la sua arte a Villa Bagatti Valsecchi per Alcova 2025

Anche quest’anno il maestro panificatore porta alcuni dei suoi prodotti più identitari in uno dei quattro spazi dedicati alla nona edizione del Fuorisalone organizzato dalla piattaforma itinerante

Foto di Laura Filios

Alla Milano Design Week 2025 il design si assaggia. E sa di lievito madre. Tra installazioni avveniristiche, residenze storiche e spazi industriali riconquistati dalla natura, c’è un linguaggio che mette d’accordo tutti, dal designer giapponese all’architetto berlinese: è quello del pane. A parlare questa lingua universale, fatta di farine da grani locali e lunghe fermentazioni, è Davide Longoni, maestro panificatore che ha riscritto la grammatica dell’arte bianca in Italia.

Davide Longoni @Alvoca, foto Davide Longoni Pane

Dopo l’esperienza dell’anno scorso, Longoni torna fino al 13 aprile a Villa Bagatti Valsecchi, una delle quattro sedi selezionate da Alcova per la sua nona edizione del Fuorisalone, che quest’anno si sviluppa attraverso un itinerario eclettico. Un percorso che invita il pubblico a esplorare il lavoro di designer affermati ed emergenti tramite installazioni site-specific, distribuite in quattro spazi molto diversi tra loro: le Serre di Pasino, immerse nel verde dell’ippodromo adiacente alla Villa, dove la vegetazione dialoga con le opere in un connubio affascinante tra natura e arte; l’ex fabbrica SNIA, monumentale esempio di architettura razionalista risalente alla Prima Guerra Mondiale, oggi affascinante scenario post-industriale; Villa Borsani, elegante dimora modernista del 1945, dove l’avanguardia del design incontra la sobrietà formale. E naturalmente la villa ottocentesca, perla architettonica nel cuore di Varedo, con le sue ampie sale, stanze intime e giardini all’italiana e all’inglese, completi di grotte nascoste, che invita a un’esplorazione immersiva e sensoriale.

Il public program, curato quest’anno dalla Design Academy Eindhoven, si intitola “Are We Going in Circles?” ed è dedicato ai temi della circolarità nelle pratiche del design contemporaneo, stimolando riflessioni su nuovi modelli di sostenibilità e progetto.

In questo contesto, il pane si fa esperienza, racconto, materia viva. Grazie alla collaborazione con Alessandro Longhin e la squadra di Lunchbox – Victoria Small e Gherardo Marazzani – Davide Longoni Pane presenta una selezione dei suoi prodotti tra i più identitari: su tutti la michetta, proposta con mortadella o in versione vegana, e poi le focacce pugliesi al pomodoro o cipolla, i tramezzini con carne o vegetariana e piatti leggeri come l’hummus con portobello e chimichurri, la pappa al pomodoro e l’insalata di cereali.

Anche la proposta dolce racconta la filosofia del panificio: materie prime di qualità e una costante ricerca del gusto. Sul bancone: cuor di mais, carrot cake, lemon poppy, brownies al cioccolato fondente firmati Marco Colzani, biscotti di segale, mais e limone, e l’immancabile panettone disponibile in fette o intero, a ricordare che anche fuori stagione il dolce milanese ha sempre molto da dire.

Foto di Laura Filios

A impreziosire il tutto, la collaborazione con Mutina, che trasforma il bancone in una composizione ceramica ispirata alla collezione “Mattonelle Margherita” di Nathalie Du Pasquier: quarantuno pattern disegnati a mano, che oscillano tra minimalismo e audacia grafica. Il risultato è un gesto estetico e funzionale, in cui pane e design si fondono in un gioco di forme e significati.

In un contesto dove architetti, designer e creativi si interrogano sull’abitare contemporaneo, il gesto semplice e millenario del fare il pane trova nuova risonanza. Davide Longoni, con la sua visione che unisce rigore agricolo, spirito urbano e sensibilità gastronomica, dimostra che il cibo può essere linguaggio culturale, narrazione collettiva, ponte tra mondi.

X