Nel cuore dell’Appennino campano, tra le dolci colline che accompagnano il corso del fiume Tammaro, il piccolo borgo di Morcone si prepara a diventare il centro di un progetto che intreccia saperi antichi e visioni contemporanee. Due campus residenziali daranno vita a una Comunità del Grano e a un Forno di Comunità, trasformando il pane – alimento archetipico per eccellenza – in uno strumento di rigenerazione territoriale, sociale, culturale ed ecologica.
Con i suoi poco meno di cinquemila abitanti e un’estensione di oltre cento chilometri quadrati, al confine con il Molise, Morcone (Benevento) è un luogo di confine e di memoria, incastonato nelle antiche terre sannite. Ed è proprio da qui che prende forma la sperimentazione di MadreProject – la scuola che insegna a costruire imprese artigiane del pane con un impatto rigenerativo – nell’ambito di “TAM – La cultura è un fiume”, un progetto di rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo storico di Morcone per la valorizzazione del territorio.
Pane agricolo, filiera viva
Tornare a pensare al pane come prodotto agricolo significa cambiare radicalmente prospettiva. Significa restituire al gesto quotidiano del “fare pane” la sua dimensione originaria: legata alla terra, al tempo, alla comunità.
I due Campus – dal 20 al 29 maggio e dal 14 al 23 luglio – propongono percorsi formativi intensivi che vanno ben oltre l’apprendimento tecnico. Sono esperienze in cui si impara facendo, condividendo, costruendo relazioni.

Il primo Campus sarà dedicato alla nascita della Comunità del Grano della Valle del Tammaro, con l’obiettivo di riattivare una filiera agricola fondata su varietà locali come Saragolla, Risciola e Romanella. Ma la Comunità del Grano è molto più di un accordo tra fornai, mugnai e contadini. È un sistema di relazioni aperto, che va oltre la semplice chiusura della filiera per “aprirla” alla dimensione culturale e sociale. È uno spazio collettivo che coinvolge progettisti culturali, educatori, cittadini, artisti e istituzioni, in cui coltivare torna a essere un atto pubblico e partecipato, capace di generare impatti ambientali, economici e sociali. Significa rimettere in campo non solo grano, ma visioni: attivare pratiche di agroecologia, rigenerare suoli e relazioni, portare le scuole nei campi, trasformare i paesaggi in aule a cielo aperto.
Il ritorno del Forno di Comunità
Il secondo Campus, in programma dal 14 al 23 luglio, sarà invece dedicato alla nascita del Forno di Comunità. Non un semplice laboratorio di panificazione, ma un luogo ibrido che unisce produzione, socialità e cultura.
Il Forno di Comunità è un mezzo di coesione sociale, un luogo in cui il pane diventa veicolo per attivare relazioni, servizi di prossimità, iniziative collettive. Una bottega che offre opportunità: fare insieme, apprendere, condividere, organizzare la vita quotidiana in maniera solidale.
«Un forno di comunità non assume la comunità che c’è, ma costruisce comunità tra persone diverse. In questo senso è un hub. È un modello sperimentale. Non esiste una ricetta unica, perché risponde alle specificità territoriali dei luoghi e alle persone in campo. Per funzionare richiede modelli di business sofisticati, perché intreccia saperi, usi, attività e ambiti di intervento molto diversi. Richiede forme di gestione innovative e condivise», spiega Marta Lombardi, architetto e coordinatrice del progetto.

Un’occasione aperta, concreta e accessibile
Entrambi i Campus – della durata di dieci giorni – si inseriscono nel percorso della Scuola del Pane e dei Luoghi, che a Milano si sviluppa su sei mesi. A Morcone, la formazione si fa applicata, valorizzando il contesto e l’esperienza.
Ogni Campus potrà accogliere fino a venti partecipanti, residenti e non, interessati a vivere un’esperienza trasformativa da riportare nei propri territori. Grazie al sostegno del Pnrr, ciascun partecipante riceverà una borsa di studio il cui valore coprirà integralmente i costi della formazione e della residenzialità. Una scelta che rende il progetto inclusivo, accessibile e replicabile, pensato per ispirare altri borghi italiani che vogliono rigenerarsi attraverso la cultura del pane.
Morcone diventa laboratorio di rigenerazione
Morcone si candida così a diventare un laboratorio nazionale di rigenerazione territoriale a base culturale. Qui il pane non è solo alimento, ma linguaggio, strumento di trasformazione, medium che connette persone, paesaggi e memorie.
Coltivare un campo, accendere un forno, seminare insieme: sono azioni semplici ma radicali, capaci di generare processi duraturi. In un’epoca di crisi ecologiche, spopolamento e solitudine diffusa, il pane torna a essere gesto politico, collettivo, generativo.

